News dal territorio

08-08-2018

Italia Nostra Vulture Alto Bradano: eolico e nuovo governo

Alle tre P ( Pale Pannelli Petrolio) che ho sempre individuate essere segni del degrado culturale della nostra Basilicata, omettevo di aggiungerne una: la p di politica. Non è che non lo sapessi, ma ho sempre cercato di non generalizzare, non mi piace far di tutt’erba un fascio. Ma ormai dopo un bel po’ di anni di tentativi di aggrapparmi a qualche illusione prevale in me il più completo disincanto. La cosa non mi fa certo piacere, ma parlare ad un muro di gomma è frustrante. E tuttavia come tacere? Come non dichiararsi deluso dalle prime mosse in campo di salvaguardia del Paesaggio e dell’Ambiente da parte del nuovo governo? Governo alla cui nascita non ho contribuito con il mio voto, così come non ho sostenuto il vecchio. Pur non avendoli votati, dicevo, speravo comunque che cambiassero decisamente la rotta, speravo che mantenessero la loro avversione per le pale eoliche, tanto sbandierata nei territori “impalati”.

E così, dopo anni di appassionati, documentati appelli alle forze politiche del passato, nazionali e regionali, anche ai nuovi, da parte di undici Associazioni, Italia Nostra capofila, è stato inviato l’ennesimo appello con richiesta di incontro per porgere loro alcune considerazioni e per avanzare suggerimenti. Non abbiamo ancora avuto risposta. Per la verità, una risposta è arrivata, e che risposta, dal vice premier Di Maio, Ministro dello sviluppo economico. Di Maio dopo aver chiesto in un incontro europeo, per la produzione di FER (fonti elettriche rinnovabili), l’incremento dal 28% proposto da Gentiloni al 35% (fissato poi al 32 con l’opposizione del gruppo Visegrad che vuol fermarsi al 27 ante Gentiloni) entro il 2030, ha partecipato ad un convegno con Anev (associazione nazionale energia dal vento) ed Elettricità Futura il 25 luglio scorso, facendo la felicità di Simone Togni, presidente Anev. Quest’ultimo dichiarava gongolante che questo incremento garantirebbe, con l’eolico, occupazione locale (!) e innovazione tecnologica (!), soprattutto nel centro sud, che “fortunatamente” è ricco di vento e che quindi potrebbe coniugare crescita ambiente ed occupazione. Non commento.

Chiunque viva in territori il cui Paesaggio è stato devastato dalle pale vede con i propri occhi quanta occupazione locale, ricchezza e sviluppo queste (non) hanno prodotto. Ed ignorano che “il meglio”, grazie al nuovo Governo, deve ancora arrivare. E non è tutto, fa rilevare Alberto Cuppini, della Rete della Resistenza sui Crinali, contro l’eolico industriale selvaggio. Dice Cuppini che, peggio ancora, nel testo Direttive rinnovabili approvato in sede europea, scopriamo che gli iter autorizzativi dovranno essere significativamente semplificati per i “micro” impianti sotto i 50kw. La scelta di campo di Di Maio, continua Cuppini, è stata dunque netta ed univoca. “Ora vedremo”, continua, “se apporterà al suo estensore gli stessi vantaggi elettorali della scelta analoga compiuta lo scorso anno dal Governo Gentiloni a favore della Lobby eolica”. “Per quanto ci riguarda” ammonisce Cuppini, “non ci sentiamo di garantire ai grillini impegnati sul territorio un rapporto simpatetico con gli innumerevoli nuovi comitati anti eolici che presto spunteranno su tutti gli Appennini. Chi si vede incendiata la casa non può accogliere con affetto e gratitudine i piromani, neppure se si travestono da pompieri”. Qualche giorno fa, la Lipu Puglia e Basilicata ed Italia Nostra lucana hanno scritto ai parlamentari lucani (lo stesso è stato fatto nelle altre regioni del centro sud) della maggioranza chiedendo un incontro chiarificatore, nella speranza che qualcosa si possa ancora fare. Chiediamo in particolare di: fermare il Decreto Fer, fermare la SEN ( strategia energetica nazionale), fermare e rivalutare il cosiddetto Piano Energia e Clima. Fermare perché venga tenuto debito conto dei nostri ripetuti appelli alla ragione: Stiamo regalando soldi alla grande speculazione internazionale (250 Miliardi di euro finora concessi e 150 ancora da pagare almeno fino al 2031, calcolano le 11 Associazioni, il 10% del nostro debito nazionale, il 14% del Pil corrente!) e stiamo depauperando la nostra grande ricchezza nazionale, il Paesaggio, maggior nostro Bene Culturale, da sempre attrattiva internazionale.

Per tornare alla p di politica, passando da quella nazionale a quella locale, caro assessore regionale lucano Cifarelli, ma non ti sembra un tantino strano proporsi lodevolmente di “elevare l’attrattività del patrimonio culturale regionale attraverso interventi di valorizzazione dei beni archeologici, architettonici, artistici e monumentali” nel mentre si tace di fronte a quello che è stato fatto del Paesaggio in Basilicata? E nel mentre si tace di quello che ancora ci attende? E nel mentre si consente che orde di speculatori ammantati di Green piantino impianti eolici nelle aree archeologiche oltraggiando la nostra dignità ed intelligenza, oltre ai nostri Beni? E avete mai calcolato quanto in Italia si investe in salvaguardia dei Beni? lo avete mai raffrontato a quanto regaliamo alla speculazione internazionale? Vi siete accorti che quanto regalate viene prelevato dalle tasche, dalle bollette degli Italiani? Insomma, politici nazionali e lucani di ogni appartenenza, cosa ancora aspettate per difendere davvero il nostro futuro in ogni sede, regionale, nazionale ed europea? La volete smettere di farvi incantare dalle sirene lobbistiche?

Vitantonio Iacoviello

Consigliere Nazionale di Italia Nostra

(articolo su La Gazzetta del Mezzogiorno -Gazzetta di Basilicata)

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