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18-02-2020

La storia della chiesa cappuccina di Sortino raccontata da Marcello Cioè

Italia Nostra Melilli e il sodalizio con i soci Sortinesi alla scoperta della bellezza artistica della città del miele

È una lezione commovente e piena di trasporto sugli usi e sulle abitudini delle confraternite cappuccine quella che il dott. Marcello Cioè ha dato, domenica 16 febbraio nella Chiesa dei Cappuccini di Sortino, ai soci e ai simpatizzanti di IN Melilli (che ha competenza territoriale su Priolo e Sortino) in occasione della presentazione del suo ultimo libro Biblia Pauperum. Le pale d’altare maggiore nelle chiese cappuccine del Val di Noto.

È nei dipinti dell’altare maggiore che si sviluppa la Bibbia dei poveri: il racconto, attraverso le immagini, del Vecchio e del Nuovo Testamento per i poveri che non sanno leggere né scrivere ma che hanno diritto di conoscere i principi ispiratori della fede cattolica.

E nel rapporto tra fedeli e frati cappuccini si snoda il complesso intreccio tra arte e fede, consuetudini e vita quotidiana.

A conversare con il dott. Cioè il prof. Giuseppe Immè, vicepresidente IN Melilli alla sua prima uscita in qualità di vicepresidente IN Sicilia.

A fare gli onori di casa Frate Matteo Pugliares, che si è detto onorato di ospitare il co-direttore della biblioteca provinciale dei Cappuccini, e la dott.ssa Gloriana Russitto, dirigente scolastico del I I. C. “G. M. Columba” di Sortino, che ha sottolineato l’importanza dell’attività di Italia Nostra nell’offrire a chi vi partecipa la possibilità di riappropriarsi della conoscenza.

Cosa distingue la Chiesa dei Cappuccini dalle altre chiese sortinesi? Queste ultime sono belle per la loro preziosità. La Chiesa Cappuccina, invece – avrebbe detto un Frate Cappuccino del 1700 – è bella nella sua interiorità che ripudia qualunque ricercatezza artistica e architettonica. Dentro la chiesa Cappuccina risplende – come predicava San Francesco – Madonna Povertà: nella pietra (per la struttura), nel legno (per gli arredi), nella paglia (per le decorazioni).

Basandosi su questo assunto, il dott. Cioè ha condotto i partecipanti lungo un percorso storico-artistico che ha coinvolto anche la storia settecentesca della cittadina, svelando curiosità e fornendo informazioni non solo sulla splendida pala d’altare della Chiesa (che fa riferimento alla dedica della chiesa prima del terremoto a Maria Santissima dello Spasimo) ma anche sulla fede di quanti in questa chiesa venivano a professare la loro fede chiamati alla catechesi della pietà che riusciva a mitigare di molto la violenza quotidiana che nella vita contadina del paese aveva la meglio.

<<Avere il dott. Marcello Cioè – conclude il prof. Immè – è sempre un’esperienza formativa di alto livello: ci auguriamo di averlo presto di nuovo tra noi>>.

Addetto stampa

Alessandra Privitera | 3494620291

Italia Nostra Onlus