29-05-2017

Lazzaretto di Bana a Bana/S. Lazzaro (Rapallo): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Bana/S.Lazzaro via di Bana Rapallo

Tipologia generale: lazzaretto o lebbrosario

Tipologia specifica: hospitale/cappella

Configurazione strutturale: bene di proprietà privata – casa rurale lungo l’antica via di Bana (o via Aurelia) presente ancora con un breve tratto acciottolato

Epoca di costruzione: sec. XV

Uso attuale: la situazione è sempre più pericolante  e tragica e un intervento risulta indispensabile

Uso storico: hospitale e poi casa rurale

Condizione giuridica: proprietà privata – bene è vincolato dal 1938, vincolo 00108602, aggiornato al 2006

Segnalazione: del 14 febbraio 2017 –Sezione del Tigullio di Italia Nostra– tigullio@italianostra.org


Motivazione della scelta
: Risalente al 1450, quando in seguito ad un’epidemia di lebbra una donazione di Giacomo d’Aste permise l’edificazione di un ricovero per i malati locali. La dedicazione fu a S.Lazzaro.

L’affresco sulla parete laterale esterna rappresenta la Madonna col Bambino, San Lazzaro, protettore dei lebbrosi, degli ospedali e degli ordini ospedalieri, che può identificarsi nella figura con tonaca azzurra che porta un sonaglio, come dovevano fare i lebbrosi. San Giacomo, protettore dei pellegrini e dei viaggiatori, e San Biagio, invocato contro le malattie della gola, che tiene in mano la Tau, distintivo dei pellegrini . Doveva esserci forse una quinta figura, per simmetria, del tutto scomparsa.

Dal 1471 la conduzione fu affidata ai Protettori dell’Ospedale di Pammatone di Genova. L’edificio accolse anche, nel 1475, gli appestati. Nel 1506 fu restaurato una prima volta. E nel 1582 il visitatore apostolico monsignor Francesco Bossi richiamò i responsabile dell’ospedale Pammadone per il cattivo stato dell’edificio; ma la spesa fu considerata eccessiva e non se ne fece nulla.

La parete con l’affresco è parte di una casa rurale dìruta. Adibita in passato anche a pollaio, il tetto è crollato nel 2007. Le finestre sono aperte sul vuoto e si intravedono nell’interno le travi del solaio del primo piano crollato. All’esterno anche segni di fuochi.

Recentemente fu messo in vendita ma né Comune né Sovrintendenza né Regione si sono interessati.

Nel 2015 il presidente della Proloco “Terraemare” propose una colletta per acquistare l’edificio e farne sede della Proloco e centro per mostre, ed eventualmente fattoria didattica. Ma senza esito.

Nel 2014 la sezione Tigullio di Italia Nostra scrisse in merito a Comune e Sovrintendenza chiedendo un urgente intervento di messa in sicurezza, prima che tutto crollasse, Lazzaretto, affreschi e memoria storica. Nessuna risposta.

Il contesto è di zona agraria ai margini della città in progressivo abbandono. Intorno al Lazzaretto segni di attività agricola ben curata. Ma per il resto, diverse belle case rurali abbandonate, il rio Bana in cattive condizioni, con diversi depositi di materiali edili, piccole discariche abusive e un bosco misto non curato.

Preminente l’importanza di salvare l’edificio già dìruto e l’affresco con possibile acquisto da Regione o Comune.

Solo successivamente pensare ad una destinazione preferibilmente culturale, sede di associazioni, centro di cultura contadina, ecc. didattica, anche sede distaccata di enti.

Il bene è vincolato dal 1938, vincolo 00108602, aggiornamento nel 2006.

Benché sia stato inserito, nel 2011, nella “Guida” del Sistema Turistico Locale Terre di Portofino, la conoscenza dell’esistenza di questo bene è prossima allo zero.

Semplicemente farlo conoscere prima del collasso inevitabile, se non si interviene, sarebbe una piccola conquista.

Italia Nostra Onlus