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05-08-2020

Le ragioni della Tutela e le proposte di emendamenti in materia di Impianti sportivi (Stadi) al Decreto Semplificazione

Da varie settimane ci stiamo battendo come Italia Nostra Firenze (si vedano gli appelli inviati al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Beni Culturali, al Presidente della Repubblica) perché nelle misure eccezionali che il Governo sta varando per la ripresa economica e sociale del nostro paese, dopo la prima fase della pandemia da Covid 19, non si facessero deroghe a quanto sancito solennemente dall’art. 9 della Costituzione e alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in materia di tutela del patrimonio culturale italiano.

Nell’acceso dibattito per la semplificazione e contro la “burocrazia” abbiamo riaffermato il concetto che la soluzione non può essere l’abolizione delle regole né dare ancora più poteri a chi ne ha già tanti e senza i necessari contrappesi propri di una democrazia vera (Governatori e Sindaci eletti direttamente dai cittadini). Abbiamo invece sostenuto che l’impegno maggiore sia quello di fare leggi chiare e precise e di dotare l’amministrazione statale di risorse umane e finanziarie adeguate ai complessi compiti a cui devono assolvere in una situazione, oggi, ancora più difficile da fronteggiare per i numerosi elementi di novità non congiunturali ma sistemiche che, con il terzo millennio, si stanno manifestando.

Nel campo della tutela del patrimonio, riteniamo che le norme vigenti siano fra le più avanzate e adatte a fare fronte alla conservazione e valorizzazione del diffuso e importantissimo patrimonio storico, artistico, ambientale del nostro Paese. Quello che manca, invece, è la ripresa di investimenti consistenti in risorse finanziarie per realizzare i necessari progetti di restauro e conservazione del patrimonio e in risorse umane di personale tecnico, scientifico ed esecutivo, per riportare gli organi centrali e periferici del Ministero dei Beni Culturali alla condizione minima per far fronte ai loro compiti. Esprimiamo soddisfazione che la nostra battaglia in questa direzione abbia già ottenuto alcuni risultati almeno nella formazione di una opinione pubblica contraria a proposte rozze ed arroganti, come quella avanzata pochi giorni fa dal sen. Matteo Renzi, di delegittimazione del ruolo delle Soprintendenze nelle competenze della tutela degli impianti sportivi, per i quali è stato stabilito il riconoscimento di monumentalità secondo le norme di legge vigenti.

Tuttavia, vorremmo riaffermare con altrettanta forza che anche la soluzione alternativa a cui stanno lavorando alcuni parlamentari del PD (Luca Lotti, Dario Parrini) – che, nella sostanza, persegue lo stesso obbiettivo, anche se con modalità soft – mira a togliere le competenze di tutela per gli impianti sportivi dichiarati di valore monumentale ai Soprintendenti, delegandole non ai Sindaci (come nelle proposte Di Giorgi e Renzi), ma al Governo centrale.

Per questo, chiediamo con forza ancora al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Beni Culturali, ai parlamentari tutti che nel Decreto Sviluppo non sia inserito nessun emendamento che tolga ai Soprintendenti competenze in materia di patrimonio culturale e che quindi delegittimi il loro ruolo. Anzi, chiediamo con forza che nell’iter di conversione parlamentare del Decreto Semplificazione si faccia chiarezza anche sulla pratica, ormai sempre più frequentemente richiamata come prassi amministrativa, del “silenzio assenso”, a nostro avviso degna più della prassi mafiosa incentrata sull’omertà che di un’amministrazione democratica, riconfermando in modo netto la sua non applicabilità alla sfera della tutela del patrimonio culturale.

Firenze 5 agosto 2020

 

La Presidenza di Italia Nostra Firenze

Italia Nostra Onlus