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06-03-2020

Leonardo Da Vinci è italiano o francese?

 

I soci di una delle sezioni di Italia Nostra hanno recentemente avuto modo di visitare la mostra su Leonardo da Vinci appena conclusa al Louvre di Parigi. Fin dall’accoglienza, i membri dell’associazione sono stati assaliti da un senso di malessere, condiviso da molti degli italiani presenti nella mostra.

Sia il titolo della mostra, “Leonard de Vinci”, che il materiale divulgativo – le piccole guide di circa 20 pagine esclusivamente in francese ed inglese distribuite in omaggio e il materiale in vendita, distribuito in varie lingue, cinese compreso, ma non in italiano – pareva tutto pensato e strutturato per negare l’identità italiana del grande pittore.  Anche l’applicazione multimediale sulla Gioconda, opera per inciso dipinta in Italia, si poteva vedere in varie lingue, italiano escluso.

Ci chiediamo quali fossero gli accordi con il Louvre e i curatori della mostra, soprattutto a fronte di tante opere che da Milano, Firenze, Parma, sono arrivate a Parigi per espresso volere del Ministro Dario Franceschini.  Possibile che non si sia potuto concertare, insieme alla curatela della mostra, del materiale divulgativo nella lingua del Paese dove si formò l’artista e dove furono dipinti molti dei quadri esposti nella mostra? Dei suoi 67 anni di vita (Vinci 1452-Amboise 1519), Leonardo da Vinci ne trascorre solo tre in terra di Francia, al castello di Amboise e ben 64 in Italia.

Come si ricorderà, Italia Nostra aveva preso una posizione critica contro il trasferimento a Parigi di alcuni disegni di Leonardo conservati presso l’Accademia di Venezia e la Galleria degli Uffizi, tra cui il famoso “Uomo vitruviano“.  Alla luce di quanto verificato durante la visita alla mostra del Louvre, le perplessità di allora sono state confermate dalla constatazione della scarsa valorizzazione dato al contributo italiano alla mostra. Italia Nostra ha inviato una lettera al Ministro Dario Franceschini per fare presente la questione e augurarsi che quanto successo non si replichi in altre future occasioni di scambi culturali.

 

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