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18-12-2015

Lettera di denuncia sullo stato di estremo abbandono della Chiesa di S. Salvatore in Sannicola (Lecce)

Da circa vent’anni che la scrivente Associazione, dopo le azioni messe in atto per salvare l’abazia di S. Mauro (anche con l’impacchettamento), ha posto all’attenzione delle istituzioni competenti e della pubblica opinione (attraverso reiterate iniziative) la situazione di estremo abbandono e di precarietà strutturale della complesso della Chiesa di S. Salvatore in Sannicola costituito dal corpo della chiesa bizantina a cui venne accorpato l’edifico monastico (alla sinistra) e – successivamente – in epoca più recente una masseria.

Per lo stato di abbandono da diversi decenni l’intero complesso (utilizzato anche come deposito di fascine) manifestava evidenti criticità strutturali sin dagli anni ’90 tant’è che, verso la fine di quel decennio, la scrivente Sezione di Italia Nostra lanciò l’allarme del probabile ed immi-nente pericolo di crollo evidenziando – tra l’altro – il furto dei mattoni in terracotta che rivestivano il lastricato solare della chiesa (importanti per evitare infiltrazioni) e che l’area circostante (interessata dalla presenza di sepolture medioevali) era diventata in una vera e propria discarica.

Nonostante ciò e nonostante vennero fatti alcuni sopralluoghi da parte degli Amministra-tori di allora unitamente con il Responsabile del Centro operativo di Lecce della Soprintendenza ar-cheologica, nessun intervento venne attuato da parte della proprietà (privata) che, poco interessata alla salvaguardia del bene, mirava – probabilmente – alla realizzazione di altri progetti. Fu così che alla fine degli anni ’90, come preannunciato, l’ala sinistra del complesso (quella della masseria) venne completamente giù e fu solo per un vero miracolo che la Chiesa di S. Salvatore si salvò.

A seguito di ciò Italia Nostra ritornò con la sua azione di denuncia attraverso la campagna “chi salverà S. Salvatore?”con la quale Italia Nostra, nell’evidenziare le situazioni di maggiore cri-ticità, proponeva l’acquisizione del bene al patrimonio pubblico quale unica possibilità di poter sal-vare una delle testimonianze più significative della cultura bizantina del Salento. Purtroppo anche quella campagna non sortì alcun effetto e da allora, a parte la collocazione un breve recinzione (pre-caria ed inefficace), oggi l’intero complesso è totalmente abbandonato e alla mercè di chiunque.

Per tale situazione questa Associazione non intende assolutamente abbandonare questa sacro-santa battaglia che, se condivisa e fatta propria dalle istituzioni locali e centrali (in primis), nonché dalle associazioni locali, dagli studiosi e dai cittadini, potrà sortire (speriamo prima che sia troppo tardi) il risultato auspicato, cioè quello che la Chiesa di S. Salvatore  di Sannicola diventi di propri-età pubblica e – opportunamente restaurata – possa riacquisire quella dignità perduta, venga inserita nei percorsi turistici, diventi meta di studiosi e non (cosa possibile) un cumulo di macerie come l’edificio che la affiancava.

Pertanto rivolgiamo un accorato appello alle SS.LL. in indirizzo perché, ognuno per le proprie competenze, attivi tempestivamente tutte le azioni necessarie e di somma urgenza che normative in materia consentono e che di seguito ci permettiamo di indicare:

1)      Mettere in sicurezza il luogo da possibili e facili intrusioni che risultano pericolosi per l’incolumità di chi dovesse – pur abusivamente – introdursi;

2)      Collocare, per ragioni di somma urgenza e perimetralmente al complesso architettonico, i punteggi necessari ad evitare ulteriori crolli che pregiudicherebbero l’intero bene;

3)      Adoperarsi per l’acquisizione del bene al patrimonio pubblico, anche in ragione che l’attuale proprietà non ha mai effettuato alcun intervento a tutela dello stesso.

 

L’avvio di tali procedure, previste dal Codice dei Beni culturali, risultano non solo necessarie

ma doverose per la pubblica amministrazione in quanto testimonianze così importanti del nostro patrimonio storico, artistico e architettonico non  venga inesorabilmente perso; a tal fine ci permet-tiamo di suggerire sommessamente alle istituzioni in indirizzo, a partire dal Sindaco Dott. Piccione, di convocare un apposito incontro (al capezzale di S. Salvatore), magari immediatamente dopo le prossime festività, per mettere intorno ad un tavolo, istituzioni, studiosi ed associazioni che inten-dono concorrere, individuare ed attuare un tempestivo programma di intervento.

È doveroso in tale circostanza ricordare l’azione di ricerca e l’impegno dedicato da diversi studiosi su questo importante testimonianza bizantina (Marina Falla Castelfranchi, Cosimo Dami-ano Fosceca, Antonio Costantini, lo storico locale Marcello Musca ed altri ancora) che hanno consentito di conoscere approfonditamente il valore di tali testimonianze che – purtoppo – la frenesia quotidiana ci induce spesso a dimenticare.

Con la presente la Sezione Sud Salento di Italia Nostra intende metter all’ordine del giorno questo problema alle SS.LL. in indirizzo perchè la chiesa di S. Salvatore non diventi un cumulo di macerie! Se ciò dovesse verificarsi ognuno di noi, a partire di chi ricopre – appunto – incarichi istituzionali, dovrà sentirsi responsabile per non aver avuto la volontà (in primis) e la capacità di consegnare alle generazioni future le vestigia del nostro passato.

Il Presidente della Sezione Sud Salento – Marcello Seclì

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S. Salvatore Foto 1

s. salvatore  foto 2

S. salvatore foto 3

Italia Nostra Onlus