Nazionale

11-11-2019

Minaccia incombente su ambienti forestali tutelati dalla normativa comunitaria, statale e regionale in provincia di Viterbo

Si pubblica la lettera inviata al sindaco del comune di Caprarola Eugenio Stelliferi, al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare Gen. Sergio Costa, alla Direzione Generale dell’Ambiente della Commissione Europea

Tra i Monti Cimini e l’Etruria meridionale, in provincia di Viterbo, si dispiega la Riserva Naturale Montevenere e Monte Fogliano che circonda una parte importante del Lago di Vico. In particolare la faggeta del comune di Caprarola è di straordinario pregio naturalistico perché insolitamente di bassa quota altitudinale per Fagus sylvatica, tipica foresta intatta e vetusta con esemplari che diffusamente hanno oltre 150 anni di età. L’antichità di questa foresta è testimoniata da uno scritto di Tito Livio (Titus Livius; Patavium, 59 a.C.) che ne descrive lo stato selvaggio.

Per il suo pregio ecologico la faggeta:

  • rientra nel novero degli habitats prioritari della Direttiva Habitat (Faggete degli Appennini con Taxus baccata e/o Quercus ilex: codice 9210 schede natura 2000);
  • E’ area protetta in quanto inclusa nella Riserva Naturale Regionale “Lago di Vico” istituita nel 1982 su un territorio di 3200 ettari (1000 ettari totalmente ricoperti da boschi d’alto fusto  e i restanti 1000 ettari non occupati dal Lago sono ricoperti da noccioleti e castagneti che rappresentano una risorsa primaria della zona);
  • E’ sito di importanza comunitaria (SIC) della rete Natura 2000;
  • E’ Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva comunitaria 79/409 “Uccelli”.
  • E’ stata proposta tra le faggete “patrimonio dell’umanità” UNESCO;
  • In passato il comune di Caprarola ha beneficiato di contributi economici regionali elargiti quali indennizzo per il mancato taglio dei boschi, atti che dimostrano, tra l’altro, la consapevolezza della preziosità della faggeta e la necessità della sua tutela.

In assenza di un Piano di gestione, il comune di Caprarola  ha concepito invece un Piano di Gestione e di Assestamento Forestale dei boschi ricadenti sul proprio territorio che prevede l’abbattimento, su un’estensione di 30 ettari su 300, di alberi (circa 10 mila esemplari) vetusti, sani, senza alcun deperimento, allo scopo di vendere il legno, anche se la motivazione dichiarata sarebbe quella di sperimentare le capacità di rigenerazione della foresta.

Italia Nostra ritiene che la faggeta in questione debba essere rispettata e tutelata, in aderenza al disposto dei numerosi gradi di tutela gravanti su di essa;  essa non ha bisogno, inoltre, di stravaganti “sperimentazioni” devastanti e su così consistente vasta scala, il cui esito peraltro è con maggiori probabilità la non ricostituzione nel tempo della foresta originaria che ha avuto vicende climatiche ed evolutive particolari e irripetibili, ma  il favorire specie ruderali, invasive con stadi evolutivi banali e di nessun pregio naturalistico e paesaggistico. Senza contare il fatto che su superfici tanto estese, impattate dai tagli, i processi evolutivi della foresta qualora fosse (improbabilmente) ricostitutiva sul modello vegetazionale ed ecologico roriginario, impiegherebbe un paio di secoli per la ricostituzione dello status attuale.

La foresta di Caprarola  e le Scienze Forestali non hanno bisogno di “sperimentazioni” simili ma, si ribadisce, unicamente di tutela, oggi ancora più necessaria per il ruolo che le foreste vetuste svolgono per la biodiversità e per la mitigazione della crisi climatica legata al riscaldamento globale, che richiedono assorbimento di anidride carbonica non solo nella biomassa legnosa ma anche e soprattutto nella lettiera e nell’humus del suolo forestale.

Italia Nostra, per tutto quanto sopra esposto e per la difesa dell’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio anche naturale,   annuncia la propria ferma opposizione ai tagli programmati e annuncia iniziative di contrasto a tutti i livelli previsti dalla legislazione vigente, nazionale e comunitaria.

Riterrà responsabile fisicamente tutti i protagonisti, diretti e indiretti, della strage di alberi, di natura e di deturpazione del paesaggio, con azioni legali e istituzionali che si rendessero necessari.

Distinti saluti.

la Presidente nazionale Mariarita Signorini

il Consigliere nazionale Giovanni Damiani 

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