Comunicati

08-03-2011

SEGNALAZIONI PER LA “LISTA ROSSA” DI ITALIA NOSTRA (edizione 2011-12)

Grazie al lavoro delle nostre Sezioni e Consigli Regionali continua l’aggiornamento della “Lista Rossa” dei beni da difendere: controlla le nuove segnalazioni regione per regione!


Da Pompei alle Mura Aureliane a Roma, gli elenchi dei beni culturali manchevoli di un’appropriata manutenzione e quindi a rischio sono molti, e testimoniano l’urgenza di pensare come difendere questo immenso patrimonio da superficialità e incuria. Non serve molto, basterebbe la “manutenzione ordinaria”. Restituire la piena operatività alle Soprintendenze – a Pompei come a L’Aquila – in termini non solo di risorse economico finanziarie, ma di efficienza amministrativa e di riconoscimento istituzionale, è la via per rimettere in moto il meccanismo virtuoso della manutenzione.

Dalle Sezioni di Italia Nostra sparse su tutto il territorio nazionale da sempre ci arrivano segnalazioni di beni in abbandono. Oggi più che mai bisogna dare ascolto a questi campanelli d’allarme. Come a maggio, quando è crollato il Campanile millenario di Badia a Rofeno, nel comune di Asciano: un profilo delle crete senesi è stato cancellato dall’instabilità del terreno ma anche dall’incuria degli uomini, visto che la nostra Sezione senese da tempo l’aveva denunciato.

La LISTA ROSSA inaugurata da Italia Nostra comprende molti siti archeologici meno conosciuti (per esempio in Abruzzo o Molise), interi centri storici, borghi, castelli, così come singoli monumenti. Per il tramite dei Consigli regionali, Italia Nostra ha chiesto a tutte le Sezioni di attivarsi per rendere sistematica e accurata l’opera di segnalazione.

 

Dalla lista di emergenze finora ricevute la Presidente nazionale Alessandra Mottola Molfino segnala come casi emblematici:

  • la reggia-fattoria borbonica di Carditello
  • la chiesa di Sant’Angelo in Formis, Capua
  • vari siti archeologici in Calabria
  • Borgo di Leri Cavour, Trino Vercelli
  • la necropoli punica di Sulky a Sant’Antioco, Sardegna
  • il santuario rupestre della dea Cibele a Palazzolo Acreide (SR)
  • i templi e il grande sito archeologico di Selinunte
  • le Cascine di Tavola di Lorenzo il Magnifico a Prato e le Gualchiere di Remole a Firenze, esempi unici di opifici industriali medioevali
  • le mura di San Gimignano

Scarica il pdf con le descrizioni dei monumenti a rischio

Leggi l’articolo del “The Wall Street Journal”

ECCO LA LISTA COMPLETA DIVISA PER REGIONI. LA LISTA E’ IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Abruzzo

Calabria

Campania

Emilia Romagna

Friuli Venezia Giulia

Lazio

Liguria

Lombardia

Marche

Molise

Piemonte

Puglia

Sardegna

Sicilia

Toscana

Umbria

Veneto

 

Commenti

11 commenti a “SEGNALAZIONI PER LA “LISTA ROSSA” DI ITALIA NOSTRA (edizione 2011-12)”

  1. Admin ha detto:

    dalla puglia ancora non ci sono giunte segnalazioni… se è a conoscenza di qualche bene in pericolo saremo lieti di accogliere la sua segnalazione!!!

  2. savino calvano ha detto:

    Presidio di Andria – Sezione di Bari manca la regione Puglia
    segnaliamo ex Ospedale Santa Maria La Civita – Spinazzola
    Alleghiamo relativo articolo :Quelle ferite, per anni trascurate, ad una delle più belle e importanti architetture della città hanno ricevuto cura. Resta la corsa disperata contro il tempo per evitare il definitivo collasso strutturale dell’edificio. Sull’ex ospedale Santa Maria la Civita, già convento dei Cappuccini del XVI secolo, sono state applicate delle strutture in acciaio finalizzate ad evitare il crollo della facciata esterna, un primo passo per il suo recupero.

    Merito di tanto va iscritto alla perseveranza dell’avv. Rocco Guidone dell’associazione “Spinazzola Ospitale” convinto sostenitore della necessità del recupero di quel bene, della sua salvaguardia e ritorno alla fruizione per i cittadini di Spinazzola. Ecco perché il Santa Maria la Civita si trova in condizione di degrado. In seguito ad alcuni lavori di ristrutturazione mal eseguiti, circa una trentina di anni fa, si verificò il crollo della copertura dell’edificio con conseguente cedimento dei piani sottostanti.

    Da quel momento, un muro fatto erigere per incolumità pubblica dal Comune si è contrapposto tra il vecchio e il nuovo ospedale, relegando il primo ad un rudere che è andato man mano aggravandosi. Le lesioni sui muri esterni sono diventati squarci, le stanze crollate lasciate alla mercé delle intemperie. A complicare la faccenda, sull’eventuale recupero della struttura, la disputa sulla proprietà contesa tra Comune e l’Asl. Tant’è che l’edificio finisce, in un primo tempo, tra i beni da alienare da parte della Regione che con propria legge iscrive a suo patrimonio diverse lasciti di benefattori, tra gli altri anche oltre 400 ettari di terreni, oggetto di contenzioso tra il Comune e la Regione. A pagarne le conseguenze più vistose, proprio il Santa Maria la Civita, dove sussiste anche una cappella di pregio che custodiva opere di grande interesse pittorico.L’associazione “Spinazzola Ospitale” da qualche anno inizia la sua battaglia. Quell’edificio va recuperato partendo dalla sua messa in sicurezza. Così Guidone: «l’intervento rientra fra le finalità che l’Associazione si era posta di perseguire a breve termine, nel quadro di un più ampio e articolato impegno volto a mettere al centro della pubblica discussione i problemi della sanità di un piccolo centro coinvolto nei processi di riorganizzazione dei servizi. La soddisfazione per il successo dell’iniziativa, non può tuttavia far perdere di vista che la messa in sicurezza dell’edificio del Vecchio Ospedale non è ancora completata e che l’obiettivo principale per il quale Spinazzola Ospitale da anni si batte in ogni sede e con ogni mezzo è il recupero integrale del prestigioso immobile».Prosegue: «la nostra Associazione si propone di continuare a mobilitare le istituzioni e la comunità civica di Spinazzola per la elaborazione di un progetto che preveda non solo il restauro, ma anche una concreta e realistica utilizzazione dell’immobile: Spinazzola Ospitale ha, infatti, da sempre sostenuto l’opportunità di una destinazione socio-sanitaria, ma è pronta a partecipare ad un proficuo confronto dal quale possano emergere nuove e feconde prospettive di pubblica utilità del prestigioso edificio».Ed è proprio Guidone a rimarcare la disputa sulla proprietà: «non possono essere taciute a tal proposito questioni cruciali, quali la definizione della proprietà dell’immobile, attualmente ancora contesa tra la Regione e l’Amministrazione Comunale, così come i problemi relativi alla individuazione dei canali di finanziamento indispensabili per l’attuazione di tale progetto organico: Spinazzola Ospitale sollecita in tal senso intese e sinergie fra le istituzioni affinché si possa utilmente attingere a fondi europei dedicati magari anche con la compartecipazione di soggetti privati».I ringraziamenti: «al sindaco Carlo Scelzi il quale, recepite le nostre allarmanti segnalazioni del rischio di crollo della struttura, ha emesso l’ordinanza di immediato avvio dei lavori, nonché il direttore generale della Asl, Rocco Canosa, che ne ha consentito l’esecuzione e il finanziamento. Tale intervento è stato possibile anche grazie ai soci, ing. Enzo Ferri e arch. Angelo Rotondella, e all’ing. Carlo Ieva, tecnico della Asl, che hanno messo a disposizione competenze professionale e tempestivo impegno sul campo».

  3. Admin ha detto:

    caro Savino, grazie per la segnalazione! la inseriremo nella lista ma sarebbe utile un’immagine. può inviarcela a paesaggisensibili@italianostra.org?

  4. Enrico Ghetti ha detto:

    Vorrei segnalare per l’Emilia, nella città di Modena, la parte del monastero di san Pietro di proprietà del Demanio, pregevole (ed enorme) ambiente cinquecentesco in rovina da vent’anni, dove si stanno perdendo affreschi, soffitti, travi portanti che crollano , cosi come i muri, e capitelli in cotto probabilmente begarelliani a rischio sbriciolamento per le cospicue infiltrazioni.

  5. Timmy Pottkotter ha detto:

    “Hey, thanks for the content post.Appreciate it Again.”

  6. mario ha detto:

    e della speculazione edilizia di un bene come il Castello di Inverigo in Lombardia? da anni in mano a imprese privati che hanno distrutto e ritrasformato in base alle loro esigenze abitative gli spazi di una delle più belle ville del ‘600 in brianza? e della complice sovrintendenza che autorizza certi scempi?

  7. Gabriele Macorini ha detto:

    Buongiorno.
    Come posso segnalare un bene da salvaguardare? Ho anche delle fotografie.

  8. Admin ha detto:

    Gent.le Gabriele, può mandare la sua segnalazione alla Dott.ssa Ortis alla mail: paesaggisensibili@italianostra.org

  9. fausto franchi ha detto:

    Da anni vi conosco e vi ammiro. Abito in provincia di Reggio Emilia e in città la vostra sezione organizza delle conferenze di divulgazione e anche delle belle gite. La FAI si sta facendo sentire e ha segnalato tra i suoi ” LUOGHI DEL CUORE” il convento di Montefalcone a San Polo d’Enza. Se vi uniste a loro, per far parlare di questo complesso monumentale fondato da San Francesco, immerso in un paesaggio che è una vera opera d’arte, magari l’unione fa la forza, nel senso che tutti gli sforzi per tutelare e valorizzare un posto unico, così magico, potrebbero arrivare a buon fine. Un abbraccio

  10. Anonimo ha detto:

    Ho segnalato la Chiesa della Madonna delle Grazie ad Anzi in Basilicata

  11. Redazione ha detto:

    Buongiorno, la ringraziamo molto della segnalazione!
    I nostri uffici la vaglieranno per compilare e istituire la scheda da inserire nella Lista Rossa.
    Un cordiale saluto, La Segreteria – Italia Nostra

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