Italia Nostra

Data: 26 Novembre 2018

Di Maio cambi finalmente politica sulle rinnovabili

Assistiamo sconcertati a una ridda di dichiarazioni da parte del governo e degli amministratori in materia di rinnovabili. Il vice premier Luigi Di Maio ha dichiarato: “Cominceremo a dire che per creare un milione di kW non serve un campo fotovoltaico o macroeolico che crei un milione di kW, ma un milione di cittadini che possa creare un kW a testa“. Da parte sua Gianni Girotto, presidente della Commissione industria del Senato, sostiene che “ le rinnovabili elettriche sono molto più job intensive” e di voler continuare a mettere investire sull’eolico, semplificando le procedure. A chi credere?

Italia Nostra conferma i suggerimenti in materia, già inviati al Governo, dichiarandosi fermamente convinta che si debba fermare lo scempio in atto in tutto il centro sud, prodotto dal macro e mini eolico. Dopo le affermazioni di Di Maio, ci aspettiamo che nel prossimo Decreto Incentivi alle Rinnovabili scompaiano le sovvenzioni all’eolico tout court, mini o maxi che sia! Devono finire i tempi dei foraggiamenti a pochi speculatori dell’energia e bisogna invece sostenere l’economia di milioni di cittadini, in termini di lavoro vero, diffuso, di equità sociale e di consensi. Ma bisogna fare presto!

Mahesh Ramanujam, presidente e AD di United States Green Building Council, agenzia no profit, ci ricorda che “gli edifici rappresentano una delle maggiori fonti di consumo di risorse della nostra società”. In realtà lo sappiamo da sempre: il comparto elettrico assorbe il 26-28% di tutto il fabbisogno energetico del Paese e contribuisce significativamente alle emissioni di CO2.

Chiediamo al “governo del cambiamento” di smetterla di prelevare soldi dalle bollette degli italiani per darli ai devastatori eolici dei nostri paesaggi e destinare invece gli stessi fondi ad un progetto di produzione diffusa di energia. Abbiamo in Italia (secondo una indagine dell’urbanista Paolo Berdini) 750000 ettari di superfici urbanizzate solo dal 1995 al 2005. Queste superfici già compromesse potrebbero essere messe a disposizione per una politica energetica più seria basata sul fotovoltaico. Si otterrebbe grande produzione con benefici spalmati sull’intera popolazione, vedremmo la nascita e il permanere di piccole aziende diffuse di installazione e manutenzione, si creerebbe lavoro vero diffuso su tutto il territorio, si contribuirebbe con una scelta coraggiosa e radicale all’uscita dalla crisi che attanaglia la nostra Italia.

Solo nel 2017 sono stati buttati al vento la bellezza di 1,7 Miliardi di euro senza ricaduta occupazionale duratura per i territori interessati! Oggi nel “Bel” Paese sono quasi 10000 le torri eoliche per una potenza installata di oltre 10000 MW (e non esiste ancora un’anagrafe dettagliata degli impianti installati) per un misero 1,5% di tutta l’energia necessaria al sistema Italia. È ora di cambiare politica!

Vitantonio Iacoviello – Consigliere nazionale di Italia Nostra

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