Italia Nostra

Data: 14 Luglio 2021

Dopo la speculazione edilizia, la speculazione energetica

Fotovoltaico. Centrale Castel D'asso

Dati ISPRA consumo di suolo confermano rischio Transizione Ecologica incontrollata

L’annuale rapporto ISPRA sul consumo di suolo in Italia conferma, inesorabilmente, quanto Italia Nostra denuncia da tempo: la transizione ecologica rischia, se non accompagnata da adeguate normative di indirizzo, di produrre ulteriore consumo di suolo. Il fenomeno è dovuto principalmente all’installazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo, anziché – come chiesto dalla “Coalizione Articolo 9” che riunisce circa una ventina di sigle ambientaliste – su sedime e capannoni industriali o edifici delle periferie urbane. Il suolo perso in un anno a causa dell’installazione di questa tipologia di impianti sfiora i 180 ettari. Se non si ferma questo uso, ISPRA prevede un aumento al 2030 compreso tra i 200 e i 400 kmq di nuove installazioni a terra che invece potrebbero essere realizzate su edifici esistenti.

Questo stato di cose ha portato la “Coalizione Articolo 9” a denunciare sulla stampa il caso dellaTuscia, minacciata da impianti di centinaia di ettari a Tarquinia, Montalto di Castro e Pian di Vico. Ma a preoccupare è anche la situazione della Sardegna, dove sono stati ricoperti più di un milione di mq di suolo, (il 58% del totale nazionale dell’ultimo anno, come nota ISPRA) e laPuglia, che consuma in un anno per i pannelli fotovoltaici su terreni agricoli 66 ettari, ubicati nel piccolo comune della Daunia di Troia (FG), che così si è classificato secondo comune italiano per consumo di suolo del 2020, dopo Roma.

Per questo Italia Nostra chiede alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica di individuare le aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici nei territori agricoli, collinari e montani, secondo l’art. 5 della legge delega europea n. 53/2021, che ne fissa i criteri. Questi prevedono, oltre alle tutele del paesaggio e delle aree agricole e forestali, l’utilizzo di superfici di strutture edificate quali capannoni industriali, parcheggi e aree non utilizzabili per altri scopi. Si ricorda inoltre che il decreto Semplificazioni deve uniformarsi all’art. 5 del Regolamento UE 2021/241 che stabilisce che il PNRR finanzi unicamente le misure che rispettano il principio “di non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali, compresa la biodiversità.

 

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