Italia Nostra

Data: 9 Aprile 2020

“Torrioni” eolici a Carpignano Salentino: il fronte del no all’impianto non demorde

Immaginiamo un monumento alto due volte la torre degli asinelli di Bologna, quasi quattro volte la torre di Pisa, svettante nel bel mezzo della campagna salentina. Sarebbe questa la fisionomia delle pale eoliche recentemente autorizzate dal Tar di Lecce nelle campagne di Carpignano Salentino, in contrada “Fischietti”. Per difendere questo angolo di natura, giacchè per edificare le pale occorrerebbe anche eliminare 124 piante di ulivo, un fronte composito di associazioni e amministrazioni locali ha già predisposto le contromosse. L’associazione Italia Nostra – sezione Sud Salento, con il presidente Marcello Seclì, e’ in prima linea ed ha sollecitato tutti i comuni e gli Enti interessati, comprese Regione, Provincia, Arpa Puglia, Asl, Soprintendenza, ad opporsi contro la sentenza ricorrendo al Consiglio di Stato. “Per tale progetto la Sezione Sud Salento di Italia Nostra si era mobilitata sin dai primi giorni del 2018 nel sollecitare – ha sottolineato Seclì – con una serie di lettere i diversi Enti competenti a prendere in esame il progetto della Tozzi Green e valutarne tutte le interferenze di ordine ambientale e paesaggistico e l’inadeguatezza di esso con la pianificazione energetica nazionale e regionale. Allo stesso tempo l’Associazione si prodigò ad organizzare l’8 febbraio dello stesso anno un convegno a Carpignano Salentino, al quale presero parte tecnici ed esperti della materia, diversi rappresentanti di Enti locali ed un vasto pubblico durante il quale vennero approfonditi i vari problemi che tale impianto avrebbe determinato su una vasta area del territorio salentino, anche in considerazione dell’impatto cumulativo che si sarebbe determinato tra i 5 mega-aereogeneratori previsti – alti 180 metri della potenza di 3.45 MW – e gli altri 7 già presenti nel territorio dello stesso Comune.”

Il progetto della Tozzi Green spa, che interessa Contrada “Fischietti” e altre aree con uliveti – anche secolari -, con insediamenti rurali ed attività agrituristiche, con significative testimonianze storico-culturali, in prossimità di aree boscate e a poche centinaia di metri dall’impianto eolico già esistente, prevede una serie di altre opere tra cui: nuove strade e l’allargamento – fino a 5 m – di alcune strade rurali esistenti (fiancheggiate da muri a secco) per una lunghezza complessiva di circa 2 Km; 5 piazzole, in corrispondenza di ogni aereogeneratore, dalla superficie di 1500 mq; 5 fondazioni in cemento armato dal diametro di 20 m e dalla profondità di circa 4 m dal piano campagna; trincee, per la collocazione di cavidotti, per una lunghezza complessiva di circa 10 Km; una sottostazione a Martignano estesa circa 600 mq. “Il 21 febbraio 2018 la Sezione Sud Salento di Italia Nostra, intervenendo nel procedimento amministrativo – ha concluso Seclì – presentò le proprie osservazioni attraverso un dettagliato documento evidenziando che questi ulteriori aereogeneratori andavano a stravolge totalmente lo skyline del paesaggio salentino – in particolare – quello dei Comuni di Martano, Carpignano, Calimera e Melendugno e determinando un effetto selva ed un vero e proprio “muro” non facilmente valicabile dalla fauna migratoria che transita dai vicini Laghi Alimini e dalla zona umida delle “Cesine”. L’associazione non demorde e prosegue la sua battaglia a difesa di un mosaico ambientale particolarissimo, utile volano economico per la zona attraverso l’agricoltura ed il turismo.

 

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