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Data: 31 Ottobre 2020

Epidemia Covid-19: l’immunologa Cristina Rinaldi scrive al Presidente Conte

Al Presidente del Consiglio, prof. avv. Giuseppe Conte

Al Ministro della Salute, on. dr. Roberto Speranza

Al Vice Ministro della Salute, dr. Pierpaolo Sileri

Ai Presidenti delle Regioni:

Abruzzo, dr Marco Marsilio

Basilicata, dr Vito Bardi

Calabria,

Campania , dr Vincenzo De Luca

Emilia-Romagna, dr.Stefano Bonaccini

Friuli-Venezia Giulia, dr. Massimiliano Fedriga

Lazio, dr. Nicola Zingaretti

Liguria, dr.Giovanni Toti

Lombardia, dr.Attilio Fontana

Marche, dr. Luca Ceriscioli

Molise, dr. Donato Toma

Piemonte, dr. Alberto Cirio

Puglia, dr.Michele Emiliano

Sardegna, dr. Christian Solinas

Sicilia, dr. Sebastiano Musumeci

Toscana, dr. Enrico Rossi

Trentino-Alto Adige, dr. Arno Kompatscher

Umbria, avv. Donatella Tesei

Valle d’Aosta, dr. Antonio Fosson

Veneto, dr.Luca Zaia

 

 

Oggetto: quarto Appello – Prevenzione vs COVID-19

 

Gent.mi Presidenti, Ministro e Vice Ministro della Salute,

Visto il recente DPCM del 24 ottobre 2020, causato dalla necessità di contenere rapidamente il

drammatico incremento dei contagi da Sars-Cov2,

Vista la lettera di Bonaccini a Speranza del 25 ottobre 2020, che richiede una riorganizzazione

delle attività di tracciamento e screening dei contatti,

Visti i consigli dell’ISS per gli ambienti chiusi del 12 marzo 2020-10-27, che danno indicazioni

sulla necessità del ricambio di aria negli uffici e nei luoghi pubblici,

Facendo seguito ai miei precedenti appelli inviati il 28.03.2020, il 28.04.2020 e il 30.05.2020 per l’attivazione urgente della Sorveglianza Attiva su tutto il territorio italiano, per l’uso obbligatorio ovunque (all’aperto e al chiuso) delle mascherine e per un aumento del distanziamento interpersonale almeno a 2/3 metri,

Mi permetto di rivolgermi nuovamente a Voi per sottolineare l’importanza delle seguenti misure di prevenzione:

1) Contatti stretti di persone COVID positive: ritengo fortemente dannoso che le Regioni abbiano deciso di non testare i contatti stretti asintomatici dei soggetti positivi, bensì di tenerli soltanto in isolamento (1). È ormai noto che i positivi asintomatici sono una delle fonti più pericolose del contagio, e rinunciare alla loro identificazione, vuol dire rinunciare ad uno dei sistemi più importanti della prevenzione, ovvero la Sorveglianza Attiva, su cui mi sono a Voi già appellata a lungo. In questo mi allineo all’opinione del prof. Crisanti espressa in questi giorni sui media. È pertanto assolutamente necessario testare anche i contatti stretti asintomatici.

2) Ricambio d’aria nei luoghi chiusi: è noto da tempo che il contagio del virus Sars-Cov 2 viene trasmesso attraverso le goccioline di aereosol (Droplets) emesse durante la respirazione, che in luoghi chiusi possono raggiungere concentrazioni elevate, ed essere potenzialmente molto pericolose anche se gli individui usano protezioni individuali (mascherine) (2). La concentrazione delle Droplets è logicamente proporzionale alla concentrazione di CO2, e moltissimi studi hanno evidenziato l’importanza di un frequente e adeguato ricambio di aria dei locali chiusi (aule, bar, ristoranti, uffici e luoghi pubblici in genere). L’ISS e molti precedenti DPCM hanno già dato indicazioni sulla necessità di adeguate misure di Ventilazione Meccanica Controllata nei locali pubblici al chiuso.

Purtroppo spesso queste misure sono risultate disattese o insufficienti. Ritengo pertanto necessario inserire in tutti i luoghi pubblici al chiuso un sensore in grado di monitorare la qualità dell’aria (tramite la concentrazione di CO2) e di segnalare, in modo acustico e/o visivo, quando aprire le finestre, per disperdere la concentrazione virale (3,4,5), oppure di avviare in modo automatico gli impianti di ventilazione (6).

3) Distanziamento: È noto che il “Droplet” respiratorio si diffonde ad una notevole distanza dal soggetto, proporzionalmente alla forza di emissione (parola, grido, canto, starnuto), e può arrivare anche fino a 7/8 metri (2,7,8). Pertanto il distanziamento interpersonale attuale di un metro dovrebbe essere aumentato, come ho già sollecitato, almeno a 2/3 metri, soprattutto nei luoghi chiusi.

4) Mascherine: l’ultimo DPCM ha inserito giustamente l’obbligo di indossarle sempre e correttamente ovunque, ma occorre che la sua osservanza venga continuamente monitorata e che vengano applicate le sanzioni previste dal DPCM.

Restando in attesa di conoscere le Vs decisioni nel merito, porgo i miei più cordiali saluti,

Cristina Rinaldi

gia’ Prof. di Immunologia ed Immunopatologia della Facolta’ di Medicina,

Università La Sapienza di Roma

Bibliografia:

1) http://www.regioni.it/comunicato-stampa/2020/10/25/emergenza-covid-19-contacttracing-

bonaccini-scrive-a-speranza-620959/

2) https://elpais.com/ciencia/2020-10-24/un-salon-un-bar-y-una-clase-asi-contagia-elcoronavirus-

en-el-aire.html

3) https://www.italicom.net/primo-piano/covid-arriva-il-sensore-che-monitora-laria-cosiscuole-

e-uffici-piu-sicuri/

4) http://www.businessgentlemen.it/2020/05/covid-19-scuole-e-uffici-piu-sicuri-con-fibra/

5) http://co2ampel.online/

6) https://www.theben.it/soluzioni/consigli-sui-sensori-di-co2/

7) http://a.msn.com/01/en-ae/BB11ZIo7?ocid=se

8) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7293495/

 

Per consultare la lettera in pdf:

Appello n.4 Presidenti Min Salute x COVID-19

 

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