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Data: 4 Maggio 2020

Fase 2: un contributo rassicurante verso la fase 3. Maurizio Sebastiani

Facciamo seguito con questo intervento del dott. Maurizio Sebastiani al primo suo contributo rilasciatoci all’indomani del lockdown. Una nota contenente precauzioni dettate dalle norme e dal buon senso volte a farci transitare verso le fase 3.

 

Care amiche ed amici,

ci eravamo ormai abituati a rimanere nelle nostre case che ci hanno difeso dal coronavirus e la nostra massima attenzione è stata rivolta, nel corso delle poche uscite per necessità, a mettere la mascherina ed i guanti, a mantenere la distanza di sicurezza e, magari, a disinfettare i contenitori con i quali abbiamo portato a casa cibo e medicine.

Il nostro maggiore investimento di successo, per la nostra salute, è stato finora il nostro adeguarci alle norme di prevenzione.

In questo periodo è anche cambiata la percezione della ricchezza: il vero ricco è stato chi ha avuto a disposizione un balcone, magari ampio, dove camminare per non prendere eccessivo peso causa inattività fisica e godere della propria “ora d’aria” quotidiana. Non è vero?

Ora siamo alla seconda fase della epidemia.

E’ il rispetto delle regole adottato finora dalla stragrande maggioranza dei cittadini a rendere possibile la graduale riapertura di fabbriche, uffici, negozi e più avanti di bar e ristoranti. La motivazione dell’apertura è essenzialmente economica ma essa è resa possibile quasi esclusivamente dal valore inferiore ad “1” assunto dall’ormai famoso indice “Ro” (che indica quante persone possono essere contagiate da un singolo infetto). Continuando a rispettare le regole il numero dei contagiati si ridurrà fino allo zero e ricordiamoci che questo “Ro” è sotto il valore di “1” solo per merito nostro.

Allora se progressivamente stiamo riaprendo tutto o quasi (mancano ancora la scuola, i luoghi della cultura, i concerti, i teatri, lo sport etc) è finita la situazione di pericolo? Assolutamente no perché l’aumento delle persone in giro, nei posti di lavoro, sui mezzi di trasporto pubblico, nei negozi, aumenterà il rischio di contagiarsi e certamente non aiuta il conflittuale protagonismo da parte di presidenti di regione e sindaci, dei vari colori politici, nei confronti della “cabina di regia” nazionale e tra di loro.

Cosa è cambiato in positivo in questo periodo? Gli ospedali  hanno acquisito esperienza ed hanno imparato a sostenere un forte afflusso di malati Covid19, alcuni farmaci – seppur non specifici per il virus – sembrano avere effetti positivi nella fase acuta (e niente non è!). Cosa non è ancora avvenuto? Il potenziamento dei servizi di prevenzione sul territorio per l’indagine epidemiologica per l’individuazione di tutti i positivi, anche asintomatici, e dei loro contatti con un loro attento isolamento; la realizzazione di un maggior numero di tamponi, senza ritardi, anche agli asintomatici perché possono essere portatori del virus e di test sierologici affidabili; la creazione di un sicuro sistema di app telefonica per il tracciamento dei contatti che corre il rischio di arrivare troppo tardi!

Come posso allora io ancora continuare a rassicuravi? In questa seconda fase della epidemia il ruolo di ciascuno di noi continua ad essere fondamentale nello sconfiggere il virus e la cosa in sé è rassicurante perché, se fin qui l’abbiamo fatto, non vedo il motivo per cui ora non dovremmo proseguire a farlo.

Così facendo arriveremo alla fase 3 quando, con un vaccino a disposizione, questo coronavirus non ci farà più paura.

Dal punto di vista psicologico è dura perché non possiamo ancora rilassarci (come ci piacerebbe!) ma la situazione sta andando nella giusta direzione (come Vi avevo già anticipato nel precedente articolo) e quindi, se ognuno di noi continuerà a fare la propria parte, possiamo pensare di iniziare a vedere la fine di questa catastrofica ed inattesa vicenda. E’ certo che dopo molte cose dovranno cambiare!

Dott. Maurizio Sebastiani

 

CHI E’ MAURIZIO SEBASTIANI

Maurizio Sebastiani, medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha svolto funzioni di Direttore Medico e Direttore Sanitario al “Niguarda” di Milano e all’Istituto “Pascale” di Napoli. E’ stato commissario straordinario della ASL 11 Fermo. Autore di pubblicazioni, docente presso la scuola di specializzazione, e’ iscritto ad Italia Nostra dal 1973.

 

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