Italia Nostra

Data: 19 Febbraio 2014

Franco Gabrielli, Protezione Civile: “Fermare le costruzioni per 10 anni e investire tutto in messa in sicurezza”

“Io sono come un medico, mandato al fronte ad una guerra che non ho fatto io e al quale chiedono di curare gambe amputate, braccia ustionate e mani dilaniate con grandi paccate di aspirina. Ed invece servirebbero farmaci e strumenti ben più potenti”. Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, di ritorno dall’ennesimo sopralluogo nelle zone colpite da una qualche calamità che ciclicamente si abbatte sul nostro paese, torna a ribadire che solo un serio programma di messa in sicurezza del territorio può evitare che l’Italia cada in pezzi. “Altrimenti – va ripetendo da anni – continueremo a raccattare e contare morti in giro”.

La proposta che il prefetto rilancia è semplice: uno stop alle nuove costruzioni per 10 anni, in modo da “investire tutto quello che c’è sulla messa in sicurezza del territorio”. “Se il paese scegliesse di non fare nuove cose, ma di mettere in sicurezza quelle che ci sono, salvaguarderebbe quel patrimonio unico al mondo che sono il nostro territorio, le nostre comunità, i nostri abitanti e che, invece, in questa condizione di generale abbandono è messo in pericolo”.

Crede che sia possibile?

“Credo sia molto difficile riuscire in un paese diviso come il nostro, dove ognuno guarda al proprio particolare, ma dobbiamo provarci. Anche perché – risponde – abbiamo un grosso problema: abbiamo fatto in passato un uso smisurato del suolo e ora ne paghiamo le conseguenze. Si è costruito laddove non si doveva costruire e lo Stato, in molte occasioni, per far cassa ha condonato”. Sono decenni che si parla di messa in sicurezza, ma poi al dunque si fa poco e nulla. “Il problema dei problemi è proprio questo: noi parliamo e ci parliamo addosso. Queste cose le ho dette decine di volte e dunque o sono ripetitivo fino alla noia, oppure alle cose non si è dato seguito”… (continua a leggere l’intervista)

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