Italia Nostra

Data: 5 Novembre 2018

I vincoli non sono i responsabili del disastro della passata settimana

Apprendiamo con sorpresa che il capo del governo, Giuseppe Conte, considera i vincoli e il mancato abbattimento di qualche albero lungo i nostri fiumi, tra le cause dei lutti provocati dal maltempo dell’ultima settimana. Fuor di polemica, vorremmo con pacatezza proporre delle soluzioni, già tante volte suggerite e rimaste inascoltate, per superare le costanti emergenze.

Basta condoni edilizi: dopo tre disastrose sanatorie, che hanno lasciato in eredità ai Comuni territori ingestibili e degradati, dove portare servizi ha costi esorbitanti, il governo insiste su questo terreno, inserendo nel Decreto Genova, attualmente in discussione al Senato, un articolo che condona gli abusi sull’isola d’Ischia. Chiediamo ai parlamentari di non votare questa norma e di stralciarla dal Decreto. Si può firmare una petizione su Change.org (che ha già superato le 30.000 firme) per sollecitare il parlamento in tal senso https://www.change.org/p/appello-a-tutti-i-parlamentari-basta-condoni-edilizi. Sergio Staino ha disegnato una vignetta per sostenere questa nostra campagna e speriamo che molti altri cittadini vogliano aderire alla nostra iniziativa.

Nel Sud del Paese è invalsa la pratica di costruire dove e come pare e piace, in barba a qualsiasi criterio di sicurezza, invocando il cosiddetto “abusivismo di necessità”, un fenomeno che non esiste già dagli anni 80. L’abusivismo è una piaga sociale e un business odioso, che va fermato a tutti i costi, attraverso leggi che impediscano la possibilità di vendere o affittare gli immobili illegali presentando una semplice domandina di condono.

Vietato tombare i fiumi e i torrenti (cosa già vietata in verità, ma che nessuno rispetta e che è la causa del dissesto ligure); non creare mai strozzature e restringimenti delle golene dei fiumi, soprattutto in coincidenza delle foci; fermare la cementificazione degli alvei dei fiumi e delle coste; contrastare l’impermeabilizzazione dei suoli e mitigare le pratiche agricole che favoriscono fenomeni erosivi. L’Italia paga ogni anno un prezzo altissimo per il mancato rispetto dei vincoli idrogeologici e delle suddette regole di buon senso. L’alveo “di piena” dei fiumi non va invaso da strutture e abitazioni, a meno che non si decida che uno strazio come quello della famiglia Giordano sia ammissibile.

La prima e più importante opera da realizzare per il Paese è la messa in sicurezza del territorio. Lo abbiamo detto tante volte e oggi non possiamo che ripeterlo, perché purtroppo si continuano a concepire e a realizzare opere faraoniche, insostenibili e spesso inutili (vedi il nuovo Stadio della Roma, in piena zona golenale). Ci sarebbe bisogno di un grande progetto di riqualificazione del territorio: delocalizzare gli edifici e le infrastrutture dalle aree più vulnerabili; consolidare i versanti delle montagne e delle colline con interventi di rinaturazione ambientale e rimboschimento; ridare valore agli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica improntandoli a criteri di tutela, equilibrio, sostenibilità ambientale; istituire il fascicolo di fabbricato, per la messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio pubblico e privato.

 

ITALIA NOSTRA

 

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Flavia Corsano

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