Italia Nostra

Data: 20 Giugno 2019

Il governo impugna la legge taglia-parchi della Liguria

Governo impugna alcune parti della l.r. 3/2019 Liguria in materia di PARCHI

Nella serata del 19 giugno il Governo, accogliendo – di fatto –  l’esposto del 3 maggio u.s. preparato da Italia Nostra e poi sottoscritto anche da WWF e Legambiente, ha impugnato alla C.C. alcune parti della l.r. 3/2019 della Liguria in materia di Parchi. Si precisa che le norme restano comunque in vigore sino al pronunciamento della Corte Costituzionale.
dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2019: http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-62/12272
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, mercoledì 19 giugno 2019, alle 21.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti.
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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato diciannove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato:- di impugnare:

  1. la legge della Regione Liguria n. 3 del 19/04/2019, recante “Modifiche alla legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 (Riordino delle aree protette) e alla legge regionale 10 luglio 2009, n. 28 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità)”, in quanto varie norme che riguardano il procedimento istitutivo, l’organizzazione amministrativa, la perimetrazione, la vigilanza e il Piano delle aree protette regionali, contrastano con gli standard di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema posti dal legislatore statale nell’esercizio della propria competenza esclusiva nella materia, violando l’117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, nonché i principi di efficacia, efficienza ed economicità che devono presiedere all’esercizio dell’azione amministrativa sanciti dall’articolo 97 della Costituzione;

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Il governo impugna la legge taglia-parchi della Liguria

Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale, su proposta del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, la legge della Regione Liguria per il riordino dei parchi ritenendola in contrasto con la normativa nazionale. “Varie norme che riguardano il procedimento istitutivo, l’organizzazione amministrativa, la perimetrazione, la vigilanza e il Piano delle aree protette regionali – afferma il comunicato del Cdm – contrastano con gli standard di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema posti dal legislatore statale nell’esercizio della propria competenza esclusiva nella materia, violando l’117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, nonché i principi di efficacia, efficienza ed economicità che devono presiedere all’esercizio dell’azione amministrativa sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”.

“In parole semplici – commenta il consigliere della Regione Liguria Luca Garibaldi (Pd) – significa che le Regioni possono solo aumentare le tutele ambientali, che sono di competenze statale, mai diminuirle. Come invece è stato fatto, nonostante gliel’avessimo detto in tutti i modi. L’impugnativa l’ha fatta il Ministro degli Affari Regionali, dello stesso partito dell’assessore regionale ai Parchi Stefano Mai (Lega). Che dovrebbe prendere atto del suo ulteriore fallimento e trarne le conseguenze del caso”.
“L’ennesima brutta figura di una Giunta che non sa fare leggi visto che gliele impugnano praticamente tutte. Ieri era un Governo ostile, oggi? Il destino cinico e baro?”. Così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Giovanni Lunardon stamani via Facebook commenta l’impugnazione della legge regionale sui parchi davanti alla Corte Costituzionale da parte del Governo. “Resta il fatto che la visione di questa amministrazione sulle aree protette è totalmente inadeguata agli interessi della Liguria e fuori dal tempo. – sottolinea Lunardon – Tutti scommettono sulla biodiversità come volano economico, noi qui riduciamo le aree protette. Per fortuna la legge è’ uguale per tutti anche per Toti, Mai e compagnia”.

“L’assessore regionale ai parchi, agricoltura e caccia Stefano Mai colleziona, assieme ai propri uffici, la quarta impugnativa di una legge regionale in materia di beni naturali da lui proposta al Consiglio Regionale, di cui una del dicembre 2017 già oggetto di una sentenza di illegittimità”, sottolinea in una nota Augusto Atturo, che segue il settore aree protette per conto di Italia Nostra. Italia Nostra, assieme a Wwf e Legambiente aveva inoltrato un dettagliato esposto ai ministeri competenti a pochi giorni dalla pubblicazione del provvedimento, che aveva suscitato forti proteste dell’associazionismo ambientalista.
I punti critici che verranno esaminati dalla Consulta, riassume Italia Nostra, riguardano: la ri-perimetrazione d’imperio, con legge regionale, dei parchi di Antola (ridotto di circa 400 ettari), Aveto, Beigua e Alpi Liguri, avvenuta scavalcando le procedure partecipative degli enti parco e i piani del parco già in vigore; l’illegittima possibilità di affidare la sorveglianza dei parchi a soggetti volontari privati anziché a guardaparco; le modifiche alla disciplina del funzionamento amministrativo delle aree protette ignorando gli statuti già esistenti degli enti parco; l’illegittima depenalizzazione delle violazioni più gravi ai regolamenti dei parchi; la prevaricazione dei piani dei parchi da parte di altri strumenti di pianificazione urbanistica.

articolo tratto da https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/06/20/news/il_governo_impugna_la_legge_taglia-parchi_della_liguria-229220912/

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