Questa notte si è spenta Mirella Belvisi, l’architetto, l’urbanista romana che con generosità ha dato in tutta la sua vita impulso alle azioni di tutela per Roma e le aree verdi della Capitale e di tutto il Paese. E’ stata encomiabile dirigente della sezione di Roma e pragmatica consigliera nazionale.
Per me si spegne un’altra figura importante e formativa nel percorso in Italia Nostra.
Sono entrata come tecnica ma grazie a Mirella mi sono appassionata alle vicende che necessitavano di far attenzionare i nostri amministratori e politici sui grandi temi del paesaggio italiano e della lotta contro la crescita indiscriminata di una città come Roma, troppo spesso soggetta agli interessi di una classe imprenditoriale romana capace d’influenzare i sindaci della Capitale e le loro Giunte.
Non aveva pregiudizi Mirella. Guardava al cuore e alla sensibilità dei nuovi soci. Gli parlava e insegnava i principi base dell’urbanistica e della tutela della Natura, certa che seminando prima o poi qualcosa sarebbe germogliato grazie alla tradizione culturale della nostra Associazione.
Impegnata nel partito dei verdi italiani negli anni ’80, non ha mai tradito l’attenzione e l’impegno nel sociale mantenendo un legame di ascolto e confronto stretto tra la sezione romana dell’Associazione e i comitati di cittadini che chiedevano aiuto su tante criticità. Anche nel rapporto con le altre Associazioni ha sempre cercato il dialogo in nome dell’interesse comune.
In questo difficile anno e mezzo di presidenza, era stata sempre disponibile ad un confronto che fosse d’aiuto per guidare l’associazione con moderatezza fuori dal guado conflittuale in cui si era ed è incanalata.
Mirella era una donna giusta e rappresentava per noi di Roma e del Lazio il riferimento sicuro per i nostri dubbi sull’urbanistica, sulla conservazione della natura e biodiversità, la nostra guida per indirizzare verso una politica corretta.
Era il Genius loci della sezione romana e come tale la ricordiamo e la ricorderemo sempre.
L’amica Ebe Giacometti






