Italia Nostra

Italia Nostra preoccupata per l’emendamento sull’esportazione delle opere d’arte

12 Marzo 2016

Italia Nostra è vivamente preoccupata per gli effetti che la Proposta di Emendamento al ddl 2085 ‒ avanzata dai Senatori Marcucci, Scalia, Fabbri, Lanzillotta – art. 53 (Testo 2) ‒ ove approvata, produrrebbe sulla tutela del patrimonio mobile artistico e storico della Nazione. L’introduzione nel nostro ordinamento di norme che agevolino la fuoriuscita di opere d’arte e più in generale di beni culturali dal nostro Paese colpisce la più antica e solida forma di tutela, determina l’impoverimento culturale dei nostri territori, delle comunità che lo abitano e della loro memoria, crea dunque un danno irreversibile alla trama storico-culturale dell’identità italiana e soprattutto al patrimonio d’arte diffuso, diminuendone oltre tutto l’attrattività, con negative conseguenze anche per il turismo, l’economia derivata e l’occupazione.

L’allungamento da 50 a 70 anni del periodo di vita dell’opera ritenuto necessario per il suo assoggettamento all’autorizzazione all’esportazione da parte della Soprintendenza è contrario all’interesse di proteggere il patrimonio artistico del Novecento in Italia, spesso all’origine dei più recenti e noti movimenti artistici contemporanei.

L’introduzione, poi, di una soglia di valore, peraltro semplicemente autocertificata, consentirebbe senza alcun controllo dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza la fuoriuscita automatica dall’Italia di un numero incalcolabile di beni culturali di grande pregio (disegni, dipinti, sculture, stampe, arredi ed oggetti d’arte…) particolarmente appetibili sul mercato internazionale, impedendo allo Stato ed agli Enti locali l’esercizio del diritto di prelazione. Con l’introduzione della soglia di valore del prezzo del bene culturale, peraltro, verrebbe solo avvantaggiato il mercato internazionale ai danni di un Paese, l’Italia, che in ragione del suo cospicuo ed eccezionale patrimonio culturale si qualificherebbe come Paese “esportatore”, nel senso cioè di territorio destinato alla perdita definitiva di un patrimonio irriproducibile. Peraltro, la fissazione di una soglia di valore non è imposta dall’Unione Europea, in quanto i Paesi membri sono liberi di normare in materia.

L’introduzione di simili innovazioni costituirebbe dunque una gravissima deroga al regime di salvaguardia previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che oggi sanziona penalmente il mancato rispetto del regime autorizzatorio da esso previsto.

Un così grave affievolimento di fondamentali norme di tutela costituirebbe ad evidenza violazione del secondo comma dell’art. 9 della Costituzione. Oltre tutto la specificità di contenuto dell’intervento normativo proposto e del suo ambito di applicazione, costituzionalmente garantito, non consente di dare ad esso collocazione in un contesto normativo di natura completamente diversa e di finalità produttiva, escludendo la Commissione Cultura, di riferimento sulla materia, dall’esame del dettato.

Marco Parini – Presidente nazionale di Italia Nostra

Pietro Petraroia – Vice presidente nazionale di Italia Nostra