A colpi di piccone e velocemente sono stati abbattuti due contigui organismi architettonici, significativi in quanto testimonianza materiale avente valore della civiltà di Età Moderna in Francavilla Fontana, lungo l’elegante arteria viaria, carrabile e pedonale, di via Michele Imperiali al numero civico 49. Di quei palazzi oggi resta solo un cumulo di macerie.
Le architetture
Eppure queste architetture erano portavoce di grande valenza storica, estetica e soprattutto culturale: il primo edificio di chiara fattura settecentesca, apparentemente semplice in facciata, un tempo arricchito di modanature che abbellivano il prospetto con le grandi volute simmetriche (erano visibili le due impronte); il secondo progettato nel 1859 da Luigi Fumagalli, progettista nel 1888 dell’inchiancamento della stessa strada e architetto del palazzo noto come Casamento dei germani Milone, di cui oramai ci restano le fotografie di Fulgenzio Clavica, onorato studioso e già Presidente dell’Ordine degli Architetti di Brindisi (rif. Fulgenzio Clavica, Luigi Fumagalli. Architetto Ingegnere, Congedo, Galatina, 2017, pp. 144-145).

foto ilaria pecoraro
La storia dei due edifici
I due edifici storici non erano forse soggetti a vincolo architettonico diretto ai sensi del TU 42/2004 e s.m.i. Ma narravano la storia di questa importante strada e costituivano il bagaglio patrimoniale dei cittadini francavillesi lungo via Imperiali, insieme ad altri edifici palazziati per i quali il Piano Urbanistico Generale (P.U.G.), approvato il 12 dicembre 2025 con DCC n. 85 ed entrato in vigore a seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) n. 4 del 15 gennaio 2026, prescrive la Pura e Totale Conservazione.
Edifici forse poco significativi e “vecchi” agli occhi di chi non studia la Storia dell’Arte, portavoce invece del valore sacro del lavoro dei maestri lapicidi, degli architetti, degli artigiani che hanno forgiato le materie prime, impreziosendo con la bellezza di modanature, ordini architettonici e portali il centro storico salentino di Francavilla Fontana.
Via Michele Imperiali rappresenta il “rettifilo alla moderna” di un centro storico che in quell’isolato ospita ancora quota parte del salotto elegante della città. Una strada dignitosa e ariosa, dotata di ampi marciapiedi inchiancati (operazione rarissima nel Salento del 1888) sui quali, da ambo i lati, sorsero in Età Moderna progetti ambiziosi di palazzi meravigliosi della ricca borghesia locale, che amava contribuire all’edificazione di abitazioni sontuose, investendo professionalmente sull’architetto francavillese più bravo del momento: Luigi Fumagalli.

foto Ilaria Pecoraro
Un quartiere in espansione intra moenia, in cui le grandi famiglie illuminate che volevano omaggiare i propri casati finanziarono imprese architettoniche, conferendo nobiltà estetica ai prospetti, aprendo la città a sperimentalismi formali e progettuali eleganti, raffinati, figli di tanto antico sapere artigianale e manuale, per realizzare bellezza architettonica: sistemi voltati a stella e a squadro, modanature e portali di accesso di rappresentanza, scale sontuose e atri aperti scoperti interni alle mura del palazzo.
Nell’offrire la propria competenza professionale, gli architetti dell’Ottocento della levatura di Fumagalli non abbattevano mai gli edifici preesistenti ma li inglobavano all’interno di sintassi architettoniche di prospetto e distributive sempre rispettose dell’antico.
Gli abbattimenti
Oggi, 3 settembre 2026, si assiste inermi all’abbattimento di simili documenti testimoniali di storia dell’architettura locale.
Qualcuno vorrebbe giustificare tale scellerata azione come funzionale all’attivazione di un’economia edilizia locale oggi in affanno. Si sbaglia nel credere questo. Perché un palazzo d’epoca ha un valore economico oltre che culturale inestimabile.
In un palazzo d’epoca, anche con il supporto del MIC (Ministero della Cultura), previa Verifica di Interesse Culturale (V.I.C.), è possibile fruire di finanziamenti pubblici necessari per progettare e realizzare restauri architettonici conservativi con contributi a fondo perduto. Esistono anche ulteriori modalità di cofinanziamento pubblico a cura dei gruppi di azione locale; lo stesso PNRR ha dedicato intere sezioni a queste tipologie di cofinanziamento, come anche la Regione Puglia promuove analoghi bandi da tempo. Certamente è molto più semplice e veloce abbattere il “vecchio”, radere tutto al suolo e, sulle macerie delle colmate, riedificare il “nuovo”.
Ma non si getta alle ortiche un diamante di famiglia. Anzi, ce ne si prende cura, restaurandolo e tramutandolo in dimora storica di altissimo pregio, come residenza privata oppure come residenza-albergo di lusso. Ciò da decenni avviene nelle nostre masserie rurali, nei trulli, nei casali e nei centri storici di città limitrofe.
E allora perché il Casato Milone è stato integralmente abbattuto? Perché non si è sentita l’esigenza di restaurare il palazzo nobiliare per conservarne la bellezza? Gli enti ministeriali del MIC, preposti alla tutela, sono stati informati dall’ufficio tecnico comunale di questa scelta tecnico-urbanistica? E i cittadini come hanno accolto questa violenta privazione? Forse la ignorano? Oppure sono cittadini, giovani e anziani, ai quali viene imposto di “farsi i fatti propri”?
È possibile che nessun tecnico e nessun amministratore politico abbia maturato un sentimento di “pietas” nei confronti di tanta bellezza rasa al suolo per sempre e illogicamente?
La cittadinanza
Esiste in Francavilla Fontana una cittadinanza attiva, desiderosa di salvare il salvabile di quel che resta di un inestimabile patrimonio architettonico. Esiste e sta costituendo il presidio permanente di Italia Nostra Sezione Messapia in Francavilla Fontana. Perché vuole prendere posizione; vuole difendere la propria storia, la propria civiltà, le proprie bellezze. Vuole opporsi a tanta ignorante azione distruttiva.
Perché se è vero che a casa propria ciascuno fa quello che vuole, quando si possiede o si acquista un bene architettonico e culturale di tale portata si devono fare i conti con il valore collettivo che la bellezza architettonica antica conferisce alla strada, che peraltro si trova all’interno del perimetro della città storica su pubblica strada e che quindi, ai sensi dell’art. 11, comma 1, lettera a) e dell’art. 50, comma 1 del TU 42/2004, è già soggetta a forme di conservazione e tutela particolari.
Nel frattempo altri edifici storici si preparano a ricevere lo stesso trattamento distruttivo.
Italia Nostra Sezione Messapia si oppone con forza a tutto questo e ad alta voce invoca lo stop incondizionato a tale scellerata e scempiante scelta.
Non distruggete la vostra storia.
Non abbattete edifici storici seppur non vincolati.
Non polverizzate i gioielli di famiglia.
Perché se l’aggiunta nel restauro è sempre operazione possibile e reversibile, l’abbattimento determina la distruzione irreversibile del patrimonio culturale del territorio, che appartiene a tutti e a ciascuno e che il singolo proprietario come la collettività hanno il dovere di conservare ai sensi dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.
L’antico Casamento dei germani Milone è oggi abbattuto e ridotto a un cumulo di macerie.
Italia Nostra esorta affinché questo non accada mai più.
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