Italia Nostra

Data: 25 Aprile 2020

La memoria e l’impegno. Nicola Caracciolo

Presentiamo qui di seguito l’editoriale scritto da Nicola Caracciolo per il bollettino n. 459 del 25/12/2010. In calce si trovano anche altri articoli scritti da Nicola Caracciolo in merito alla questione delle grandi opere, dell’Autostrada Tirrenica e della necessità di un New Deal ecologista, in formato pdf.

 

La memoria e l’impegno

di Nicola Caracciolo

Questo numero è dedicato alla nostra memoria. Apriamo con un riferimento, che in qualche modo vuol essere addirittura solenne, alle nostre origini: un pezzo di Umberto Zanotti Bianco, un saluto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che è stato da giovane militante di Italia Nostra, di un grande letterato come Emilio Cecchi e con un’intervista a Desideria Pasolini dall’Onda che, da Presidente di Italia Nostra, ci ha raccontato come la nostra Associazione è cominciata.

Poi interventi tratti da articoli pubblicati tra il 2000 e il 2010 e che hanno in qualche modo tutti a che vedere con uno dei principali temi delle battaglie di Italia Nostra: l’Urbanistica. È la nostra tradizione – una tradizione gloriosa. Perché l’Urbanistica? Da sempre è stata uno dei nostri cavalli di battaglia. Volevamo documentarlo. Ma c’è dell’altro. Sentiamo il bisogno di riesaminare i nostri obiettivi. Nel mese di aprile Italia Nostra terrà sull’argomento un grande convegno al quale parteciperanno, com’è nelle nostre tradizioni, oltre ai nostri militanti anche grandi esperti. Come vogliamo influire sull’evoluzione del paesaggio urbano? Per farlo ci è sembrato utile partire da alcune delle testimonianze raccolte – appunto – in questi ultimi dieci anni. Una premessa da cui partire per una riflessione futura, che va a coinvolgere la pianificazione urbanistica, la tutela dei centri storici, il paesaggio e la cementificazione del territorio, la mobilità e il traffico, la legislazione e il cosiddetto Piano Casa, fino a casi emblematici come L’Aquila post-terremoto… Giulia Maria Crespi ha scritto nel 2006 “una malattia gravissima sta dilagando in Italia… io la chiamerei malattia del mattone”. Questa voglia di costruire, di speculare sull’edilizia “ha afferrato i finanzieri, i politici di qualunque colore essi siano, gli economisti, i comuni cittadini ed ha coinvolto anche – lo dico con grande tristezza – parte delle Soprintendenze”. Da allora sono passati cinque anni ma la situazione è sempre tragica. In un’intervista a Giovanni Valentini lo scorso 23 febbraio su La Repubblica, la Crespi insiste: “basta con il cemento che devasta il paesaggio” e poi “se continuiamo a rovinare il territorio, l’Italia perderà sempre più fascino”.

Vezio De Lucia ha scritto dieci anni or sono un articolo intitolato “Decadenza e fine dell’Urbanistica italiana”. Non è una frase a effetto. Infatti spiega “in questi anni si è scatenata una devastazione 2

fatale per le città e per il territorio italiano”. E ha aggiunto: “ogni anno consumiamo secondo il Wwf 100mila ettari di terreno agricolo che vengono seppelliti sotto una repellente crosta di cemento e asfalto”. Principalmente coinvolte le grandi città, ma non soltanto. Pier Luigi Cervellati ha scritto nel 2010 “La tragedia del terremoto ha aggravato il disastro già in essere del territorio dell’Aquila. Un territorio cementificato, destrutturato, in progressivo declino economico” nel quale la superficie urbanizzata “supera del 600% quella di cinquant’anni prima, mentre la popolazione nello stesso periodo cresce del 25%”. Appunto “la malattia del mattone”.

Allo sfascio contribuisce certo la rozzezza culturale di tanti amministratori. Forse talvolta la corruzione. Ma il punto che ci preme sottolineare è un altro. Nell’art. 1 del nostro Statuto sta scritto che Italia Nostra “ha lo scopo di concorrere alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione”. È la buona battaglia che stiamo conducendo da più di mezzo secolo. E l’Urbanistica resta uno dei punti focali. Questo numero sulla memoria intende aprire un libero e approfondito dibattito.

 

ecco l’articolo e l’intero bollettino in formato pdf:

459_Caracciolo la memoria e l’impegno

Bollettino_459

ed ecco gli articoli relativi alla questione delle Grandi Opere, dell’Autostrada Tirrenica e all’esigenza di un New Deal ecologista.

Bollettino_465-1, p. 8 Caracciolo, Italia Nostra e il buon governo

Bollettino 464_Caracciolo. Maremma, dolce e amara

Bollettino 467 Caracciolo, Un New Deal ecologista

 

 

 

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