Italia Nostra

Data: 27 Ottobre 2016

Alta velocità: le associazioni ambientaliste e l’Università di Firenze presentano un’alternativa alle istituzioni

L’Università di Firenze (LAPEI/DiDA) e le associazioni ambientiste fiorentine scrivono al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al Sindaco Dario Nardella per chiedere un incontro in cui sia possibile presentare differenti scenari nei trasporti su ferro nell’area fiorentina.

L’abbandono del progetto di Passante AV è la sanzione di quanto sostenuto da tempo dalle associazioni: il progetto di sottoattraversamento fiorentino è oggettivamente insostenibile da un punto di vista economico, ambientale, trasportistico.

Negli anni passati il gruppo di tecnici, coordinato dal professor Alberto Ziparo, non ha solo analizzato il progetto che si sta abbandonando, ma ha disegnato scenari che possono essere utili per risolvere il problema sia dei treni AV, sia dei treni regionali e metropolitani.

Per l’individuazione della stazione dei treni a lungo percorso (quelli che non terminano o nascono da Firenze) c’è la proposta di situarla nella zona prossima all’attuale fermata Firenze Statuto, dove ci sarebbero gli spazi sufficienti per nuovi binari e marciapiedi, dove i locali inutilizzati dell’ex deposito locomotive (ottimo esempio di archeologia industriale da recuperare) potrebbero ospitare i servizi per i viaggiatori; il terrapieno su cui poggia la sede ferroviaria potrebbe essere utilizzato ricavandone varchi che mettano in collegamento tra loro varie parti della città e queste con le infrastrutture di mobilità su ferro.

Firenze-sistema-corruzione-su-appalti-Tav-e-Expo-in-carcere-Ercole-Incalza_articleimageLa vicinanza alla stazione di Santa Maria Novella potrebbe consentire con questa collegamenti di tipo aeroportuale con tapis roulant e un rapido collegamento con tutte le direttrici del servizio regionale prevedendo la fermata dei treni aventi origine o termine a Santa Maria Novella.

La richiesta di incontro vuole soprattutto riportare la progettazione della città e della sua mobilità nell’ambito locale, evitando di attendere passivamente le decisioni della Ferrovie; la collettività deve essere motore di dibattito e di programmazione del vivere e del muoversi. Nessuno conosce la città meglio di chi la abita.

 

LAPEI/DiDA/Università di Firenze

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