Le campagne

Data: 30 Marzo 2016

Alla Treccani presentata la “Carta di Fontecchio” per i parchi e le aree protette italiane del futuro

Nel 25° anniversario della legge 394/91 sui parchi e le aree naturali protette, proprio mentre in questi giorni sono in votazione presso la Commissione Ambiente del Senato modifiche alla stessa legge cui le associazioni muovono critiche, la Carta di Fontecchio nasce come un punto fermo, ispiratore di ogni futura azione volta a recuperare e rilanciare il ruolo cruciale delle aree protette italiane, bene prezioso, ricco di biodiversità, cultura e occasioni di vero sviluppo, ma da troppo tempo oggetto di disattenzioni e strumentalizzazioni.

Realizzata dopo un lungo lavoro avviato durante il convegno Parchi capaci di Futuro, tenutosi nel giugno del 2014 a Fontecchio, che ha impegnato oltre cento tra scienziati e portatori di interesse, la Carta di Fontecchio è stata oggi presentata a Roma, all’Enciclopedia Italiana – Treccani, con un evento cui hanno preso parte le associazioni ambientaliste CTS, Fondo Ambiente Italiano (FAI), Federazione Nazionale Pro Natura, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano e Wwf, scienziati, intellettuali come Ugo Mattei, Massimo Bray, Francesco Scoppola, Carlo Alberto Graziani, Luigi Piccioni e l’onorevole Serena Pellegrino in rappresentanza del mondo della politica sensibili alle tematiche ambientali.

Vai ai video con gli interventi al convegno

“La Carta di Fontecchio – dichiarano gli autori – nasce dalla consapevolezza, condivisa dalla maggioranza delle grandi associazioni ambientaliste, dell’opportunità di ricalibrare la Legge quadro 394/91, non solo sulla base dei nuovi e sempre più urgenti bisogni di tutela della biodiversità e dei mutamenti occorsi nella società, ma anche per trasformarla nell’importante tassello di un progetto radicalmente diverso e persino rivoluzionario, secondo un percorso ispirato e sostenuto anche dall’Enciclica Laudato sì”.

Dalle nuove sfide della biodiversità al tema del paesaggio e delle emergenze storiche, architettoniche e archeologiche, dalla partecipazione delle popolazioni locali alla necessità di fare rete tra le aree protette, dalla difesa dei beni comuni al ruolo di “modello” esemplare dei Parchi Nazionali, la Carta di Fontecchio affronta alcuni dei principali temi in gioco, sviluppando inoltre specifiche proposte. Soprattutto, provocatoriamente vuole restituire centralità culturale al modello parchi, un modello che possa tradursi in azioni normative e amministrative di ampia portata e faccia uscire dall’isolamento le aree protette.

La necessità di rilancio delle aree protette confligge, tuttavia, con le modifiche alla vigente legge 394/91 che proprio in questi giorni sono in votazione presso la Commissione Ambiente del Senato e su cui si sta concentrando l’attenzione critica delle associazioni.

“Il lavoro della Commissione ambiente del Senato – continuano gli autori – solleva forti perplessità sul merito di molte delle proposte messe al voto: dal delicato e rischioso meccanismo delle royalties al cosiddetto controllo faunistico che in sostanza potrebbe tradursi, passo dopo passo, nella possibilità di cacciare nei parchi, fino ad una serie di incerte e discutibili scelte gestionali e di rappresentanza. Dettagli significativi all’interno di una visione asfittica e incapace di guardare lontano. Servirebbe ben altro per riportare la natura protetta al centro di quel progetto di sviluppo responsabile e sostenibile che tutti noi auspichiamo.

“L’occasione della presentazione della Carta di Fontecchio – sottolineano le associazioni – è dunque anche quella di chiedere al Governo e al Parlamento in un momento storico difficile, in cui i territori italiani sono spesso condannati al degrado e alla distruzione fisica e morale, un profondo e coraggioso cambiamento di rotta, all’insegna delle vere necessità della natura e del suo auspicabile e non utopistico ruolo guida all’interno delle scelte dell’intera società italiana. Si fermino le modifiche in parlamento, si convochi la Terza conferenza nazionale sulle aree protette e si elabori un testo di ampio respiro, che dia alle aree protette italiane l’importanza che meritano”.

Ufficio Stampa Italia Nostra – Maria Grazia Vernuccio – tel. 335.1282864 mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Ufficio Stampa WWF – Cristina Maceroni – tel. 06. 84497213 c.maceroni@wwf.it

Leggi la Carta di Fontecchio

Consulta la locandina con il programma

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Servizio TG Abruzzo Edizione del 5 aprile ore 14.00 – http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-b4c24a13-ed61-4480-af9c-2e2e8782c60a-archivio.html

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News precedente:

CTS, Fondo Ambiente Italiano – FAI, Federazione ProNatura, Italia Nostra, LIPU, MountainWilderness, TCI e WWF

sono lieti di invitarvi il 5 aprile 2016, ore 9.00/14.00

a Roma presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana

(Palazzo Mattei di Paganica, Sala Igea – Piazza della Enciclopedia Italiana, 4)

alla presentazione della CARTA DI FONTECCHIO

Al termine dell’incontro nazionale intitolato “Parchi capaci di futuro”, tenutosi a Fontecchio, L’Aquila, il 20 e il 21 giugno 2014 sul ruolo delle aree naturali protette e sull’attualità della legge 394 del 1991, le Associazioni organizzatrici decisero di elaborare un documento ampio che proponesse con chiarezza al mondo politico, agli amministratori, ai cittadini italiani, il possibile e auspicabile ruolo guida delle aree naturali protette nella conquista di un futuro sostenibile e ne declinasse l’articolazione. A tale documento venne dato il nome di CARTA DI FONTECCHIO.

In un’epoca di grave crisi ecologica, sociale e culturale, in cui tuttavia si fa strada una maggiore consapevolezza dell’importanza del patrimonio naturale, le aree naturali protette debbono essere vissute – non a parole ma nei fatti – come uno degli assi portanti dell’intera politica ambientale ed economica della Nazione: punto di riferimento ideale ed operativo per andare oltre uno sviluppo centrato su logiche mercantilistiche di corto respiro, aggressive e prive di ogni dignità culturale.

 

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