Italia Nostra

Data: 16 Giugno 2016

Lettera ai Senatori sul contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato

Egregi Senatori,

lo sfrenato consumo di suolo agricolo rappresenta una drammatica realtà nel nostro Paese, come certificato dall’ISTAT e dall’ISPRA che attestano come siamo tristemente lontani dall’obiettivo del consumo di suolo zero nell’anno 2050, fissato a livello europeo nella Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse (COM (2011) 571). Di fronte a questa triste situazione Italia Nostra ha chiesto, fin dall’inizio di questa legislatura, un intervento deciso per arginare tale fenomeno che sta mettendo in pericolo l’agricoltura e il paesaggio italiani.

Per questo la nostra Associazione ha salutato con favore un intervento legislativo che imponesse la moratoria al consumo di suolo, con la prescrizione di legare l’edilizia ai reali fabbisogni abitativi e al solo recupero dell’esistente. Tuttavia il testo evaso dalla Camera in prima lettura ed oggi al Vostro esame è stato oggetto di modifiche tali da snaturarne lo spirito iniziale e da far sperare che non veda mai la luce. Si è preferito un testo “debole”, privo di prescrizioni severe nella parte in cui si dovrebbe limitare il consumo di suolo (…si privilegia… si orienta…), nel contempo, pur privilegiando la rigenerazione urbana, si escludono dalle limitazioni i lotti interclusi, le superfici destinate a servizi destinati ad infrastrutture e ad insediamenti produttivi “strategici”; si limita a 5 anni il blocco a trasformazioni d’uso di terreni agricoli che si giovino di fondi comunitari; si prevedono  i compendi agricoli neorurali, con demolizione e riedificazione in aree, già agricole, per destinarle ad usi del tutto estranei e che certo comporteranno nuove infrastrutturazioni.

Si liberalizzano quindi i cambi di destinazione d’uso di edifici in area agricola, in deroga agli stessi strumenti urbanistici, e si prevede un meccanismo di moratoria molto limitato e del tutto insufficiente, privo di sanzioni in caso di inottemperanza, e costruito in modo da incentivare la presentazione delle istanze edificatorie nelle more della pubblicazione del provvedimento. Preoccupa altresì l’esito di una “rigenerazione urbana” propugnata a tutto campo, che esclude dalla radicale trasformazione solo i centri storici e i beni vincolati, nell’indifferenza e nel mancato riconoscimento dell’edilizia storico documentaria minore e dell’impianto identitario delle nostre città, nonchè dell’edilizia del novecento, scarsamente vincolata. Non si effettua, infine, alcun riferimento ai piani paesaggistici previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e, purtroppo, per massima parte ancora da approvare.

Il testo, nel complesso, appare appesantito da puntualizzazioni volte a far salve le competenze nel merito di tutti gli enti di governo, anche se nella sostanza il tutto appare macchinoso, scarsamente cogente, oggetto di rinvii, ricorsi, deroghe. Il disegno di legge così concepito non serve a nostro avviso alla causa che ne è il presupposto e, anzi, ne può recare nocumento. Per tali ragioni chiediamo che il provvedimento, nella sua attuale formulazione e senza decisi correttivi nel senso auspicato, non prosegua il suo iter parlamentare. Italia Nostra rimane a disposizione per qualsiasi confronto, contributo e chiarimento, nell’interesse della salvaguardia del territorio e dei beni paesaggistici italiani.

Marco Parini – Presidente di Italia Nostra onlus

 

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