Italia Nostra

Data: 4 Ottobre 2020

No alle ostriche nell’oasi marina protetta

ALGHERO – Un progetto di molluschicoltura, pari ad un’estensione di 5ettari, all’interno della Area marina protetta di Capo Caccia e all’interno di Porto Conte, era già stato presentato nel 2015: per tale progetto il Ministero dell’Ambiente dichiarò la non procedibilità. Ora, un analogo progetto di più vaste dimensioni, per complessivi 17ettari con una concessione demaniale di venti anni, fa capolino all’interno della rada di Alghero, poco fuori dal porto e in prossimità all’isolotto della Maddalenetta.

Un progetto che ha visto gli “sportivi del mare” dire «no» con la manifestazione di ieri (sabato)

[LEGGI] e che non trova neanche il favore delle associazione ambientalistiche, che spiegano come «Tale progetto, di fatto “all’interno della città” aggiungerebbe un’ulteriore pressione a quelle già presenti ed un potenziale nuovo stress all’ambiente marino e alla prateria di posidonia. Le associazioni ambientaliste chiedono che l’isolotto della Maddalenetta diventi un’oasi naturalistica e storico-culturale e che preliminarmente si proceda alla rimozione del relitto di veliero che ivi insiste dal 2007 in seguito ad un naufragio dando, ancora oggi, una pessima immagine dell’ingresso dal mare nella città».

«Mentre, per quanto concerne i 17ettari di concessione demaniale della durata di venti anni (dopo attenta analisi di compatibilità ambientale) si auspica che vengano, quantomeno, spostati in mare aperto verso la costa a sud di Alghero. Si chiedono, altresì, garanzie e fideiussioni per lo smantellamento degli impianti e delle strutture di acquacoltura al termine di esercizio delle attività. Inoltre, considerato che il proponente il progetto di molluschicoltura dichiara di essere rappresentante delle associazioni ambientaliste nella commissione di riserva dell’Amp di Capo Caccia-Isola Piana, per ragioni di opportunità, le associazioni ambientaliste chiedono che si dimetta da tale carica», conclude il documento firmato da Carmelo Spada (per il Wwf), Graziano Bullegas (Italia nostra), Stefano Deliperi (Gruppo intervento giuridico) e Francesco Guillot (Lipu).

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