La Corte dei Conti, con la Deliberazione N. 19 2025 effettuata nell’adunanza del 29 ottobre scorso e depositata il 27 novembre, ha espresso un forte diniego al progetto dell’infrastruttura del Ponte sullo Stretto.
Nucleo fondante del pronunciamento, le violazioni in merito alla direttive europea 92/43/CE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (c.d. direttiva Habitat) e alla direttiva n. 2014/24/UE (c.d. direttiva Appalti) nonché la violazione degli artt. 43 e 37 del d.l. n. 201/2011 – Esclusione dell’Autorità di regolazione dei Trasporti dalla procedura di approvazione del Piano Economico-Finanziario.
I rilievi di Italia Nostra
Dal punto di vista delle norme europee sulla tutela dell’ambiente, alcune irregolarità erano già state oggetto di una specifica comunicazione di Italia Nostra alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea del 24 febbraio scorso. In particolare venivano rilevate alcune sostanziali criticità sorte nell’impatto sugli ecosistemi individuati come perimetri di zone di rilevante interesse naturalistico della Comunità Europea.
Nel documento, si chiedeva il “non accoglimento alle autorità competenti chiamate alla promulgazione del parere” fondando questa opposizione su diverse problematiche emerse dallo studio degli atti. Nello specifico, a preoccupare l’associazione, l’impatto sulle componenti ambientali e le inosservanze della Direttiva Habitat (92/43/CEE), strumento di politica attuativa per la rete Natura 2000.
Le interferenze su otto Siti di Interesse Comunitario
Il progetto interferisce su ben otto Siti di Interesse Comunitario (SIC), appartenenti alla rete Natura 2000. Tra questi figurano aree di grande valore come i Monti Peloritani, la dorsale Curcuraci, Antennamare e l’area marina dello Stretto di Messina. Quindi la Costa Viola, i fondali di Punta Pezzo e Capo d’agri, i Fondali di Scilla, Capo Peloro-Laghi di Ganzirri, la Riserva Naturale del fiume Alcantara e Capo dell’Armi.
L’associazione sottolineava come le aree interessate sono caratterizzate da una numerosissima varietà di specie e habitat, e che il progetto rischia di avere una grande ricaduta sulle economie dei flussi ecologici. Di notevole importanza per l’equilibrio macroregionale è il sistema idrogeologico che avviene nelle modalità dei riflessi marini sulle molteplici interrelazioni ai sistemi di falda ed al loro supporto geologico. Sono stati censiti almeno 24 tipi di Habitat; 79 specie riferibili all’art. 4 della Direttiva 2009/147/CE, “Direttiva Uccelli“ ed altre 133 categorie floro faunistiche.
I rilievi della Corte hanno dunque sottolineato con grande determinazione questo elemento, da sempre in animo dell’agire dell’associazione.





