È gravissimo l’attacco a un territorio fragile come quello della Liguria portato avanti con una legge folle approvata durante l’estate, nel silenzio assordante dei media: il regolamento regionale numero 3 del 2011 della Regione “che ha ridotto da 10 a 3 metri le distanze minime di edificazione lungo i corsi d’acqua”. Come al solito ogni anno alla prima pioggia ci ritroviamo a contare i morti che sono sette per ora, ma ci sono ancora otto dispersi, e poi i feriti, i danni alle abitazioni e a interi paesi, quest’anno è davvero una strage. Ringraziamo per questo la cattiva amministrazione, la mancanza di manutenzione, i boschi in abbandono, o addirittura ormai inesistenti, a Mulazzo sta crollando un intero paese, a Vernazza è crollato un intero bosco di querce secolari. Edilizia senza alcun rispetto della morfologia del territorio, abusivismo, cementificazione più o meno autorizzata, tagli drastici alla protezione civile, è davvero un bollettino di guerra.
La beffa maggiore è vedere devastati le strade e i ponti appena inaugurati dopo l’alluvione dello scorso anno. Alla foce del Magra, negli anni 60/70 è stato costruito l’intero borgo di Fiumaretta in zona golenale e da sempre soggetta ad alluvionamento. Recentemente è stata costruita una darsena a Bocca di Magra che, oltre a deturpare il paesaggio, costituisce un vero e proprio pericolo al deflusso delle acque. E il previsto scolmatore non è stato fatto a causa di chi, a tutti i costi, vuole la grande speculazione del progetto Marinella, nella zona Parco di Monte Marcello Magra, che oltre alla darsena, prevede interventi immobiliari di rilievo, per case vacanza collegate ai posti barca. Il letto del fiume è stato impoverito da anni e anni di prelievo delle sabbie e degli inerti, aumentandone la velocità e la pericolosità delle acque. Manca ancora la carta del rischio che ogni comune dovrebbe redigere. L’Autorità di bacino ha stabilito regole precise che andrebbero rispettate per la sicurezza idraulica. Per prima cosa il ponte della Colombiera un ponte girevole già pericoloso di per se, e che era troppo basso e doveva essere rifatto, mentre invece è crollato due volte di seguito per due diverse alluvioni. Si prevedrebbe la costruzione di argini imponenti, che però sono stati ostacolati sempre a scopi edificatori.
Mariarita Signorini
responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana
consigliere nazionale




