Italia Nostra

Unione Europea: Consultazione sulla Direttiva Acque Sotterranee

25 Ottobre 2013

Italia Nostra ha risposto all’Unione Europea suggerendo modifiche alla Direttiva 2006/118/CE del 12 dicembre 2006 sulle acque sotterranee

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Scopi della Direttiva

La direttiva sulle acque sotterranee (GWD , 2006/118/CE ) relativa alla loro protezione  dall’inquinamento e dal deterioramento è sussidiaria alla direttiva quadro sulle acque (WFD , 2000/60/CE ). Il suo scopo è di stabilire specifiche misure per prevenire e controllare l’inquinamento delle acque sotterranee. Queste misure includono criteri per:

(1) valutare lo stato chimico

(2) individuare e invertire le tendenze significative inerenti la presenza di inquinanti ambientali

(3) prevenire o limitare le immissioni di inquinanti nelle acque sotterranee

Gli allegati I e II della GWD contengono standard di qualità ambientale identici per tutta Europa. Per le sostanze inquinanti è indicato un elenco minimo (a cui possono essere aggiunti altri inquinanti), gli indicatori di base e le linee guida secondo i quali gli Stati membri dovrebbero fissare i valori di soglia.

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Aggiornamento della Direttiva

La prima versione della Direttiva è stata pubblicata nel 2006. L’articolo 10 della GWD impone alla Commissione la revisione degli allegati I e II della direttiva ogni sei anni, presentando anche eventuali nuove proposte legislative. La consultazione pubblica fornirà gli input per la prima revisione degli allegati, ed è aperta alle parti interessate ed agli esperti e professionisti degli enti pubblici coinvolti o interessati all’attuazione del GWD.

E’ stata inoltre predisposta una relazione di base alla consultazione (file: RelazioneBaseAllaConsultazione.pdf) per illustrare la situazione attuale e facilitare gli eventuali suggerimenti di modifica alla GWD.
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Struttura del questionario della consultazione.

La struttura individua quattro principali argomenti di revisione per gli allegati I e II della direttiva:

* Aggiornamento dell’elenco delle sostanze regolamentate a livello comunitario e nazionale in seguito alle nuove conoscenze scientifiche e tecniche ( Allegati I e II della parte B della GWD )

* Uniformità dei valori di soglia in tutti gli Stati membri e, quindi, della valutazione di stato chimico delle acque sotterranee (allegato II, parte A )

* Miglioramento della trasparenza e della comunicazione in merito alla valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee ( allegato II parte C )

* Miglioramento delle conoscenze relative alla valutazione di insorgenza di rischi per sostanze  e contaminazioni potenzialmente pericolose

Il questionario comprende domande specifiche su questi quattro argomenti e sugli allegati nel loro  complesso.

La consultazione si è chiusa il 22 ottobre 2013.

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Risposte alla consultazione da parte di Italia Nostra

Sono riportate nel file:  “ConsultazioneRisposteDiItaliaNostra.pdf” (allegato).

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Argomenti aggiuntivi

Italia Nostra ha colto l’occasione per segnalare all’Unione Europea che:

1) controllo della purezza delle acque:

in Italia il controllo della purezza delle acque viene attuato solo nell’Italia settentrionale e centrale. Al sud e nelle isole il controllo non viene effettuato.

Per approfondimenti: relazione  ”Commission Staff Working Document – Member State Italy: Report from the Commission to the European Parliament and the Council” COM(2012) 670 final” Capitolo 5:  Monitoring, pagina 14. (allegato: “RelazioneSituazioneAcqueInItalia.pdf”).

2) ciclo chiuso delle acque industriali; articolo 41 del Decreto del “Fare”

In Italia le acque delle falde sotterranee sono spesso inquinate dagli scarichi industriali. (vedi  ad esempio l’articolo del Corriere della Sera, allegato: BresciaCromoEsceDaiRubinetti_CorriereSera.pdf)

Italia Nostra si è sempre battuta perché le acque ad uso industriale siano utilizzate a ciclo chiuso all’interno delle fabbriche e dei laboratori.

Il Decreto Legge del  21 giugno 2013, n. 69 “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia. (13G00116) (GU n.144 del 21-6-2013 – Suppl. Ordinario n. 50 )  convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 (in S.O. n. 63, relativo alla G.U. 20/08/2013, n. 194), individuato anche come Decreto del Fare”, all’articolo 41 commi 5 e 6, indica:

“5. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 104, ai soli fini della bonifica, è ammessa la reimmissione, previo trattamento, delle acque sotterranee nello stesso acquifero da cui sono emunte. A tal fine il progetto di cui all’articolo 242 deve indicare la tipologia di trattamento, le caratteristiche qualitative e quantitative delle acque reimmesse, le modalità di reimmissione e le misure di controllo e monitoraggio della porzione di acquifero interessata; le acque emunte possono essere reimmesse anche mediante reiterati cicli di emungimento, trattamento e reimmissione, e non devono contenere altre acque di scarico ne’ altre sostanze ad eccezione di sostanze  necessarie per la bonifica espressamente autorizzate, con particolare riferimento alle quantità  utilizzabili e alle modalià d’impiego.

6. Il trattamento delle acque emunte deve  garantire un’effettiva riduzione della massa delle sostanze inquinanti  scaricate in corpo ricettore, al fine di evitare il mero trasferimento della contaminazione presente nelle acque sotterranee ai corpi idrici superficiali”

Vai al Decreto integrale (clicca qui)

L’articolo 41 permette l’immissione dell’acqua nel sottosuolo da industrie o per ricerca di shale gas o stoccaggio di gas, pur con qualche avvertenza .Poiché il controllo della purezza dell’acqua reimmessa nel sottosuolo è aleatoria, questa possibilità può essere causa di ulteriore inquinamento delle falde. Si spera che l’Unione Europea intervenga per richiedere la variazione dell’articolo.

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Allegati:

Direttiva Ue 2006 (118_12 dicembre 2006)

Relazione base alla Consultazione

Consultazione: le domande

Consultazione: le risposte di Italia Nostra

Relazione sulla situazione delle acque in Italia

Articolo Corriere della Sera (del 21.10.2013) “Brescia, dai rubinetti esce sempre più cromo”

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Giovanni Martinelli – email: [email protected]

Giovanni Zenucchini – email: [email protected]

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