Si è svolta nella prestigiosa sala Koch del Senato la cerimonia di premiazione della XXIII edizione del Premio Umberto Zanotti Bianco. Il Premio ha cadenza biennale e fu istituito nel lontano 1964, è destinato in particolare a funzionari e dirigenti delle pubbliche amministrazioni o personaggi della cultura, della società e del giornalismo che si siano distinti per la loro attività per la conoscenza e tutela del patrimonio storico, artistico, naturale, paesaggistico del nostro Paese.
Ad introdurre la cerimonia, il Presidente di Italia Nostra, Edoardo Croci che, salutando gli intervenuti, ha ringraziato il Senatore Gianpietro Maffoni.
“Celebriamo oggi l’attribuzione dei premi in memoria del senatore Umberto Zanotti Bianco – ha sottolineato il senatore Maffoni – E’ per me molto importante ospitare questo premio, costante richiamo ai valori etici della cura del territorio per il bene del Paese con azioni collettive e individuali”
“Zanotti Bianco ha frequentato queste aule nella veste di senatore a vita nominato dall’allora presidente Einaudi e celebrarlo in questa sala corrisponde ad un dovere istituzionale – ha detto Croci introducendo il premio – La figura di Zanotti è una figura poliedrica. Come Presidente nazionale di italia Nostra ritengo doveroso tratteggiarne alcuni aspetti della figura. Zanotti Bianco fu definito da Spadolini un “apostolo laico della libertà”. Dentro questa definizione ci sono molti aspetti, il coraggio, il totale disinteresse per i propri interessi rispetto ai personali. Tutte caratteristiche che 70 anni dopo noi ritroviamo ancora nello spirito fondante di Italia Nostra. Zanotti trasferì questi elementi nell’associazione. A soli 19 anni andò a soccorrere la popolazione di Messina e Reggio Calabria vittime del Terremoto del 1908. Da lì l’inizio del suo interesse per il Meridione. Fonda ben tre associazioni culturali che si occupano di studi per l’area. Coinvolge altri studiosi e come filantropo contribuisce generosamente su situazioni specifiche. C’è Zanotti Bianco meridionalista e c’è Zanotti Bianco che vive tra la gente e che è rispettoso di ciò che vede trovando anche le soluzioni. C’è poi lo Zanotti Bianco animato dalla libertà con il suo coinvolgimento nella I Guerra Mondiale. Successivamente, dopo il delitto Matteotti firmerà il manifesto degli intellettuali non fascisti di Benedetto Croce. Zanotti sarà al confino in Calabria, e poi a Paestum, svolgendo attività di archeologo non professionista scoprendo il sito di Sibari. A Paestum realizza altre scoperte ed entra nella storia dell’archeologia italiana. E’ antesignano su molte cose. Nel 1955 quando si costituisce Italia Nostra, viene chiamato proprio Zanotti Bianco a presiedere l’associazione, con grande energia, promuoverà poi la nascita di Europa Nostra. Una figura eccezionale, eroica, che agisce con grande interesse con grande candore ed indipendenza, molto concreto. De Gasperi gli riconoscerà la sua impronta di libertà. Credo che Umberto Zanotti Bianco debba rimanere un esempio per tutti noi. E per questo motivo il premio è il riconoscimento più alto che Italia Nostra riconosce a figure particolari, a persone che si sono battute per la difesa del patrimonio storico artistico e ambientale. Negli anni è stato assegnato ad Indro Montanelli e Piero Angela”
Ad entrare nel vivo della mattinata, l’Arch. Angelo Malatacca, Consigliere nazionale di Italia Nostra e delegato per l’organizzazione del Premio.
“Umberto Zanotti Bianco ha operato in Calabria e in quella occasione si rende conto dell’arretratezza della Calabria ed inizia a costruire scuole, elementari, medie e serali – sottolinea Malatacca – inizia a creare ospedali ed ambulatori e fonda l’associazione per gli studi dell’antica Grecia ed inizia a scavare con Paolo Orsi nella piana di Sibari. Sarebbe auspicabile di dedicare il nuovo museo di Sibari ad Umberto Zanotti Bianco. Abbiamo pensato di consegnare il premio quest’anno a dei funzionari pubblici, a singole personalità, dei giornalisti impegnati nel portare avanti le tutele del territorio, consegneremo due menzioni speciali ed un premio alla memoria”.
I premiati
Angela Maria Ferroni
Il Senatore Gianpietro Maffoni ha consegnato il riconoscimento alla prima dei premiati, Angela Maria Ferroni. Archeologa, specializzata in topografia antica – ha lavorato per 42 anni presso il Ministero della cultura, da ultimo all’Ufficio UNESCO dove si è occupata dell’attuazione della ‘Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale’, Angela Maria Ferroni ha coordinato numerose candidature di siti italiani alla Lista del patrimonio mondiale. Docente ed esperta di conservazione e gestione del patrimonio per ICOMOS e per il Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO è coordinatrice scientifica della candidatura del Sito “Via Appia. Regina Viarum” all’UNESCO (iscritto nel 2023). Ferroni ha anche preso parte alla redazione del dossier e del Piano di gestione per la candidatura di diversi Siti come: Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia” (iscritto nel 2004); “I Longobardi in Italia, I luoghi del potere 568-774 d.C.” (iscritto nel 2011); e il coordinamento scientifico delle attività volte alla elaborazione del Piano di gestione unico per i due Siti UNESCO “Villa Adriana, Tivoli” e “Tivoli, Villa d’Este”.
Motivazione
“Con il premio alla dottoressa archeologa Angela Maria Ferroni, funzionaria del Ministero della Cultura per 42 anni – ha detto Maffoni leggendo la motivazione del premio – si vuole sottolineare non solo l’impegno personale pluridecennale, dedicato in particolare alla stesura dei dossier per le candidature ai riconoscimenti UNESCO da lei seguite, ma soprattutto il contributo dato – nell’ambito ministeriale e non solo – alla costruzione di una più diffusa consapevolezza del valore del nostro patrimonio culturale, della sua fragilità e della necessità di preservarlo per le generazioni future. Accanto all’accuratezza scientifica nella elaborazione dei dossier si è riscontrato in più occasioni lo sforzo di creare sinergie tra i diversi attori presenti sul territorio: lo Stato, le Amministrazioni locali, le Associazioni, i Cittadini. Da poco ha concluso il gravoso impegno legato al coordinamento tecnico-scientifico della candidatura del Sito “Via Appia. Regina Viarum”, iscritto nel luglio 2023, che si sviluppa su quattro regioni, in territori spesso fragili e poco noti agli stessi residenti. Da qui il riconoscimento di Italia Nostra alla dottoressa Ferroni, per aver portato a compimento il difficile impegno professionale, con l’individuazione di un modello di governance che tiene conto di tutti gli attori in campo, sensibilizzando le Amministrazioni locali, il mondo sociale ed economico e soprattutto le Associazioni e i Cittadini tutti”.
“Ringrazio Italia Nostra per questo premio prestigioso e voglio ringraziare le tante persone che mi sono state vicine negli anni – ha detto Ferroni – ringrazio quanti mi sono stati vicino nel mio percorso di crescita professionale. Il merito della candidatura Via Appia regina viarum all’UNESCO va a tante persone che hanno sostenuto all’insegna della libertà il comitato che si è costituito per realizzare un lavoro che auspico possa essere veramente un’opportunità per il centro-sud e credo che il riconoscimento possa essere una grande opportunità se riusciremo a gestire bene questa iniziativa”.
Comando Carabinieri TPC
Il Presidente di Italia Nostra, Edoardo Croci, ha consegnato il premio al Generale di Brigata Antonio Petti per il Comando dei Carabinieri TPC.
Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è stato istituito nel 1969, per favorire il recupero di beni culturali trafugati. Il Comando, inserito funzionalmente nell’ambito del Ministero della Cultura quale Ufficio di diretta collaborazione del Ministro, svolge compiti concernenti la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici. Il Comando svolge anche la funzione di raccolta dati e analisi dei fenomeni criminali legati al Patrimonio culturale. Composto da militari in possesso di qualificata preparazione, l’attuale articolazione prevede, a livello centrale, un Ufficio Comando, un Reparto Operativo con competenza sull’intero territorio nazionale per le indagini di più ampio spessore (a sua volta suddiviso in quattro sezioni Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte Contemporanea e Cyber Investigation) e, a livello periferico, 16 Gruppi Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con competenza regionale.
Motivazione
“È del 25 marzo 2025 la notizia che il Comando del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma insieme a quello del Nucleo di Cosenza hanno consegnato, al Direttore regionale Musei Nazionali Umbria, oltre duemila reperti archeologici, di provenienza eterogenea e di eccezionale valore storico, tra i quali figurano oggetti italici, etruschi, greci e magnogreci recuperati nell’ambito dell’indagine denominata “ACHEI”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone – ha sottolineato Croci leggendo la motivazione del premio – Un recupero che ha colpito l’opinione pubblica per la complessità del lavoro d’indagine ed il numero dei reperti ritrovati. Questo è solo uno dei tanti esempi di intervento del Gruppo Tutela che, accanto all’azione repressiva, svolge anche una meritoria azione divulgativa presso le scuole con incontri, conferenze e dibattiti e con pubblicazioni che usano il linguaggio più immediato dei fumetti, di fatto strumenti di educazione civica e culturale. Il riconoscimento di Italia Nostra va dunque all’impegno continuo, discreto ma efficace che dal 1969 il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale svolge, restituendo alla fruizione pubblica beni illecitamente sottratti, contribuendo anche a rafforzare il senso identitario della nostra cultura millenaria e a diffondere tra i cittadini – soprattutto tra i più giovani – una maggiore consapevolezza del valore della tutela”.
“Ringrazio il Presidente Croci per le belle parole con le quali ha descritto la nostra attività – ha detto Petti – abbiamo a cuore tutti i valori del patrimonio culturale italiano. Grazie a questo premio per la seconda volta, richiamo per svolgere la nostra attività nel migliore dei modi”.
Riccardo Iacona
Il consigliere nazionale Angelo Malatacca ha premiato il dottor Riccardo Iacona. Dal 1987 è approdato a Rai 3: collabora a programmi come Scenario (di Andrea Barbato), Duello, Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Tempo Reale (quest’ultimo con Michele Santoro). Nel 1996 lascia la Rai, insieme a Santoro, per approdare in Mediaset; è autore per Moby Dick e Moby’s su Italia 1. Ritornato successivamente in Rai, collaborando ancora con Santoro nei programmi Circus e Sciuscià. Iacona è noto per il giornalismo d’inchiesta e dal 2009 è autore e conduttore di Presa Diretta su Rai 3, programma di approfondimento giornalistico che analizza fenomeni sociali, politici, economici e culturali con ampio respiro.
Motivazione
“Con la sua attività ultradecennale ha dato voce a realtà spesso ignorate, portando alla luce ingiustizie sociali, ambientali e istituzionali con rigore, passione e coraggio – ha evidenziato Malatacca nella motivazione al premio – Attraverso programmi come “Presa Diretta”, Iacona ha denunciato con forza le infiltrazioni mafiose, la corruzione, gli abusi di potere, ma ha anche narrato le battaglie civili di cittadini, comitati e associazioni che si impegnano per la legalità, la tutela del territorio e dei diritti fondamentali. Le molte inchieste di Iacona hanno riguardato direttamente il degrado del patrimonio culturale italiano, il dissesto idrogeologico, l’inquinamento ambientale e le conseguenze della cattiva gestione del territorio. Iacona non si limita a informare: contribuisce a formare coscienze critiche, promuovendo il pensiero libero e l’impegno civico. Il suo modo di raccontare è diretto, rispettoso e sempre basato su fatti documentati. In un’epoca in cui l’informazione è spesso strumentalizzata, il suo lavoro rappresenta un faro di credibilità e indipendenza. Italia Nostra desidera riconoscere a Riccardo Iacona la sua capacità di raccontare quell’Italia “nascosta” che molto richiama lo spirito di Umberto Zanotti Bianco: uno sguardo attento, empatico e profondamente etico verso il Paese reale”.
“Un premio importante che testimonia che siamo entrati nel Paese e del quale vi ringrazio – ha detto Iacona – porterò questo premio oggi pomeriggio in redazione come testimonianza per l’impegno per continuare a raccontare il paese nella difesa dell’ambiente e del paesaggio, elemento che contraddistingue la ricchezza del nostro Paese. Una ricchezza che non hanno in tanti e che serve anche alla politica per far capire che non può essere sfruttato”.
Filippo Demma
L’Ing. Sergio Berlenghi, Responsabile Sostenibilità Aeroporti di Roma, ha consegnato il riconoscimento al dott. Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, dirigente ad interim dei Musei Nazionali di Matera. Nella sua lunga carriera è stato responsabile della tutela archeologica per i comuni di Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida, Pimonte, Agerola, Vico Equense, Meta di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense, Capri, Anacapri. Funzionario Archeologo in distacco presso il Parco Archeologico dei Campi Flegrei – Pozzuoli, successivamente ha prestato servizio presso la Soprintendenza Archeologica delle Marche – Ancona. Attivissimo funzionario ha preso parte a numerose commissioni e giunte; a tutt’oggi è membro della Giunta della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università della Tuscia a Viterbo.
Motivazione
“Archeologo di comprovata esperienza e profondo rigore scientifico – ha affermato Berlenghi esplicando le motivazioni per il premio – Filippo Demma si è distinto per l’instancabile impegno nel rilancio del Parco Archeologico di Sibari, uno dei siti più significativi della Magna Grecia, troppo a lungo trascurato. Grazie alla sua visione innovativa, il Parco ha conosciuto una nuova stagione di valorizzazione culturale, apertura al pubblico, integrazione con il territorio. Sotto la sua direzione, sono stati avviati importanti interventi di tutela e scavo, è stata migliorata l’accessibilità del sito, è stato promosso un dialogo virtuoso con le Comunità locali, le Istituzioni e il mondo Accademico. Il suo operato riflette appieno i valori che animarono l’azione di Umberto Zanotti Bianco: il rispetto per il patrimonio storico e paesaggistico, l’attenzione per il Mezzogiorno, la convinzione che la cultura sia un motore fondamentale per la crescita civile e sociale del Paese. Per l’insieme della sua attività scientifica e gestionale, e per il suo contributo esemplare alla salvaguardia e valorizzazione dell’eredità culturale italiana, Italia Nostra ritiene il dottor Filippo Demma meritevole di ricevere il Premio Umberto Zanotti Bianco”.
“E’ un onore per me essere accostato ad Umberto Zanotti Bianco – ha detto Demma – è un modo per riscoprire le radici di un Sud che era abbandonato provocandone il riscatto. Umberto Zanotti Bianco scava e trova Sibari, fonda scuole. Lavora con le comunità. Ed è quello che cerchiamo di fare anche noi. Proseguiamo la lotta per la tutela di queste aree con la collettività. Facciamo laboratori di formazione con i carabinieri e con comunità particolari, per esempio i detenuti che hanno lavorato insieme alle scuole. Perchè la formazione si fa suo campo e i beni archeologici sono strumenti attivi che devono servire per fare cultura sul solco di quanto diceva Zanotti. Abbiamo vinto un bando per un nucleo della biblioteca archeologica popolare che sarà dedicata ad Umberto Zanotti Bianco nel Museo di Sibari”.
Domenico Iannacone
Sandra Marraghini, consigliera nazionale di Italia Nostra, ha premiato il giornalista Domenico Iannacone. Inviato di punta di Ballarò e Presa diretta su RaiTre, di cui è stato anche autore, ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta I dieci comandamenti. Dal 2019 è in onda con Che ci faccio qui, uno tra i programmi di approfondimento più apprezzati dalla critica e più seguiti di RaiTre. Il suo lavoro si è spesso intrecciato con la difesa dell’ambiente e la salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali, temi al centro di inchieste che hanno fatto emergere la fragilità del territorio italiano e le ferite prodotte dall’illegalità, dalle ecomafie e da una gestione distratta del bene comune.
Motivazione
“Si riconosce il Premio Umberto Zanotti Bianco a Domenico Iannacone – ha affermato Marraghini leggendo le motivazioni del premio -quale riconoscimento per il suo straordinario impegno nel dare voce alle periferie d’Italia, ai diritti negati e alle storie invisibili del nostro tempo. Attraverso un linguaggio narrativo che coniuga rigore giornalistico e profonda umanità, Iannacone ha saputo raccontare il Paese reale con lucidità, empatia e coraggio civile. Con trasmissioni di grande impatto come “I dieci comandamenti”, “Che ci faccio qui” e numerosi reportage, ha affrontato con sensibilità e rispetto temi sociali, culturali e civili, restituendo centralità e dignità a persone e contesti spesso dimenticati. Per il suo approccio etico e la sua attenzione alla dimensione umana, che lo rendono una voce autorevole nel panorama del giornalismo italiano, in difesa del patrimonio culturale, Italia Nostra, con questo riconoscimento a Domenico Iannacone intende ribadire i comuni e condivisi principi democratici, etici e civili”.
“Grazie per questo conferimento che si sposa con i valori che ho cercato di portare avanti in questo anno. Per noi che facciamo questo lavoro è importante che ci siano le associazioni al nostro fianco. Italia Nostra è un punto di riferimento preciso. Noi spesso abbiamo bisogno delle associazioni per poter raccontare storie, anche le sedi di Italia Nostra ci hanno aiutato per stigmatizzare delle cose che non vanno e per proporre delle cose legate al cambiamento – ha detto Iannacone – ci tengo oggi a trattare un tema caro a tutto il territorio italiano di cui Italia Nostra è diventata una specie di sentinella, il consumo del suolo. Mentre noi stiamo qui parlando ogni 2 secondi vengono bruciati circa 5 metri quadri di suolo. C’è bisogno che ci sia attenzione da parte delle associazioni e delle istituzioni. Abbiamo bisogno di salvaguardare il futuro delle nuove generazioni”.
Le menzioni speciali
Fulvio Terzi
Purtroppo assente per ragioni di salute, a lui la menzione di merito di Italia Nostra.
Architetto, dal 1980 al 2008 lavora presso lo Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Calabria, ricoprendo negli ultimi anni il ruolo di architetto Direttore Coordinatore. Dal 2005 al 2012 è docente di Analisi delle costruzioni architettoniche nel Corso di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Calabria. Ha scritto numerosi articoli e saggi per riviste specializzate sui temi dell’architettura e dei Beni Culturali in Calabria. Ha pubblicato vari volumi, tra cui Centri storici di Calabria e Lucania, Il Castello svevo, Caserma difensiva di Cosenza nel XIX secolo; La Bella Terra; La città ripensata. Urbanistica e Architettura a Cosenza tra le due guerre; Dal complesso del Carmine alla caserma dei Carabinieri Paolo Grippo.
Motivazione
L’architetto Fulvio Terzi ha saputo coniugare, come pochi altri, il suo impegno di studioso con l’azione quotidiana nell’ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico della provincia di Cosenza, attività entrambe condotte ai massimi livelli. Il suo impegno costante alla trasmissione del sapere ed alla valorizzazione del patrimonio culturale, portato avanti con dedizione e serietà, è stato sempre sotteso alla crescita del capitale sociale della comunità calabrese. Italia Nostra desidera riconoscere a Fulvio Terzi i suoi tanti meriti scientifici e successi professionali, ottenuti anche per le indiscutibili qualità umane improntate alla generosità, passione, dedizione e correttezza, oltre che allo spiccato spirito di collaborazione dimostrati in ogni manifestazione della sua attività.
Domenico Minuto
Domenico Minuto è studioso di fama internazionale, autore di significative e puntuali pubblicazioni sulla storia e l’arte dal tardo antico al medio evo, con particolare attenzione alla civiltà ed all’architettura religiosa bizantina, nonché alla tradizione calabrese, specialmente grecanica. Inoltre, ha impegnato gran parte della sua attività scientifica al fine di promuovere leggi di tutela della cultura dei Greci di Calabria, con particolare attenzione alla lingua grecanica. Particolare attenzione anche alla divulgazione del patrimonio artistico calabrese finalizzata alla tutela e valorizzazione dello stesso. Membro della «Deputazione di Storia Patria per la Calabria», Socio fondatore del «Comitato Permanente degli Incontri di Studi Bizantini» e della “Comunità Bizantina San Cipriano di Reggio”, Socio dell’«Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici Bruno Lavagnini» di Palermo, Socio dell’Associazione «Amici del Museo» di Reggio Calabria e, infine Socio onorario di Italia Nostra, Reggio Calabria.
A consegnare il premio alla figlia Sara Elisabetta Minuto Rocci, il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Forestali Mirella Malvasi, già Premio Zanotti Bianco nel 2021.
Motivazione
“Fondamentale il suo impegno concreto e costante per il riconoscimento e la valorizzazione del “mondo dei Greci in Calabria”, – sottolinea Malvasi nella motivazione -una realtà territoriale localizzata a sud di Reggio Calabria, nella Bovesia, area oggi ricadente nel territorio metropolitano della città, caratterizzata dalla presenza della cosiddetta lingua grecanica o “greca di Calabria”. Una seconda motivazione, non meno importante, è l’impegno di Domenico Minuto per lo studio e la salvaguardia del patrimonio architettonico sacro di età bizantina. Italia Nostra vuole riconoscere allo storico la sua passione per gli studi, in cui rivede gli insegnamenti del cofondatore e primo presidente Zanotti Bianco, e anche per questo desidera ringraziare il professor Minuto per l’instancabile lavoro e la traccia indelebile che lascia nella storia della Calabria”.
“La cultura classica è una materia che si insegna non solo attraverso i testi ma anche attraverso la passione. Ho avuto modo di conoscere Umberto Zanotti Bianco attraverso le parole dei miei genitori – ha detto Sara Elisabetta Minuto – ha influenzato la mia carriera quando mi sono iscritto alla facoltà di archeologia e poi ho deciso di dedicarmi all’insegnamento”.
La Minuto ha poi proseguito leggendo un piccolo testo inviatole dal padre, “Sono stupito e commosso per l’assegnazione del premio Zanotti bianco che rende più vicino al mio cuore quell’uomo che ha soccorso la società calabrese rendendola non più “perduta gente” ma degna. In questa occasione oltre a ringraziare tutti i presenti alla cerimonia -rivolgo un commosso ringraziamento alle amiche della sezione reggina ed alla presidente Rossella Agostino”.
Irene Savino
A Irene Savino, la menzione alla memoria.
Docente, geologa, impegnata nella salvaguardia del territorio del Matese e della Valle del Tammaro. È stata redattrice di relazioni tecniche e cartografiche per la perimetrazione del Parco Nazionale del Matese nel 2019.
Ha svolto una intensa attività di volontariato nel rilevamento dei danni, pronto intervento e agibilità di edifici nell’emergenza post-sismica del terremoto del Molise del 2002. Già a fianco di Italia Nostra nel 2015, è stata co-fondatrice della sezione di Italia Nostra Matese-Tammaro nel 2021, dopo aver collaborato con comitati ed associazioni contro il deposito di ecoballe a Morcone e l’aggressione eolica.
A leggere la motivazione della menzione, il Presidente di Italia Nostra sezione Alto Tammaro, Davide Iannelli. Ha ritirato il premio, il marito Antonio Rocco Gazebo.
Motivazione
“Irene Savino nel 2023 è venuta a mancare all’affetto dei suoi cari, ma per tutti noi è sempre presente, come esempio straordinario di sostegno alla lotta delle comunità in difesa della Valle del Tammaro e del Matese, contro ogni speculazione. – ha sottolineato Marraghini – La competenza scientifica è stata la sua peculiarità: contestava i progetti speculativi con dati e analisi evidenziando la vulnerabilità idrogeologica dell’area, l’importanza delle falde che alimentano il fiume Tammaro e la delicatezza degli ecosistemi carsici. Negli ultimi anni, pur impegnata contro una malattia più forte di lei, non ha cessato di lottare ancora per i diritti civili, per il diritto delle donne alla prevenzione e alla salute, per il sostegno alla ricerca. Irene c’era sempre. Che si trattasse di animare escursioni, di elaborare documenti o partecipare a conferenze e manifestazioni, studiare mappe per il Parco Nazionale, fornire fotografie e idee per raccontare il Tammaro, arricchire Italia Nostra di una visione alta e lungimirante, capace di interagire con Istituzioni e altre Associazioni per superare localismi e divisioni. Italia Nostra rimpiange la sua figura di volontaria tenace, instancabile ed entusiasta organizzatrice di iniziative di grande successo”.

