Italia Nostra

Data: 30 Novembre 2010

Attenzione, l’Agenzia del demanio liquida edifici storici

“L’articolo de La Stampa riportato qui sotto documenta l’attività di liquidazione patrimoniale promossa dalla Agenzia del Demanio, in parallelo con i trasferimenti previsti dalla legge sul ‘federalismo demaniale’. E’ vero che il federalismo demaniale non coinvolge il patrimonio culturale. Tuttavia, il Codice dei beni culturali ammette tale liquidazione anche per i beni di cui sia stato verificato l’interesse culturale, ma a certe condizioni. Le operazioni descritte nell’importante articolo dovrebbero essere controllate dalle Direzioni regionali beni culturali, cui spetta l’autorizzazione accompagnata da vincolanti prescrizioni. Mi appello a tutti i soci, alle sezioni di Italia Nostra e a tutti i cittadini affinché vigilino attentamente”. Il presidente, Alessandra Mottola Molfino

“Il Demanio vende carceri e ville storiche”
Buoni guadagni anche per i comuni quando cambia la destinazione d’uso. Finora incassati più di 150 milioni di curo

di Stefano Cosenz ( da “La Stampa” del 29/11/2010)

Venti di cambiamento nelle strategie dell’Agenzia del Demanio per la gestione dei beni immobili dello Stato. Mentre durante il governo Prodi il fiore all’occhiello dell’Agenzia era rappresentato dallo strumento della concessione, che ha visto per esempio cedere per 50 anni la Villa Tolomei sulle colline di Firenze alla Sogea, all’Isotel e all’Exen per un canone annuo di 150 mila euro, con l’obiettivo di restaurare e trasformare la villa in un albergo di lusso, ora la concessione sarà solo applicata ai beni dello Stato che non è possibile vendere e che rimangono sotto la tutela dei Beni culturali. L’ordine di scuderia in vigore dal 2009 è quello di vendere gli asset non strategici, non più utili a fini governativi, ponendoli sul mercato per una più proficua valorizzazione da parte dei privati. Il patrimonio già posto in vendita ha raggiunto finora i 221 milioni di euro (circa il 7% dell’intero patrimonio disponibile alla vendita). Malgrado la crisi immobiliare del mercato italiano ed escludendo la Regione Abruzzo coinvolta negli eventi sismici, sono stati venduti beni con effettivo incasso a favore dello Stato per un totale di 154 milioni di euro (dato ancora non definitivo), pari intorno al 70% del messo in vendita, riuscendo così a triplicare i 53 milioni incassati nel 2008. Quest’anno invece sono stati incassati 58 milioni di euro, ma importanti operazioni di vendita sono ancora in corso. E i primi beni a finire in mani private sono le ex caserme e un ex carcere.
A luglio scorso, l’ex Caserma Gnutti (vedi foto, ndr.) nel centro storico di Brescia – 7.000 mq interni e 1.344 esterni -, antico edificio che fu prima monastero dei Padri Somaschi e poi edificio militare dal 1874 al 1996, è stata aggiudicata in gara alla Nibofin srl, immobiliare del gruppo valsabbino Fondital per oltre 9,1 milioni contro una base d’asta di 8,47 milioni. Un buon affare anche per il Comune, al quale spettano 1.270.000 euro dei 9,1 milioni. In base al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2007 dal ministero dell’Economia e dal Comune, all’ente locale sarebbe andata una quota degli importi in caso di cambio di destinazione d’uso per le strutture dismesse dalla Difesa e cedute e terzi. Dalla gara della caserma bresciana è stata esclusa l’attigua chiesa di San Bartolomeo, trasformata in arsenale in epoca napoleonica, che sarà ceduta gratuitamente al Comune e forse destinata a una galleria staccata della vicina Pinacoteca Tosio-Martinengo.
Mentre si è appena chiusa la gara a base libera per la Caserma Flores di Bergamo, con la presentazione di due offerte, un altro fabbricato ex militare di Bergamo andrà all’asta il 14 dicembre. Si tratta della ex Caserma Scotti, già Villa La Zogna, su due livelli fuori terra adibita un tempo a ospedale militare e poi a caserma, in zona semicentrale: risale al XVI secolo come villa padronale dei Cassotti De’ Mazzoleoni, passata poi agli Albani e poi ai Suardi e nel 1885 trasformata in ospedale militare. Fanno parte del compendio tre fabbricati minori d’epoca recente disposti lungo il perimetro con affaccio su strada e un solo piano fuori terra. Il compendio a cui è stato già attribuita la nuova destinazione urbanistica si estende su 3.211 mq con una superficie utile lorda di 2.920 mq: la sua base d’asta è di 2.424.000 euro.

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