Italia Nostra

Data: 7 Agosto 2011

Continua la “saga” del ponte sullo Stretto

Continua la “saga” del ponte sullo Stretto. Malgrado tutto. Malgrado la sonora bocciatura della Corte dei Conti, malgrado il fatto che l’unione Europea si accinga a cancellare qualsiasi contributo per la costruzione di un’altra grande opera inutile: il ponte – appunto. A settembre la decisione definitiva. All’attenzione della Commissione Europea c’è una proposta che ridefinisce i grandi corridoi per lo spostamento di uomini e merci. La priorità non andrebbe più all’asse Berlino-Palermo, bensì all’asse Helsinki-Valletta.
In tale contesto il “via libera” – dal Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina – al progetto definitivo del ponte. Aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi l’investimento complessivo per nuove opere richieste dagli Enti locali, adeguamenti alle nuove norme tecniche e ottimizzazioni progettuali. Secondo la società Stretto di Messina Il piano economico finanziario approvato “conferma l’obiettivo di minimizzare i contributi statali e assicurare il più ampio coinvolgimento dei privati nel progetto”, con la raccolta sui mercati finanziari di oltre 4 miliardi di euro.
L’amministratore delegato della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, spiega che, “escludendo le nuove opere, il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto al progetto preliminare”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, giudica “l’approvazione del progetto definitivo un’altra tappa importante verso la realizzazione di un’opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il governo considera una priorità. Oltre al fatto che migliorerà il sistema dei trasporti e che darà impulso all’economia non solo di Sicilia e Calabria ma dell’intero Paese, proiettandolo nel contesto mediterraneo con più forza. E, secondo stime caute, creare circa 40.000 posti di lavoro l’anno”.
Insorgono  – di contro – i Verdi: “È indecente che il governo voglia buttare a mare 8,5 miliardi per un’opera inutile e dannosa per l’ambiente”, mentre il Pd con Ermete Realacci sostiene che per il ponte “non c’è un euro e nemmeno un vero project financing”.
A quanto pare, assieme al progetto del ponte, sono stati approvati i 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Il piano è all’esame di consulenti finanziari, legali e per le analisi del traffico, che hanno già espresso una prima valutazione positiva su presupposti e metodi. “Prossime tappe – spiega Ciucci – sono l’apertura della Conferenza dei Servizi per avviare la procedura prevista dalla Legge Obiettivo, che si concluderà con l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe”.
La tempistica prevede a dicembre 2011 il completamento dei lavori dell’opera propedeutica ferroviaria a Cannitello; a febbraio 2012 l’approvazione del Cipe e il contestuale avvio della gara per il reperimento dei finanziamenti; a metà 2012 la progettazione esecutiva e l’apertura dei cantieri principali; a fine 2018 il completamento dei lavori.
Il ponte sullo Stretto di Messina vanta già, sulla carta, alcuni record: 3.300 metri campata centrale (1.991 quelli dell’ Akashi Bridge, in Giappone); 60,4 metri larghezza dell’impalcato (41 metri per il Tsing Ma Bridge, di Hong Kong); 399 metri altezza torri (297 quella dell’Akashi Bridge). “Con la sua realizzazione – afferma una nota della Stretto di Messina spa – la riduzione dei tempi di percorrenza sarà di 1-1,5 ore per gli automezzi e 2 ore per i treni.
Riguardo alla portata stradale e ferroviaria sono previsti: 6 corsie stradali, 3 per ciascun senso di marcia (veloce, normale, emergenza); 2 corsie stradali di servizio; 2 binari; 6.000 veicoli/ora; 200 treni/giorno. Sono inoltre previsti 20,3 km di collegamenti stradali (9,9 in Calabria e 10,4 in Sicilia) e 20,2 km di collegamenti ferroviari (2,7 km in Calabria e 17,5 in Sicilia).

Leandro Janni

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