Italia Nostra

Data: 2 Marzo 2022

Europa Nostra in solidarietà con l’Ucraina

L’Aia/Bruxelles, 25 Febbraio 2022 Europa Nostra, la voce europea della società civile impegnata nel patrimonio culturale, condanna fermamente la brutale invasione da parte dell’esercito russo dell’Ucraina, un paese europeo indipendente e sovrano, in palese violazione del diritto e dell’ordine internazionale.

Piangiamo le perdite umane e sosteniamo fermamente i cittadini ucraini che oggi devono affrontare sofferenze e difficoltà. All’unisono con molte voci provenienti da un mondo democratico, Europa Nostra chiede quindi la fine immediata di questo atto di aggressione inaccettabile e il ripristino della pace in Europa. Questo è il momento in cui dobbiamo ricordare che l’intero progetto europeo si basa su una serie di valori fondamentali: i valori della pace, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto della nostra storia e del nostro patrimonio culturale comune.

L’invasione russa dell’Ucraina rappresenta la negazione di questi valori e quindi dovrebbe essere intesa come un attacco a tutti noi che amiamo questi valori. Sono il risultato di lezioni che il nostro continente, comprese Ucraina e Russia, ha imparato a proprie spese nel corso dei secoli, durante le ore più buie della nostra storia. Per questo non dobbiamo permettere che i demoni del passato si impossessino della nostra Europa e del nostro Pianeta.

Siamo a conoscenza delle manifestazioni contro la guerra organizzate in varie città della Russia e plaudiamo ai cittadini e alle organizzazioni della società civile in Russia che si oppongono alla decisione degli attuali leader politici e militari russi di invadere un paese vicino. Ciò richiede un ammirevole atto di coraggio poiché un governo che non ha riguardo per i diritti degli altri non rispetta nemmeno i diritti fondamentali e la libertà del proprio popolo.

Tuttavia, il futuro della Russia non può essere costruito fuori o contro l’Europa, ma con l’Europa, di cui i suoi cittadini rimangono parte integrante, per la loro storia e cultura che condividono con altri paesi e comunità in Europa. Per quanto possa sembrare difficile oggi, dobbiamo utilizzare il nostro patrimonio culturale comune – con tutte le sue diversità e specificità – come un solido ponte per sanare ferite o eventuali risentimenti e promuovere il senso di unione invece di usarlo come “arma” per le divisioni, manipolazioni e odio, che portano alla guerra, al dolore e alla distruzione.

Consapevoli delle gravi minacce al patrimonio culturale derivanti dalle operazioni militari in corso in Ucraina, sosteniamo gli appelli già lanciati dall’UNESCO, dall’ICOMOS e dall’ICOM per il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare la Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di Conflitto Armato e i suoi due Protocolli (1954 e 1999), atti a garantire la prevenzione dei danni al patrimonio culturale in tutte le sue forme e per il pieno rispetto della Convenzione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO del 1972 e della Convenzione dell’UNESCO del 2003 per la salvaguardia dei beni culturali immateriali Eredità.

Sosteniamo inoltre gli appelli contro qualsiasi contrabbando illegale di materiali culturali ucraini, che sono protetti dalla Convenzione dell’UNESCO sul divieto e sull’importazione, l’esportazione e il trasferimento illeciti di proprietà dei beni culturali, e la Convenzione UNIDROIT del 1995 sul furto o l’esportazione illegale di beni culturali. Siamo pronti a lavorare attivamente con i nostri numerosi partner internazionali ed europei, nonché con i nostri membri e altri stakeholders nella regione e oltre per fornire tutta l’assistenza necessaria ai nostri concittadini europei in Ucraina.

Lo faremo a difesa delle loro vite e del loro ricco patrimonio culturale (compresi 7 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, come la Cattedrale di Santa Sofia e i relativi edifici monastici a Kiev e l’insieme del centro storico di Leopoli) che è parte integrante del patrimonio culturale comune dell’Europa ma oggi è anche gravemente minacciato dall’invasione russa. Siamo anche solidali con tutti coloro che in Russia chiedono la fine di questo attacco.

Per leggerlo in originale: cliccare qui
Traduzione a cura di Matilde Spadaro

 
 
 
 

 

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