Italia Nostra

Data: 20 Giugno 2010

Firma per l’acqua bene comune

L’acqua è per Italia Nostra un bene comune da sempre oggetto di interesse e di tutela. Per questo motivo Italia Nostra ha espresso nel Novembre scorso viva preoccupazione per l’approvazione del Decreto Legge n° 135 del 25 Settembre 2009 (Decreto Ronchi). Come già avviene per altri beni comuni come l’aria, il paesaggio, i beni culturali ecc. non esistono fondati motivi per ritenere che la gestione dell’acqua sia obbligatoriamente privata. L’accesso all’acqua deve essere considerato un diritto fondamentale perché elemento indispensabile alla vita. Per questa motivazione la nostra Associazione assicura la propria adesione e il proprio sostegno alle azioni condotte dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Se è vero che la gestione pubblica del sistema idrico (ancora maggioritaria nel paese) non ha impedito enormi sprechi e inefficienze (il 34% dell’acqua viene disperso da una rete di acquedotti ormai vetusti), è anche vero che il semplice affidamento a società private non risolverà il problema. Al perdurante spreco di questo bene essenziale si è andato assommando un aumento considerevole delle tariffe in alcuni comuni gestiti da operatori francesi e spagnoli. Un aumento di costi di questo genere, associato in alcune regioni al perdurare di una qualità scadente dell’acqua erogata dagli acquedotti locali, può incentivare ancor più il già altissimo consumo di acqua in bottiglia da parte delle famiglie italiane.

La liberalizzazione dei servizi pubblici locali, in una realtà come quella italiana carente di regole e controlli, può facilmente tradursi in una anomala concentrazione di grandi operatori, nell’entrata in scena di speculatori che comprano indebitandosi e poi non investono, o peggio ancora nell’infiltrazione della malavita in questo settore, specie in alcune regioni ad altissimo rischio criminalità.

Per tale ragione Italia Nostra chiede che la proprietà pubblica ed il governo dell’acqua non sia solo una dichiarazione di principio inserita nel decreto Ronchi, ma che a tale dichiarazione si dia seguito con la costituzione di un’Authority nazionale e di organismi locali che, in applicazione del principio costituzionale di sussidiarietà, vedano coinvolte nel controllo della gestione le associazioni ed i comitati che in questi anni si sono mobilitati per la tutela dell’acqua pubblica.

La Presidente
Alessandra Mottola Molfino

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