Italia Nostra

Data: 7 Dicembre 2010

I demani marittimo e idrico restino allo Stato

Italia Nostra intende impugnare davanti al giudice amministrativo (insieme alle altre associazioni che condividono la stessa preoccupazione) i decreti del presidente del consiglio che entro questo dicembre disporranno i trasferimenti alle regioni dei beni del demanio marittimo ed idrico, per sollevare nei conseguenti giudizi la questione di legittimità costituzionale delle norme che questo trasferimento prevedono. Lo ha annunciato per conto della presidenza di Italia Nostra Giovanni Losavio durante il Convegno “La demanialità tra presente e futuro” che si è tenuto presso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Venezia, 4 e 5 novembre 2010.

I trasferimenti dallo Stato alle regioni derivano dal decreto 85 del 28 maggio 2010, che dà la prima attuazione alla delega conferita al governo dalla legge 5 maggio 2009, n. 42 “in materia di federalismo fiscale”, limitatamente alla attribuzione (prevista dall’art. 19 della stessa legge) a regioni ed enti locali di “un proprio patrimonio”, essendo espressamente esclusi dal trasferimento i beni di rilevanza nazionale, “ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale”.

Correttamente il decreto legislativo conferma l’esclusione dal trasferimento di tutti i beni che costituiscono “il patrimonio culturale” nel quale il “codice” comprende non soltanto i beni culturali in senso proprio (e cioè tutti i beni dello stato la cui esecuzione risalga ad oltre cinquant’anni quando non sia intervenuta una esplicita verifica negativa dell’interesse culturale), ma pure i beni paesaggistici e dunque tutti gli immobili dello stato che ricadono nelle vaste zone tutelate per legge (come, innanzitutto, i territori costieri, i fiumi torrenti e corsi d’acqua che compongono il sistema idrografico, con le aree laterali).

Il decreto legislativo n. 85 del 2010 attribuisce alle singole regioni che si affacciano sul mare la porzione corrispondente del demanio marittimo (con limitate riserve all’appartenenza statale) e a tutte le regioni e in parte alle province i beni del demanio idrico, con le eccezioni di fiumi e laghi di ambito sovraregionale.

Una simile attribuzione, a giudizio di Italia Nostra, eccede palesemente la delega della legge 42/2009, perciò disattende per più ragioni l’art. 76 della Costituzione, e in ogni caso ne viola i principi fondamentali degli articoli 2 e 3:

  • perché la delega riguarda i beni del “patrimonio” nel quale non sono compresi i beni demaniali;
  • perché i beni del demanio marittimo ed idrico, parte essenziale dei territori costieri e del sistema idrografico tutelati per legge, come beni paesaggistici compongono il patrimonio culturale, espressamente escluso dal trasferimento;
  • perché il demanio marittimo, come sistema geomorfologico unitario, per sua costituzione fisica ha inscindibile dimensione nazionale, non è suscettibile di frammentazione in ragione della posizione geografica entro i confini della singola regione e dunque necessariamente rientra nelle tipologie di beni di rilevanza nazionale espressamente esclusi dal trasferimento; e rilievo non dissimile vale per il sistema idrografico del paese;
  • perché il demanio marittimo (e così il demanio idrico) come sistema strutturalmente unitario e riconosciuto bene comune è imputabile alla collettività nazionale e su di esso si esercitano i diritti fondamentali della persona, sicché non può darsi la sua scomposizione in porzioni distinte per il trasferimento alle singole regioni di appartenenza territoriale, perché separatamente ne dispongano “nell’interesse” e “a vantaggio” esclusivi delle rispettive collettività rappresentate, con l’effetto di ledere con i diritti fondamentali della persona il principio di eguaglianza tra i cittadini (ai quali, indipendentemente dal rapporto di residenza – e pure in regione che non affaccia sul mare -, deve essere garantito il pari diritto di fruizione rispetto all’intero sviluppo dei demani marittimo ed idrico).

Per approfondire leggi il testo della Relazione sul federalismo demaniale.

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