Italia Nostra

Data: 4 Maggio 2011

La Carta di Ninfa e l’importanza della biodiversità

La Carta di Ninfa promossa dalla Fondazione Caetani è un bell’esempio di come si possa tradurre nelle singole realtà territoriali l’impegno assunto dai paesi che hanno sottoscritto la Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro del 1992. L’art. 6 di tale Convenzione stabilisce che ciascuna Parte contraente dovrà elaborare strategie, piani e programmi nazionali volti a garantire la conservazione e l’utilizzazione durevole della diversità biologica e dovrà integrare per quanto possibile e opportuno la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità nei pertinenti piani, programmi e politiche settoriali.

L’Italia ha recepito tale impegno dapprima con la ratifica della convenzione avvenuta con la Legge n. 124 del 14 febbraio 1994 e poi con l’approvazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità da parte della Conferenza Stato-Regioni il 7 ottobre 2010.

La Carta di Ninfa è l’occasione per ricordare l’importanza del tema della biodiversità che sempre più in futuro dovrà assumere un ruolo centrale nella programmazione e gestione delle politiche pubbliche e ambientali.

La struttura della Strategia Nazionale per la biodiversità si fonda sulla seguente dichiarata visione: “la biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale”.

La Strategia indica i seguenti obiettivi strategici:

Obiettivo Strategico 1

Entro il 2020 garantire la conservazione della biodiversità, intesa come la varietà degli organismi viventi, la loro variabilità genetica ed i complessi ecologici di cui fanno parte, ed assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla Terra e per il benessere umano.

Obiettivo strategico 2

Entro il 2020 ridurre sostanzialmente nel territorio nazionale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, definendo le opportune misure di adattamento alle modificazioni indotte e di mitigazione dei loro effetti ed aumentando le resilienza degli ecosistemi naturali e seminaturali.

Obiettivo strategico 3

Entro il 2020 integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore, anche quale opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale, rafforzando la comprensione dei benefici dei servizi ecosistemici da essa derivanti e la consapevolezza dei costi della loro perdita.

Il conseguimento degli obiettivi strategici viene affrontato in 15 aree di lavoro:

  1. Specie, habitat, paesaggio; 2. Aree protette; 3. Risorse genetiche; 4.Agricoltura; 5.Foreste; 6.Acque interne; 7.Ambiente marino; 8.Infrastrutture e trasporti; 9.Aree urbane; 10.Salute; 11. Energia; 12.Turismo; 13. Ricerca e innovazione; 14. Educazione, informazione, comunicazione e partecipazione; 15.L’Italia e la biodiversità nel mondo.

L’elenco rende evidente quanto vasto sia il campo di intervento della Strategia e quanto importante sia il tema della biodiversità per il pianeta, per il nostro paese e per tutti coloro che si occupano di tutela dell’ambiente.

Di particolare interesse nella Carta di Ninfa è il passaggio nel quale si ricorda che spetta “alle Fondazioni, alle Associazioni culturali e ad altri soggetti operanti sul territorio il compito di concorrere, in base all’articolo 118, comma 4, della Costituzione della Repubblica Italiana, con detti soggetti istituzionali, allo ‘svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà’”.

La Strategia Nazionale prevede, infatti, che la predisposizione, l’attuazione e l’aggiornamento della stessa richieda “un approccio multidisciplinare ed una forte condivisione e collaborazione tra i decisori politici e le Amministrazioni centrali e regionali, con il supporto del mondo accademico e scientifico, raccogliendo le istanze dei portatori di interesse, in modo da favorire lo sviluppo sociale culturale ed economico, conseguendo al tempo stesso gli obiettivi di conservazione della  biodiversità.

In chiusura non si può che condividere la parte finale della Carta di Ninfa, cioè che “è illusorio ritenere che si possa uscire dalla crisi tornando al passato” e che occorrono nuovi strumenti normativi e di intervento a sostegno della biodiversità e della sostenibilità ambientale: “il compito non è facile né di immediata realizzabilità. Ma ad esso non vi è alternativa”.

Urbano Barelli, Consigliere nazionale Italia Nostra

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