La memoria che parla: musei, traumi e restauri nel quarto incontro di “Tessere il futuro”. Nel corso del quarto incontro del corso di formazione organizzato da Italia Nostra, Irene Baldriga ed Eliana Billi, Università Sapienza di Roma, hanno offerto una riflessione lucida e attualissima sul ruolo del patrimonio culturale come strumento di memoria e responsabilità collettiva. Al centro della loro trattazione il ruolo del museo e le numerosissime implicazioni delle sue funzioni scandite nel corso del tempo.
Il museo come “macchina della memoria”
Baldriga ha sottolineato come viviamo in un’epoca segnata da una “quasi ossessione per il memoriale”, in cui il passato rischia di essere ritualizzato e svuotato di significato.
“Noi viviamo in una situazione di quasi ossessione per il fenomeno del memoriale e della memoria – ha sottolineato Baldriga – cioè il passato sempre di più diventa una sorta di costante preoccupazione di gestione, ma soprattutto di perdita della memoria stessa”. Il museo, ha spiegato, può diventare proprio il luogo in cui questa memoria prende forma, “(…) Il museo è la macchina che può aiutarci a esercitare il lavoro della memoria”. La studiosa ha messo in guardia dal rischio di spettacolarizzare la storia, citando la replica americana della Casa di Anne Frank, “L’autenticità del luogo è fondamentale: offrire una replica abitata da oggetti immaginari significa offrire solo un’illusione”.
Quando il patrimonio è “scomodo”
A seguire Eliana Billi ha affrontato il tema delle eredità difficili, come le opere realizzate durante il fascismo, raccontando la sua esperienza con il restauro del grande murale di Mario Sironi all’Aula Magna della Sapienza soffermandosi sulla necessità di “entrare nel nucleo” di un passato recente e indubbiamente scomodo, penetrandolo nelle sue diverse sfaccettature. Il patrimonio difficile va affrontato non nascosto: raccontarlo significa liberarlo e liberare noi come cittadini. “Roma è una città che ci parla moltissimo di questo. pensiamo appunto al al Foro Italico, pensiamo all’EUR, pensiamo anche alla città universitaria dove io e Irene Baldriga lavoriamo. scenari, quindi del nostro vivere quotidiano che ci interrogano continuamente, ci portano a fare i conti con questa con queste tracce del passato che possono essere divisive per le comunità di fruizione. Molti sono stati gli studi che hanno recentemente fatto il punto su questa questione”.
La riflessione si è poi allargata a come l’arte contemporanea possa svolgere un ruolo chiave nel reinterpretare simboli controversi, trasformando luoghi di conflitto in spazi di dialogo. Il concetto centrale è racchiuso nella concezione ampliata di un patrimonio culturale composto non solo di opere e monumenti ma di “(…) memoria, di scelte, di responsabilità. E di come decidiamo di raccontare – e affrontare – il nostro passato”.
Il prossimo appuntamento avrà luogo martedì 24 febbraio 2026.
Le biografie
Irene Baldriga insegna museologia e politiche del Museo Patrimonio e Cittadinanza presso l’Università Sapienza, è delegata della rettrice per il Public Engagement, ricercatore esterno del gruppo ISAR.
Eliana Billi insegna teoria e storia del restauro, storia delle tecniche artistiche e storia del falso. E’ membro anche lei del collegio del dottorato in storia dell’arte della Sapienza ed è referente d’ateneo per le attività di catalogazione e conservazione del patrimonio artistico della città universitaria in collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro.



