Italia Nostra

Data: 26 Maggio 2022

La pista da Bob a Cortina non si deve fare. La partita è ancora aperta

 

L’articolo del FATTO QUOTIDIANO di mercoledì 25 maggio in modo chiaro ed inequivocabile, porta a conoscenza di un vasto pubblico di lettori a livello nazionale la grande forzatura che sta dietro la scelta del Governo di finanziare in toto il rifacimento della pista da bob di Cortina d’Ampezzo e che Italia Nostra, Mountain Wilderness e i Comitati ambientalisti del Cadore da più di un anno stanno denunciando nei loro comunicati stampa: il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) è sempre stato contrario alla pista da bob a Cortina, la cui riqualificazione è stata decisa arbitrariamente 

Nella petizione online, che al momento ha raccolto più di 3.700 firme, nella lettera al Presidente del Consiglio e al Ministro Cingolani, come pure nella recente nota inviata al CIO abbiamo espresso con chiarezza i motivi della nostra contrarietà a questo intervento che tutto sarà meno che sostenibile, con il rischio che la pista dopo i Giochi diventi l’ennesima cattedrale nel deserto. Grazie alla puntigliosa ricerca della consigliera regionale Cristina Guarda, siamo venuti a conoscenza dello scambio di comunicazioni intercorso con la Regione Veneto in cui il Presidente del CIO, Thomas Bach ha rimarcato ripetutamente la sua contrarietà all’intervento per i costi eccessivi e per il rischio che la sua realizzazione potrebbe mettere a repentaglio la sostenibilità dei Giochi descritta nella Olympic Agenda 2020.

L’opera è un grave errore e produrrà un danno indicibile all’ambiente e al paesaggio di Cortina. Un errore dovuto alla scelta avventata di chi senza conoscere lo stato dei luoghi ha deciso di inserirla nel Dossier Olimpico, ovvero: lo staff del CONI capitanato da Diana Bianchedi, come dichiarato nell’incontro di presentazione dei Giochi lo scorso 11 maggio a Cortina. Su questa scelta sbagliata ha avuto buon gioco la Regione Veneto che, con la complicità della Lega e di quasi tutte le altre forze politiche, ha ottenuto dal Governo il finanziamento di 61 milioni di euro e il commissariamento dell’opera.

La Fondazione Milano Cortina 2026, organizzatrice dei Giochi dà per scontato che la pista sarà realizzata. Secondo noi, considerato che l’iter procedurale di approvazione e realizzazione dell’intervento è in fortissimo ritardo, c’è la possibilità che l’opera non sia realizzata in tempo per le Olimpiadi. Oltretutto il progetto dovrebbe essere sottoposto a VIA, con la conseguenza di dilatare le procedure.

A nostro avviso ci sarebbero due soluzioni per evitare lo scempio ambientale della conca ampezzana, lo spreco di denaro pubblico, oltre alla figuraccia che la pista non sia pronta per i Giochi:

1. spostare le gare sull’esistente pista di Innsbruck, con costi per l’adeguamento ai parametri olimpici e tempi di realizzazione nettamente inferiori;

2. rinunciare a disputare le gare di scivolamento, come già successo a Squaw Valley nel 1960, dove la pista da bob non esisteva e gli organizzatori ritennero opportuno non costruirla.   

La partita è ancora aperta. Dal canto nostro continueremo a fare il possibile per impedire che la vecchia pista da bob “Eugenio Monti” venga demolita per far posto ad un’opera mastodontica di cemento e acciaio.

Belluno, 26 maggio 2022             

 

           Italia Nostra – Sezione di Belluno

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