Italia Nostra

Data: 29 Maggio 2020

Olivo della “Madonna”: ecco la mappatura in Calabria

 

La varietà di olivo che al momento dell’invaiatura muta le drupe da verdi in bianche è la olea europaea variante leucocarpa ovvero il cosiddetto “olivo della Madonna” per come più propriamente è noto nella tradizione popolare calabrese. Fino dal 2017, momento in cui è iniziata questa mia ricerca, le pochissime attestazioni della presenza della varietà, sembravano rimandare in particolare alla zona ionica reggina con ancora più scarsi indizi nella provincia di Cosenza. Se per il reggino le notizie erano che i pochi alberi antichi identificati, erano stati distrutti dagli incendi per la provincia di Cosenza le cose non sembravano essere andate molto meglio.

Partendo dall’associazione tra la assenza di notizie scientifiche sulla diffusione della varietà, indizi geografici così “anomali” sulla sua presenza e dati sconfortanti sullo stato di salute del secolare ha preso le mosse questa ricerca. Il fine principale di questa ricerca che da subito ha “stuzzicato” profondamente la mia curiosità da archeologa è quello di tentare di “ricostruire” la storia dell’albero partendo da dati certi acquisiti grazie dalla mappatura del secolare. 

Allo stato attuale della ricerca, dopo tre anni di lavoro condotto in collaborazione con l’Archeoclub, Italia Nostra e il WWF, siamo arrivati a comprendere che, non manca traccia della cultivar in nessuna delle cinque province calabresi essa è infatti presente in 80 dei comuni della regione. Se questo è un dato incoraggiante per la ricostruzione della storia dell’albero sono più che mai convinta che per riuscire a “identificare” complessivamente tutte le “vie” attraverso le quali l’albero ha trovato una così vasta diffusione diventa indispensabile mappare ancora più capillarmente il secolare della cultivar ovunque esso sia nell’ambito della regione Calabria. Considerata poi la rarità di questa cultivar, da legare oggi nello specifico allo scarso interesse a scopo alimentare delle sue drupe, diventa ancora più urgente “costruire” una carta di distribuzione del secolare e quindi procedere a una messa in protezione delle piante altrimenti in balia della volontà dei singoli. 

Al fine di inquadrare puntualmente la storia della varietà, per riuscire a salvare dall’oblio  questo incredibile e multiforme “frammento” della storia culturale della Regione e della sua incredibile quanto ignorata biodiversità si chiede il sostegno di quanti abbiano notizie  dell’esistenza del secolare della olea europaea var. leucocarpa.

Anna Maria Rotella

Socio onorario Italia Nostra

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