Italia Nostra

Poligono di tiro in Val Badia: il TRGA di Bolzano annulla il via libera del Comune di Badia e accoglie il ricorso di Italia Nostra. Salva l’area di Sciarè

30 Luglio 2026
montagna, foto M. Spadaro

Si chiude con un successo pieno una delle vertenze ambientali più significative degli ultimi anni. Con la sentenza n. 17/2026 il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TRGA) di Bolzano ha dato ragione a Italia Nostra, cancellando le delibere con cui il Comune di Badia aveva dato il via libera a un poligono per il biathlon nella zona di Sciarè, a San Cassiano, in Alto Adige. Per l’Associazione è una vittoria che mette al riparo, insieme, il paesaggio e il rispetto delle regole amministrative. Il ricorso dell’Associazione ha messo in luce i profili di illegittimità di un intervento capace di produrre una “trasformazione radicale” di un ambiente montano di grande valore, collocato oltre i 1.600 metri di quota e distante appena 500 metri dal Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, inserito nella Rete Natura 2000.

 

Chiusa così la vicenda giudiziaria

Il pronunciamento chiude una vicenda giudiziaria che si trascinava da tempo e che aveva già registrato un passaggio decisivo nel 2024. In quell’anno, con la sentenza n. 238/2024, lo stesso TAR di Bolzano aveva preso atto della scelta del Comune di Badia di ritirare autonomamente i propri primi provvedimenti. Dopo il ricorso iniziale di Italia Nostra, infatti, l’ente locale era stato indotto a tornare sui propri passi, ammettendo l’incoerenza di un piano che, pur contemplando il poligono, fissava un “indice di edificabilità pari a zero” ed escludeva così, di fatto, qualsiasi manufatto stabile. Quel primo stop non aveva però fermato l’amministrazione, che aveva cercato di andare avanti puntando a volumi fino a 500 m³ e ad altezze di 7 metri.

 

L’impegno di Italia Nostra

Sul territorio la vicenda è stata seguita sin dall’inizio dalla sezione altoatesina dell’Associazione e dal suo Presidente Onorario, Stefano Novello, per il quale “la tutela di un ecosistema fragile non può essere aggirata”: un risultato importante — ha osservato — non soltanto per Italia Nostra, ma per l’intera collettività, del tutto in linea con quanto già affermato nel 2024.

“Il principio affermato dai giudici è netto: chi propone un’opera non può essere al tempo stesso l’autorità che decide di sottrarla alla valutazione ambientale. Tenere distinti ‘controllore’ e ‘controllato’ è ciò che garantisce l’imparzialità e l’autonomia del giudizio tecnico: per questo il suo valore va oltre l’Alto Adige e riguarda ogni area protetta del Paese. Rivolgo il mio apprezzamento alla sezione di Bolzano e a quanti si sono spesi in questi anni.” Dichiara il Presidente nazionale di Italia Nostra Edoardo Croci.

 

La Giunta Comunale non ha titolo per l’esclusione sulla VAS

La pronuncia del 2026 ha invece fissato un paletto di trasparenza non aggirabile: la Giunta comunale non aveva titolo per decidere l’esclusione dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Per i giudici, chi propone il piano sul piano politico non può al tempo stesso essere l’autorità chiamata a giudicarne la sostenibilità ambientale, perché sovrapporre “controllore” e “controllato” svuota di senso ogni valutazione tecnica autonoma. Una garanzia di imparzialità che vale per ogni intervento in area protetta.