Italia Nostra

Data: 19 Settembre 2012

Porto di Scalea, accolto il ricorso di Italia Nostra

Il 14 settembre scorso si è conclusa presso il Tar di Catanzaro la fase cautelare del giudizio avente ad oggetto il procedimento amministrativo concernente l’approvazione del progetto per la costruzione del porto Torre Talao.

Il ricorso è stato instaurato dall’associazione nazionale Italia Nostra Onlus, per il tramite dell’Avv. Marcello Nardi, nel mese di febbraio 2012. Inizialmente si impugnava la Valutazione d’Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione Calabria e pubblicata sul Burc del 24 ottobre 2011.

Si evidenziavano, tra le altre cose, le problematiche legate al dissesto idrogeologico poiché che dal progetto definivo era letteralmente scomparso il canale Sallegrino, per il quale l’Autorità di Bacino Regionale, in un parere rilasciato nel corso dell’iter amministrativo, ne aveva prescritto la deviazione a nord del porto. Imponendo anche la realizzazione di una serie di studi per prevedere, in futuro, l’andamento delle acque. Né la deviazione, né gli studi idrogeologici sono stati approntati. Pertanto non si sa come tale canale verrà gestito in futuro. Cosa alquanto grave perchè giocare con l’acque è alquanto pericoloso.

Successivamente l’associazione Italia Nostra, avendo appreso che nel frattempo tutto il procedimento amministrativo si era concluso con il rilascio dell’autorizzazione finale, proponeva ricorso per motivi aggiunti.

Si evidenziava, ulteriormente, la totale difformità del progetto definitivo rispetto preliminare elaborato nel 2002 dal Prof. De Girolamo che prevedeva una forma a bacino a moli convergenti per una capacità di 320 barche sporgente 80 metri dalla riva. Con delibera n. 113 del 09/09/08 la Giunta Comunale del Comune di Scalea approvava, invece, un progetto definitivo di porto a forma di “bacino interno” molto più ampio, di capienza di 510 barche prevedendo a mare un’imponente diga foranea radicata alla riva (molo sopraflutto) lunga circa 300metri, alta 4 che si estende per oltre 200 metri dalla riva sulla quale è anche prevista l’edificazione di una torre di controllo alta 16,50 pari ad un edificio di 5 piani. L’operazione di stravolgimento è vietata sia dalla L. 241/90, legge generale sul procedimento amministrativo, che dal Dpr. 509/97 che regola l’iter specifico da seguire in relazione alla costruzione di un porto.

Il Tar ha riconosciute valide le censure dell’associazione e con l’ordinanza n. 487/12 resa il 15 settembre sospendeva il provvedimento impugnato rinviando all’udienza del 17 maggio 2013 per la trattazione nel merito. Si legge nell’ordinanza: “Considerato che, ad un sommario esame tipico della presente fase del giudizio, paiono fondati i vizi denunciati da parte ricorrente relativamente alla convocazione della conferenza di servizi del 03.01.2012, come emerge dalla comunicazione dell’Agenzia del Demanio del 29.12.2011 e dallo stesso tenore del verbale della detta conferenza di servizi,  accoglie l’istanza cautelare e per l’effetto sospende il provvedimento impugnato”.

La vicepresidente nazionale di Italia Nostra, Teresa Liguori, a nome dell’Associazione, nell’esprimere viva soddisfazione per il positivo esito del ricorso, ringrazia sentitamente l’avvocato Marcello Nardi per la sua professionalità, competenza e passione civile, grazie alle quali si sono ottenuti questi risultati. Gratitudine anche  per il Comitato Scalea 2020 che ha sostenuto concretamente, con determinazione e tenacia, l’azione legale dell’avvocato Nardi per Italia Nostra.

Lì, 18 Settembre 2012

Associazione Italia Nostra onlus

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