Italia Nostra

Data: 26 Luglio 2022

Rapporto consumo di suolo ISPRA: nel 2021 il valore più alto degli ultimi dieci anni

Rapporto consumo di suolo SNPA 2022: nel 202 toccato il valore più alto degli ultimi dieci anni. 

Il IX rapporto è stato presentato online sul canale Youtube  dell’ISPRA, (clicca qui per rivedere la diretta). Ad introdurre i lavori, il presidente dell’Istituto, Stefano Laporta. che ha fornito gli elementi fondamentali per la lettura del testo. In particolare, Laporta si è soffermato sul monitoraggio che evidenzia un consumo ancora molto elevato nelle aree urbane e periurbane con conseguente perdita di risorse ambientali fondamentali, delle loro funzioni e dei loro servizi ecosistemici.

Con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni (per le tabelle comparative 2006-2021: cliccare qui) e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo – la più elevata registrata dal primo rapporto fino all’attuale – il consumo di suolo è tornato a crescere e nel 2021 ha sfiorato i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato. Entrando nello specifico, Laporta ha evidenziato come il cambiamento di regime urbanistico dei suoli sia maggiormente ricorrente nelle aree urbane, laddove l’edificato sottrae suolo agricolo e a vegetazione erbacea.

“Le conseguenze del consumo di suolo eccessivo non sono solo ambientali ma anche economici dovuti alla crescente impermeabilizzazione e artificializzazione degli ultimi 15 anni dei suoli quantificati in 8 mld di euro – ha detto – Dobbiamo lavorare per contenere il consumo di suolo e per raggiungere presto  in linea con le direttive europee l’obiettivo del suo azzeramento. Il contenimento del consumo di suolo è la premessa necessaria per garantire una ripresa sostenibile dei nostri territori attraverso la promozione del capitale naturale e del nostro bellissimo paesaggio attraverso la riqualificazione e la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità, attraverso il riuso delle aree contaminate e dismesse”.

I numeri che riassumono la situazione italiana sono infatti molto severi. Il suolo consumato pro capite aumenta in Italia nel 2021 di 3,46 m2/ab e di 5,46 m2/ab rispetto al 2019 con un trend in crescita. Si passa dai circa 349 m2/ab nel 2012 ai circa 363 m2/ab di oggi. A livello regionale, gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499). 

I valori percentuali più elevati si collocano anche quest’anno in Lombardia (12,12%), Veneto (11,90%) e Campania (10,49%). (cliccare qui per leggere le tabelle regionali)

Particolarmente critiche le evidenze riguardanti il settore della logistica e il fotovoltaico a terra.

Tra i comuni, Roma conferma la tendenza dell’ultimo periodo e anche quest’anno consuma più suolo di tutte le altre città italiane: in 12 mesi la Capitale perde altri 95 ettari di suolo.

In questo quadro a tinte decisamente fosche, due sono stati gli elementi di inversione della tendenza, l’esperienza dei “comuni risparmia suolo” e la richiesta di intervenire iniziando dagli oltre 310 km2 di edifici non utilizzati e degradati esistenti in Italia.

La direttrice dell’ISPRA, Maria Siclari, ha concluso riassumendo il grido d’allarme emesso da molti degli intervenuti, Paolo Pileri e Luca Mercalli tra gli altri, sostenendo il fatto che i dati riassunti nel report devono servire a “tutti coloro che governano il territorio ed anche ai cittadini”.

 

Per leggere la sintesi del rapporto: cliccare qui

Per scorrere l’intera documentazione: cliccare qui

 

Per la foto in evidenza: athena da pexels

 

 

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