Italia Nostra

Trent’anni fa moriva Antonio Cederna. Italia Nostra ricorda l’uomo che difese il paesaggio d’Italia

27 Agosto 2026
Antonio Cederna

Giornalista, archeologo e urbanista, tra le voci più autorevoli di Italia Nostra e tra i padri della legge sui parchi: trent’anni dalla scomparsa, la sua battaglia per il patrimonio storico e naturale del Paese è più attuale che mai. Trent’anni fa, il 27 agosto 1996, moriva Antonio Cederna: giornalista, archeologo e urbanista, tra le voci più autorevoli di Italia Nostra, l’uomo che per quasi mezzo secolo ha difeso i centri storici, le coste e il paesaggio italiano dalla speculazione e dal cemento. Italia Nostra lo ricorda non come una figura del passato, ma come una coscienza ancora necessaria: chi ha insegnato a un intero Paese che tutelare il patrimonio non è un lusso, ma la misura della nostra dignità di cittadini.

Le denunce

Milanese, nato nel 1921 nella stessa famiglia della giornalista Camilla Cederna, fece della parola la sua arma. Dalle pagine dei principali quotidiani nazionali denunciò per decenni con lucidità e ironia tagliente lo sventramento dei quartieri storici, la cementificazione delle coste da nord a sud, la distruzione delle aree archeologiche. Non parlava di tutela in astratto: i suoi erano luoghi concreti, nomi precisi, ferite visibili, dal Circeo alla campagna romana fino ai litorali aggrediti dall’abusivismo. Il fronte più emblematico del suo impegno resta l’Appia Antica, alla quale dedicò oltre 140 articoli: già nel 1953, in “I gangsters dell’Appia”, la reclamava come “un monumento da salvare religiosamente intatto”. Fu tra i primi a immaginarla come un grande parco pubblico, e il suo lavoro, con Italia Nostra, portò il Piano Regolatore del 1965 a dichiararla inedificabile. La sua denuncia degli scempi urbanistici divenne un libro ancora imprescindibile, Mussolini urbanista.

 

Cederna trasformoò la denuncia in legge

Cederna trasformò la denuncia in legge. Deputato della Sinistra Indipendente dal 1987 al 1992, fu tra i principali artefici della Legge quadro sulle aree protette (legge n. 394 del 1991), la norma che diede finalmente all’Italia il suo sistema nazionale di parchi e riserve. Un lascito di respiro nazionale, che ancora oggi protegge oltre un decimo del territorio del Paese. La sua eredità interroga il presente.

 

L’Appia Antica, la legge sui parchi, la difesa dei centri storici

L’Appia Antica, oggi Patrimonio mondiale UNESCO, il sistema dei parchi che contribuì a fondare, il consumo di suolo e la fragilità dei centri storici davanti a turismo di massa e crisi climatica sono le stesse questioni che aveva anticipato con decenni di anticipo. Quell’impegno rivive oggi nell’Archivio Antonio Cederna, dal 2008 al Complesso di Capo di Bove, dentro il Parco Archeologico dell’Appia Antica. “Antonio Cederna ci ha insegnato che difendere il paesaggio, i centri storici e i parchi significa difendere la dignità dei cittadini. La sua lezione è ancora oggi alla base dell’azione di Italia Nostra. A trent’anni dalla sua scomparsa, il modo migliore per onorarlo non è celebrarlo, ma continuare il suo impegno, in tutta Italia. Per questo porteremo la sua figura nelle scuole e nelle nostre sezioni: perché le nuove generazioni conoscano l’uomo che ha reso la tutela del bene comune una questione di tutti.” Dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra.

 

La foto è tratta dall’Archivio Cederna

Qui l’articolo pubblicato sul Corriere.it

Dai nostri Archivi: il Bollettino n. 330 dedicato ad Antonio Cederna