Italia Nostra

Data: 11 Giugno 2020

Alezio: parere negativo per la nuova cava di Argilla. Fermare il “terricidio” è possibile!

Partiamo da Alezio per fermare il “terricidio” in atto! Con questo obiettivo si avviò ad Alezio nel novembre 2016 una intensa mobilitazione, che si è conclusa con la “Giornata mondiale dell’Ambiente” del 5 giugno scorso – con la Determina n. 19 emessa il giorno prima dal Dirigente dell Urbanistica di Alezio e che ha chiuso negativamente l’iter della V.I.A. del progetto di una cava d argilla per la produzione di cemento della Società Geoambiente da realizzarsi ad Alezio – in Località “Arpa” – per una estensione di 50.000 mq. e una profonda 21 metri, perché produrrebbe significativi impatti sulla falda, sul paesaggio e sulle componenti ambientali, oltre ad essere in contrasto con il Piano Regionale delle Attività Estrattive.

L’iter del progetto era partito nell’agosto 2016 con la procedura di Assoggettabilità a V.I.A.; appena avuta notizia la Sezione Sud Salento di Italia Nostra si prodigò per acquisirne la documentazione ed organizzando, con l’Amministrazione comunale, un incontro il 25 novembre dal titolo “Coltiviamo la terra, non le cave”, finalizzato ad approfondire gli effetti che l intervento poteva determinare sull ambiente, sul paesaggio e sull economia. All’incontro, introdotto dal Sindaco Vincenzo Romano e dallo scrivente, relazionarono l’Ingegnere Antonio De Giorgi, il Geologo Stefano Margiotta e l Agronomo Bruno Vaglio; numerosa fu la partecipazione dei cittadini e le osservazioni e domande rivolte a cui seguirono le conclusioni di Giulio Sparascio – Presidente della C.I.A. provinciale – che sottolineò la necessità di tutelare la risorsa del suolo ed incentivare le attività agricole ed agrituristiche tipiche del territorio. L’istruttoria per l’Assoggettabilità a V.I.A. si concluse con la Determina del 18.07.2017 che respinse il progetto in ragione che l’intervento avrebbe alterato il corso delle acque della falda superficiale. Nell ottobre del 2017 la Geoambiente decise di presentare un nuovo progetto nella stessa località per il quale si riavviò la procedura di Assoggettabilità a V.I.A. e per cui, dopo le successive osservazioni e pareri di Associazioni ed Enti, venne disposto che andava sottoposto a V.I.A. Nel frattempo, il 22 aprile del 2018, si era costituito ad Alezio il Comitato “Salviamo l’Arpa”con l’obiettivo di intensificare le attività di sensibilizzazione ed essere di supporto all Amministrazione comunale – alla cui guida fu eletto il Sindaco Andrea Barone – che prosegui le attività di contrasto al progetto ritenendolo inadeguato alle vocazioni del territorio. Alla procedura di V.I.A. seguirono le nuove osservazioni del Comune di Alezio, della Regione Puglia, della Soprintendenza di Lecce, dei Comuni limitrofi di Matino, Parabita e Taviano, del Consigliere regionale Cristian Casili , del Gruppo consiliare “Uniti per Alezio”, della Lega contro i Tumori, del Movimento “Andare Oltre”, di alcuni operatori turistici e residenti della zona, dell Azienda agricola “Mercuri”, di Legambiente, di Italia Nostra, oltre a quelle del Comitato che – nel frattempo – attivò dibattiti, raccolta firme, proiezioni, sit-in ed escursioni insieme alla grande manifestazione – tenutasi il 22 maggio – cui presero parte numerosi cittadini di Alezio e di molti comuni della provincia.

Con il provvedimento del Dirigente dell’Urbanistica di Alezio si è conclusa così l’istruttoria della V.I.A. e, sulla base delle osservazioni e dei pareri inviati, si è valutato che la cava produrrebbe significativi impatti sulla falda, sul paesaggio e sull ambiente, oltre ad essere in contrasto con il P.R.A.E. Nelle more di un eventuale ricorso al TAR, oggi si può affermare con piena soddisfazione che quella battaglia – iniziata quattro anni fa – oggi si è chiusa con un risultato storico e che è ancor più emblematico perchè è coinciso con la Giornata mondiale dell Ambiente.

Questa sarebbe la prima volta che nel Salento il progetto di apertura di una cava viene respinto ritrovando concordi numerosi soggetti istituzionali e sociali e moltissimi cittadini convinti che è necessario ed urgente – ora più che mai – che simili attività non possono più essere autorizzate, pena il totale ed irreversibile impoverimento del territorio.

Partendo da questo risultato, proprio quest’anno che – per tante ragioni – risulta così emblematico, è giunto il momento di ripensare il modello di sviluppo deve avere il nostro territorio e, iniziando proprio dalla A (come Ambiente e Agricoltura, ma anche come Alezio ed Arpa), improntare un eco – nomia che corrisponda effettivamente al suo significato etimologico – cioè quello di gestire le risorse senza comprometterle – per cui i programmi da realizzare devono essere esclusivamente quelli del risanamento ambientale, della riqualificazione paesaggistica, del sostegno all agricoltura sana, del turismo di qualità, della riforestazione e del recupero del patrimonio edilizio, a partire da quello storico.

Non possiamo assolutamente più proseguire con il “terricidio” in atto che ha segnato tragicamente l’ultimo mezzo secolo dell Italia e del Salento in cui continua a primeggiare la cementificazione delle campagne (con progetti devastanti di opere stradali sovradimensionate come la S.R. n. 8 e il progetto per la S.S. 275), con le attività estrattive per la produzione e l’esportazione di cemento (oggi il Porto di Gallipoli è utilizzato solo per questo), con una inadeguata gestione dei rifiuti, con la desertificazione e l’inquinamento del territorio, con l’impoverimento e la salinizzazione della falda profonda (principale risorsa idrica del Salento), con incendi che stanno impoverendo il già esiguo patrimonio arboreo, oltre al drammatico problema del disseccamento degli ulivi ed alle varie fitopatie che interessano molte piante.

Il messaggio del Presidente Mattarella per la Giornata mondiale dell’Ambiente è andato proprio in questa direzione quando ha affermato “Le nostre azioni, il nostro modello di produzione e di consumo hanno comportato una riduzione della capacità che gli ecosistemi hanno da sempre di adattarsi ai cambiamenti………quali – ad esempio – la protezione del suolo, il controllo del clima e degli agenti patogeni”. Non da meno sono i messaggi che Papa Francesco continua a rivolge alla comunità mondiale affermando: “La tutela dell ambiente e il rispetto della biodiversità del pianeta sono temi che riguardano tutti. Non possiamo fingere di essere sani in un mondo che è malato”; e poi ancora, “Non possiamo rimanere muti quando vediamo i costi molto elevati della distruzione e dello sfruttamento dell ecosistema. Non è il momento di continuare a guardare dall’altra parte, indifferenti ai segni di un pianeta che viene saccheggiato e violato dall’avidità del profitto e in nome di un falso progresso”.*

 

Marcello Seclì

(Presidente Italia Nostra Sezione Sud Salento)

 

*Il corsivo è apparso sulle colonne de “La Gazzetta del Mezzogiorno – Lecce” edizione di oggi giovedì 11 giugno 2020

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