Italia Nostra

Data: 20 Giugno 2020

Caltanissetta: la “rigenerazione” delle assurdità

Nei mesi appena trascorsi, si sono susseguiti, uno dopo l’altro, gli incontri della giunta Gambino con le molteplici rappresentanze della Città, all’insegna dello slogan «Rigeneriamo Caltanissetta». Indubbiamente sono emerse tante idee, tante proposte. Tanti progetti. Chi può negarlo? Anch’io ho partecipato (sebbene scettico) a due incontri in rappresentanza del mondo ambientalista nisseno e della cultura. Ma, mi pare che nessuno abbia parlato di “meritocrazia”.

Ecco il punto: o meglio, ciò che mi pare rappresenti il punto cruciale di una situazione di sostanziale sottosviluppo. Di desertificazione. Una situazione, uno status determinato da tante, troppe occasioni mancate. Da ingiustizie, omissioni, mistificazioni. Da insopportabili privilegi riservati a pochi. Dunque, qui ed ora, per una ripartenza e rigenerazione della città e del suo territorio, serve un nuovo paradigma esistenziale, serve coraggio, coerenza, condivisione. Onestà – verrebbe da dire, ricordando una peculiare parola d’ordine dei 5 Stelle. Serve capacità d’astrazione e insieme concretezza. Insomma, serve la chiara volontà, la determinazione di fare di Caltanissetta un ambiente, un contesto favorevole alla “meritocrazia”. Con il simmetrico auspicio, ovviamente, che si abbandoni l’esiziale, consolidata pratica della “furbettocrazia” o della “mediocrazia”.

In questi giorni, abbiamo saputo che la giunta Gambino intenderebbe affidare, tramite avviso pubblico (pessimamente elaborato), ad un esperto – con competenze certificate e riconosciute, capacità creative, innovative e manageriali – la gestione di Palazzo Moncada e del Museo Civico Michele Tripisciano.

Il volenteroso collaboratore  culturale, però, dovrà svolgere la propria attività a titolo completamente gratuito. Che dire? Eccoli i 5Stelle: reddito di cittadinanza e quant’altro a chi non sa fare e a chi non fa nulla. A chi ha professionalità, competenza ed esperienza e assume responsabilità un bel grazie e vai! Tutto molto assurdo. E comunque, un brutto segnale davvero verso quei giovani nisseni, bravi e preparati, che ambiscono a lavorare nel proprio territorio, nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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