Italia Nostra

Data: 9 Luglio 2020

Cortina: il 19 luglio marcia ambientalista per le devastazioni nelle aree dei Mondiali 2021

Cortina: il 19 luglio “marcia funebre” con tanto di “De profundis” per le devastazioni nelle aree dei Mondiali 2021. La partenza sarà alle 9, 30 dal piazzale antistante la Alexander Hall e arrivo a Cianzopé (partenza strada per rifugio Cinque Torri).

All’iniziativa, hanno aderito Mountain Wilderness Italia, WWF Terre del Piave Belluno-Treviso, Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, Italia Nostra sezione di Belluno, comitato Peraltrestrade Dolomiti, Gruppo promotore Parco del Cadore.

Un esempio del contestato scempio? «Nella zona di Rumerlo, dove ci sarà l’arrivo delle gare di velocità», spiega Luigi Casanova di Mw, «si sta costruendo un enorme piazzale che ospiterà la tribuna d’arrivo e il parcheggio. Si sta lavorando su un’area umida di pregio che era già da tempo utilizzata dal locale mondo impiantistico in modo irresponsabile e privo di sensibilità ambientale. Laddove vi sarà l’arrivo si lavora su terreno di riporto; e tre mesi fa le opere già realizzate avevano avuto cedimenti strutturali irreversibili».

La marcia si snoderà su strada e sterrato toccando i luoghi ove sono stati fatti o sono in corso di realizzazione i principali interventi, e permetterà ai partecipanti di constatare da vicino la portata delle conseguenze sull’ambiente e sul paesaggio di quelli che, in evidente malafede, erano stati annunciati come “eventi a impatto zero”. A suo tempo le associazioni, in previsione di un incontro con i rappresentanti della Fondazione 2021, avevano elaborato una “Carta verde di Cortina”, in alternativa alla “Carta di Cortina”, «che nella sostanza si limitava ad affrontare aspetti marginali dell’evento. Formalmente bene accolta, la nostra “Carta” è stata poi ignorata. Con questa marcia le associazioni, che nonostante l’impegno non sono riuscite a incidere sulle scelte e neppure a limitare il danno, ribadiranno la loro netta presa di distanza da questo modo di operare», dicono gli organizzatori. Sul tema è intervenuta anche la sezione del Cai di Cortina, che ha raccolto centinaia di adesioni in tutta Italia.

«Con la manifestazione non ci limiteremo a condannare quanto è avvenuto, e un dossier lo invieremo presto anche alla Commissione europea, ma», avverte Casanova, «vigileremo perché nei cantieri che restano da fare ci sia rispetto per l’ambiente».

Una delegazione di ambientalisti ha già raccolto un’ampia documentazione, anche fotografica e video.

«L’intero versante della Tofana di Mezzo è già oggi sconvolto sia dal punto di vista naturalistico e sia paesaggistico. La zona sciistica era già penetrata da una strada asfaltata, larga circa 7 metri: più che sufficiente per permettere il transito in sicurezza dei mezzi pesanti e delle macchine operatrici. Questa strada sta per essere allargata a 9 metri, in alcuni punti supererà i dieci».

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