Italia Nostra

Disastri d’Italia

10 Dicembre 2018

“In relazione alla grande e pacifica dimostrazione a Torino e a quella di Firenze dell’8 dicembre contro le grandi opere inutili e costose è necessario continuare a ribadire ciò che Italia Nostra sostiene da anni: l’unica ‘Grande Opera’ grandemente utile ed assolutamente indifferibile”, afferma la presidente nazionale Mariarita Signorini, “è la messa in sicurezza idrogeologica del nostro territorio divenuto ormai troppo fragile per l’abbandono, l’incuria, la cementificazione urbanistica ed industriale, il tombamento di fiumi e torrenti, la loro cementificazione e canalizzazione, l’evoluzione destabilizzante del  clima che rende più frequenti gli eventi di pioggia di intensità eccezionale intervallati da lunghi periodi di siccità”.  

Negli ultimi decenni, migliaia di morti e miliardi di danni, anche al Patrimonio culturale, ci dicono che rimandare non si può più. Ormai frane e alluvioni causano continuamente disastri, anche di immani dimensioni. Eppure, non molto sembra cambiato. Ogni volta che piove si rischia il disastro e tra i tanti episodi oramai ricorrenti sul territorio nazionale, citiamo solo il caso più recente avvenuto in Sicilia.

In Sicilia, l’ultimo caso di una lunga serie è la rovinosa frana di lunedì 3 dicembre sulla Sp 45 per Cassaro e Ferla della Provincia di Siracusa.
Della frana di massi sulla Sp 45, citata nella comunicazione. E’ stata una strage sfiorata. La frana si è verificata intorno alle 16:00 del 3 dicembre; una ventina di minuti prima era transitato l’autobus che riporta a casa gli studenti pendolari degli Istituti Superiori. La frana, come in tanti altri casi del genere, sta creando problemi di isolamento per i circa 3500 abitanti dei due paesi di montagna. Per raggiungere Siracusa, dove molti residenti lavorano, studiano, si curano il percorso si allunga di una ventina di chilometri  rispetto ai 42 ordinari. Data l’impervietà del costone franato, i tempi di intervento non saranno brevi e i disagi per la popolazione si profilano pesanti. Per la tempistica della frana, è pura fortuna che non vi siano state vittime. Questo è l’ultimo episodio ci offre  la cronaca.

E ancora, da Castronovo di Sicilia, la cui viabilità devastata dall’alluvione del 3 novembre u.s. non è stata ancora ripristinata, giunge notizia  dei pesanti danni economici che stanno subendo i caseifici della zona, produttori della “tuma canziata” esclusivo e pregiato formaggio richiesto anche dai mercati stranieri. Oltre ai pesanti disagi che ricadono su tutta la popolazione di quell’area delle Madonie.

La “Grande Opera” che Italia Nostra auspica determinerebbe l’avvio di migliaia di piccoli e medi cantieri di forestazione e, prioritariamente, di ingegneria naturalistica, con tanto lavoro per gli edili che sono la categoria più in crisi, e restituirebbe sicurezza ai milioni di Italiani che vivono nelle zone a rischio. Per le risorse si potrebbe attingere all’utilizzo delle accise anacronistiche sui carburanti, che sono un bel po’ a partire dalla guerra d’Abissinia o ad altri cespiti poco noti a partire dalle incentivazioni sulle biomasse, sull’eolico e sul miniydro che gravano sulla bolletta elettrica di tutti gli italiani, costretti così a finanziare i disboscamenti,  la distruzione ecologica dei corsi d’acqua e la rovina del paesaggio.
Alla “messa in sicurezza”  si potrebbe associare un contrasto all’abbandono dei territori “difficili” con incentivi per  il ritorno alla coltivazione dei terreni delle aree interne, per lo più collinari e montagnose.

Liliana Gissara  e Giovanni Damiani –  Consiglieri nazionali di Italia Nostra

***

Alcune foto ricevute dalla manifestazione di Torino contro grandi opere inutili e in difesa del pianeta, dove era presente la nostra sezione locale con la Presidente regionale:

A Firenze e comuni limitrofi si è svolta la passeggiata nella Piana fiorentina contro il sottoattraversamento Tav di Firenze e il nuovo aeroporto di Peretola. Alla manifestazione ha partecipato anche la sezione di Firenze con la Presidente nazionale di Italia Nostra. Le due immagini sono di Paolo Baldeschi: