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Data: 24 Novembre 2020

Impianti di acquacoltura: Italia Nostra presenta al Ministro Sergio Costa le proprie proposte

Impianti di acquacoltura: Italia Nostra presenta al Ministro Sergio Costa le proprie proposte. Al fine di tutelare l’ambiente marino e di conciliare l’attività di maricoltura che tanto peso ha in alcune aree d’Italia, tutta circondata dal mare, l’associazione ha elaborato un documento in grado di chiarire le tappe di un futuro pronunciamento del Parlamento in questa direzione.

Proteggere l’ecosistema ed evitare l’alterazione dei parametri fisico-chimici fornendo contemporaneamente la massima garanzia di qualità dei prodotti alimentari con standard qualitativamente elevati, è lo scopo che si prefigge la proposta indirizzata al titolare del dicastero all’ambiente. Il tutto senza dimenticare anche gli impianti già in essere, le cui attività potranno adeguarsi nel lasso di tempo di un anno alle nuove prescrizioni.

Nel complesso, un progetto a tutto tondo che consente  di lavorare non soltanto sul futuro ma contestualmente di regolarizzare il passato. Al centro della riflessione figura il rispetto dello specchio blu che circonda il Paese che ha visto negli ultimi anni un incremento notevole del numero di aziende che si occupano di questa particolare attività. 

“Non esistono infatti alternative – sottolinea spiega Maria Gioia Sforza, consigliera nazionale di Italia Nostra e presidente della sezione Gargano – Terre dell’Angelo – per non incorrere in una alterazione dell’ambiente, con conseguenze che potrebbero essere molto delicate per la biodiversità, per lo sviluppo sostenibile della società e per il pianeta”.

Va infatti considerato che gli impianti differiscono in modo molto sensibile tra di loro, gli impianti per mitilicoltura e acquacoltura hanno effetti molto diversi tra di loro sull’ambiente marino.

Nella proposta di Italia Nostra i dettami da rispettare si riconducono in definitiva al concetto di sostenibilità del ciclo produttivo e al ridimensionamento dell’impatto ambientale.  In primo luogo il dossier si focalizza sulla localizzazione.

Per i nuovi impianti si prevedono distanze dal punto più prossimo della costa di almeno 1,5 miglia, cui si aggiunge una profondità minima di 25 metri. Nel caso non si abbia la profondità minima richiesta, l’impianto dovrà essere allontanato dalla costa fino a rispettare la misura prevista.

“Queste indicazioni –  evidenzia Sforza – sono parametri posti a garanzia dell’ambiente e prevedono il contenimento di un impatto ambientale dell’allevamento. In particolare modo gli impianti dovranno essere sottoposti a un idoneo piano di monitoraggio che dovrà essere approvato in sede di progettazione dalla commissione VIA. Un’indicazione necessaria per accertare la variabilità fisico-chimica dei parametri ambientali.”

Per gli impianti già in essere si suggerisce un adeguamento temporale di un anno.

“Richiediamo che il progetto di adeguamento – riprende Sforza – debba essere approvato da una Commissione di esperti e verificato nel tempo attraverso un programma di monitoraggio attento”.

Si attende dunque un provvedimento che possa dare una risposta precisa in un ambito delicato come quello dell’ecosistema marino. “A proposito abbiamo proposto un emendamento sulla PDL “Salvamare”, ora al Senato, che riteniamo debba essere accolto a breve”, conclude Sforza.

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