Italia Nostra

Data: 5 Novembre 2019

Italia Nostra Firenze: parcheggio interrato in Piazza del Cestello e altri aspetti della gentrificazione

Fatti e misfatti. L’assurdo progetto di un parcheggio interrato in Piazza del Cestello ed altri aspetti della gentrificazione nella città storica ed in Oltrarno (Comitato Oltrarno Futuro, Sala delle Leopoldine-Piazza Tasso, 4 novembre 2019 ore 21)

La posizione di Italia Nostra. Un’esigenza di chiarezza

Italia Nostra sottolinea il fatto che – per le piazze storiche e per tutto il tessuto storico di Firenze – debba applicarsi, per gli interventi urbanistici, il principio del “restauro conservativo” sancito dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, e non quello improprio della “riqualificazione”: concetto, quest’ultimo, declinato spesso dalle pubbliche amministrazioni in chiave manomissiva e distruttiva rispetto ai valori identitari della città.

Per quanto concerne la realizzazione di  un parcheggio interrato nella piazza del Cestello, conviene iniziare dal lavoro apprezzabile, in primo luogo sul piano del metodo, svolto dall’Unità di Ricerca “Paesaggio, Patrimonio Culturale, Progetto” (PPcP) del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, con il percorso d’ascolto per la trasformazione di Piazza di Cestello, mediante sei incontri pubblici dedicati alla conoscenza del luogo e alle idee di prospettiva, incontri che hanno avuto il contributo culturale e tecnico-professionale di numerosi docenti dell’ateneo, oltre che dei cittadini intervenuti.

Da questa esperienza è scaturito il volume Alberto Di Cintio e Rossella Rossi (a cura di), Un Cestello di idee. Linee guida per il progetto di trasformazione di Piazza di Cestello, Firenze, Comune di Firenze Assessorato ai Lavori Pubblici e Grandi Opere, Viabilità e Manutenzione, Trasporto Pubblico e Locale, 2019, che – scrive Di Cintio (pp. 11-12) – deve servire a “promuovere e valorizzare il frutto della ricerca, in modo che lo sviluppo del successivo progetto architettonico [riguardante la piazza] avvenga coerentemente con le prevalenti vocazioni sociali e comunitarie del territorio, così come si sono espresse e raccolte nel percorso di ascolto. La stella polare delle Linee Guida è la sostenibilità”, cosicché il progetto “dovrebbe favorire l’elezione di questa piazza a nodo di scambio e di relazioni sociali e svolgere il ruolo di matrice in un processo di recupero che potrebbe essere esteso sperimentalmente a tutto il sistema delle piazze dell’Oltrarno […]. Si tratta di valorizzare al meglio il patrimonio di arte, storia e cultura dell’area, ma anche di dare visibilità all’artigianato di qualità e di garantire la vivibilità di quelli che ancora vi abitano”.

Tra le tante condivisibili proposte che l’Unità di Ricerca PPcP – sentite e discusse le istanze dei cittadini – avanza nelle Linee guida non si fa cenno esplicito al parcheggio sotterraneo da realizzare in Piazza del Cestello, e questo lascerebbe pensare che non lo si ammette e quindi lo si esclude. Semmai, nel capitolo Accessibilità, mobilità alternativa e parcheggi si enuncia la possibilità di “ricollocazione dei posti auto presenti nella piazza in altro ambito contiguo o prossimo (anche attraverso la realizzazione di nuove strutture interrate”: p. 111). Quindi un parcheggio interrato eventuale da collocare, però, “in altro ambito contiguo o prossimo” e non nella piazza, che dovrebbe essere resa, invece, “interamente pedonale”.

Tra le tante previsioni condivisibili, Italia Nostra non condivide quella relativa all’abbattimento del filare di lecci che chiude la piazza verso il fiume, perché, oltre ad altre ragioni ecologico-ambientali, costituisce elemento identitario della piazza da almeno due secoli.

Sui parcheggi interrati, per Italia Nostra restano del tutto valide le considerazioni di Ilaria Agostini, La città storica nella cornice del disastro (intervento all’incontro del 13 giugno 2013 Parcheggi interrati nella città storica: le ragioni del no, organizzato dal Comitato Oltrarno Futuro con la collaborazione della ReTe dei comitati per la difesa del territorio e della lista consiliare Perunaltracittà), riguardanti il carattere del Piano Strutturale vigente: quale “atto finalizzato all’incremento della rete viaria e del trasporto privato su gomma”. Lo dimostra bene l’affermazione di p. 45: “la prima azione da mettere in campo, per il centro storico, è promuovere la realizzazione di parcheggi interrati” nella città UNESCO. Le Norme Tecniche di Attuazione ne enumerano nove destinati alla sosta in silos ipogei – piazze del Carmine, dei Ciompi, Strozzi, Brunelleschi, San Marco, Indipendenza e Ognissanti, Costa San Giorgio, Lungarno della Zecca Vecchia – e da realizzare generalmente con l’istituto del project financing, piuttosto che direttamente dalla Firenze Parcheggi Spa: si sta parlando, va ricordato, di una delle nuove frontiere della speculazione sulle aree urbane a tutto danno dei beni comuni.

Da “questo banchetto infrastrutturale imbandito” dal Piano Strutturale manca, quindi, Piazza del Cestello: che però, ora, si vuole aggiungere all’elenco. E’ però da sottolineare il fatto che nel Regolamento Urbanistico, approvato successivamente al PS, si sostiene che i parcheggi interrati sono incompatibili con le piazze sistemate a verde, e pertanto questa incompatibilità dovrebbe valere anche per Piazza del Cestello.

Ciò nonostante, alla fine dell’estate il Comune ha cominciato a fare circolare la proposta del parcheggio a due piani per 200 posti auto, da realizzare sotto Piazza del Cestello. L’assessore Stefano Giorgetti sostiene che “questa idea è emersa nel corso del percorso di ascolto” di cui sopra, “ed è stata inserita tra le linee guida per il concorso di progettazione che sarà bandito per la riqualificazione della piazza”. Certamente l’assessore Giorgetti è un uomo d’onore, ma si deve qui ripetere che, nel volume edito delle Linee guida, non si trova traccia della proposta di parcheggio sotterraneo, quando e da chi sia stata avanzata e con quale esito sia stata discussa.

Vale la pena di sottolineare il fatto che oggi si calcola in circa 4000 posti auto la capienza dei parcheggi interrati già esistenti intorno e dentro il centro storico, posti attualmente sottoutilizzati, date anche le tariffe esose applicate.

Se è certamente necessaria una riorganizzazione dei parcheggi e l’eliminazione della ‘sosta selvaggia’ e abusiva che si pratica, ai danni dei residenti, nell’area del Cestello (da fare non a fini di lucro, ma nell’interesse dei cittadini che vi abitano e vi lavorano), Italia Nostra deve dire con forza e chiarezza che il parcheggio interrato non è una soluzione alla riqualificazione di questa Piazza, come pure delle altre piazze storiche, tutt’altro.

Agostini scrive – e Italia Nostra condivide pienamente –che “i parcheggi interrati nella città storica sono da evitare per più ordini di ragioni, anche qualora fossero realizzati con meccanismi finanziari e concessori trasparenti, e secondo pratiche pianificatorie civilmente condivise”. Le ragioni di questo divieto assoluto sono bene spiegate e quindi corre obbligo qui di riproporle.

“Innanzitutto dal punto di vista di tutela degli insediamenti di carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale, che è un obbligo costituzionale. Le piazze storiche, di proprietà collettiva, sono a tutti gli effetti patrimonio monumentale nella loro consistenza aerea, subaerea e ipogea: la conversione della loro superficie lastricata in solaio cementizio (segnato dalle grate di aerazione) del sottostante garage non deve essere consentita”, anche perché renderebbe impossibile la sopravvivenza delle alberature ivi esistenti o che vi fossero impiantate nel futuro.

“In secondo luogo è convincimento diffuso globalmente che i centri urbani debbano essere liberati dalla morsa del traffico privato su gomma e, possibilmente, dalle automobili medesime; un parcheggio interrato si limita a nascondere sotto il tappeto parte delle automobili in sosta, attraendo contemporaneamente nuovi volumi di traffico non residente. La probabile gestione in project financing– ma anche della Firenze Parcheggi Spa – comporta infatti tariffe orarie elevate destinate all’uso veloce e, non favorendo la sosta di chi abita nel quartiere, di fatto contribuisce al processo in atto di gentrification ed estromissione dei residenti”, oltre che peggiorare le già gravi e anzi insostenibili condizioni di inquinamento atmosferico e acustico, a tutto vantaggio della movida notturna e delle altre forme di colonizzazione turistica e di degradazione culturale e sociale della città storica.

“Dal punto di vista tecnico-urbanistico, infine, si ritiene sia da valutare con oculatezza l’opportunità di scavare un invaso profondo non meno di dieci metri in aree a rischio idraulico, quali sono tutte le piazze del centro fiorentino”, a partire proprio da quella del Cestello, confinata dall’Arno. “Chi assicura infatti, nel caso di specie, l’assenza di pericolo per le persone e i beni – mobili e immobili, a partire dai fabbricati – e l’inesistenza di un incremento dei rischi e della pericolosità idraulica al contorno, come richiesto dall’art. 2 della legge regionale 21/2012 redatta in risposta alle alluvioni disastrose in Lunigiana, legge che impedisce di fatto la nuova edificazione nelle aree a rischio idraulico elevato e contigue al letto del fiume, come piazza del Carmine – e piazza del Cestello –, pone senza dubbio problemi di incolumità degli utenti, dei cittadini e dei beni. Il parcheggio nel piazzale delle Cascine – sinora non rammentato, ma in progetto – si trova poi in area di rischio idraulico molto elevato […], ed è dunque illegittimo ai sensi della citata legge”.

maggiori info su https://italianostrafirenze.wordpress.com/2019/11/04/parcheggio-interrato-in-piazza-del-cestello-ed-altri-aspetti-della-gentrificazione-la-posizione-di-italia-nostra/

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