Italia Nostra

Data: 27 Luglio 2020

Italia Nostra interviene sulla violazione dei sigilli alla Scala dei Turchi

La magnifica Scala dei Turchi, nella costa agrigentina, è interdetta dal 27 febbraio scorso, da quando cioè il personale militare della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Porto Empedocle, al Comando del capitano di Fregata Gennaro Fusco, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di urgenza su ordine del Procuratore della Repubblica dr. Luigi Patronaggio. Il decreto ha ad oggetto il sito “Scala dei Turchi”, in quanto vi è un reale, concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti, in considerazione dei numerosi crolli che hanno interessato l’area negli ultimi mesi.

In questi ultimissimi giorni di luglio, gli agenti operanti hanno accertato la presenza sulla marna bianca di 24 bagnanti, per la maggior parte provenienti da varie località siciliane. Ma ci sono anche diversi cittadini stranieri, tra cui anche due turisti svizzeri, che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli, trasgressione punita dall’art. 349 del Codice Penale con la reclusione da sei mesi a tre anni. Noi di Italia Nostra sosteniamo l’azione del capitano Fusco, che non può che rinnovare gli accorati appelli a non accedere al sito in violazione dei divieti. Egli, inoltre, invita gli operatori turistici ad attivarsi per fornire corrette informazioni, ricordando ai turisti che la Scala dei Turchi si può sempre ammirare e godere da diversi punti, sia dalla spiaggia che dal sovrastante Belvedere, ma che attualmente vige il divieto assoluto di accedere direttamente sulla marna.

Italia Nostra inoltre auspica, congiuntamente all’azione giudiziaria, un’adegua tutela e valorizzazione della Scala dei Turchi, attraverso una gestione pubblica che garantisca una razionale e sicura fruizione dei luoghi da parte dei visitatori. Di certo su questo sito si sono concentrati, concretizzati spudorati interessi speculativi che ne hanno fortemente indebolito e danneggiato l’integrità. Adesso bisogna intervenire con un’analisi quanto più precisa delle cause del degrado e con un progetto che individui i necessari interventi di risanamento ambientale. Bisogna agire all’insegna di una razionale programmazione. Di certo è sconcertante il fatto che un luogo davvero speciale dell’Isola sia stato gestito in modo così superficiale e irresponsabile.

Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

 

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