Italia Nostra

Data: 22 Marzo 2022

Italia Nostra Rimini sulla centrale eolica industriale offshore davanti la costa tra Rimini e Cattolica

Progetto di centrale eolica industriale offshore Energia Wind 2020: il Ministero respinga subito la richiesta di concessione demaniale

Possiamo permetterci tutto ma non la superficialità, e il dibattito sul futuro del mare antistante la costa riminese che nei giorni scorsi ha ripreso vigore decisamente spaventa se alle parole non faranno seguito atti amministrativi.

Abbiamo infatti assistito in questi giorni a dichiarazioni, comunicati stampa, post sui social che, in sintesi, convengono su due cose: la prima è che l’ineluttabilità della situazione odierna, aggravata così gravemente dalla crisi bellica, porta alla necessità di accelerare sul tema della transizione energetica; la seconda è che il progetto di centrale eolica industriale offshore, attualmente in stato avanzato d’esame per la concessione demaniale per 30 anni di un tratto di mare davanti alla costa riminese, è sbagliato, per la sua vicinanza alla battigia e le conseguenze che avrebbe per il turismo balneare della seconda provincia in Italia per Pil turistico pro capite, capace di garantire, nel 2018, 13.714 euro a ogni riminese.

Un progetto – vale la pena di ricordarlo – che prevede la realizzazione di 59 aerogeneratori (ora sembra 51) alti 215 metri, il doppio del grattacielo di Rimini, che si staglieranno sull’orizzonte del mare con una selva di impianti già a 10 km (5,4 miglia marine) dalla battigia quando la piattaforma più vicina, quella così ben visibile dalla costa, è a una distanza quasi doppia (17 km) e raggiunge un quarto d’altezza sul livello del mare come nel caso dell’Azalea B (42 m.).

Lo ha scritto il segretario provinciale del PD riminese Filippo Sacchetti (“bisogna rendere il Parco Marino compatibile sia sotto il profilo visivo che sotto quello della tutela della pesca”); lo ha affermato il senatore riminese Marco Croatti (“è necessario garantire che la realizzazione dell’impianto non costituisca un disincentivo al turismo verso la zona”); lo ha ribadito l’assessore alla transizione ecologica del Comune di Rimini Anna Montini (“l’amministrazione potrà valutare positivamente progetti “moderni” e rispettosi dell’ambiente e del paesaggio per la produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili da tecnologie sicure e consolidate. Non rispondeva a queste caratteristiche il progetto eolico off shore presentato per lo spazio marino davanti alle coste della Provincia di Rimini. Anche dopo la sua prima revisione, il progetto prevedeva le prime turbine ad una distanza di 6-7 miglia dalla costa, troppo vicine quindi alla linea costiera”).

Tre dichiarazioni di autorevoli amministratori pubblici (anche Sacchetti lo è a Santarcangelo) che vanno tutte in un senso: questo progetto è sbagliato e va bocciato. Un giudizio chiaro, netto, che fa seguito a quello che nell’estate 2020 ha visto l’intera collettività riminese (dai consigli comunali, alle associazioni di categoria, ai partiti politici) schierarsi contro, ma che per essere coerente deve far seguire alle parole i fatti come chi amministra la cosa pubblica ben sa: occorre che questa contrarietà si trasformi in un atto amministrativo con il diniego formale, chiaro e forte, del Progetto di centrale eolica industriale offshore nel mare antistante la costa tra Rimini e Cattolica presentata da Energia Wind 2020 Srl. Perché di questo si tratta, le altre son chiacchiere.

Sarà modificato? Ne sarà presentato uno diverso più rispettoso dell’ambiente, di un territorio e degli interessi dei suoi cittadini? Italia Nostra sarà pronta ad esaminarlo punto per punto, senza preconcetti ma analizzandolo a fondo così come è stato fatto in questo contesto. Chiediamo però di vederlo scritto nero su bianco.

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