Italia Nostra

Italia Nostra sull’ecomostro della Riviera nord di Pescara

20 Dicembre 2018

Era facile prevedere che anche questa battaglia per la legalità e la qualità urbana sarebbe stata perduta: il palazzo Michelangelo sulla Riviera Nord di Pescara risorgerà tale e quale o poco meno.
Una vicenda iniziata nel 2000 con la sostituzione di un villino con un palazzo a 7 piani, con tre concessioni annullate, occupazione di terreno demaniale, ordinanze di demolizione reiterate, si è trascinata talmente nel tempo che ora (si legge sulla stampa) ci sono le condizioni per sanarla sostanzialmente. Le verifiche legali diranno se ciò è possibile e Italia Nostra seguirà con la dovuta attenzione e determinazione gli sviluppi di questa surreale vicenda, perché tutto si svolga in termini legalmente rigorosi, contrariamente a quanto accaduto nel passato; ma oggi si deve registrare una sconfitta che vogliamo ritenere non definitiva.

Si dovrà demolire la struttura al rustico realizzata, si ripartirà nei conteggi dalla cubatura della costruzione preesistente (che doveva essere abbattuta ma è ancora lì e al Comune forse non se ne erano accorti) ma la sostanza è che il palazzo sorgerà con poco meno dello stesso ingombro che oggi esibisce. Come mai? Accade perché alla nuova costruzione si applicherà il famigerato Decreto Sviluppo che nessuna ripresa e sviluppo ha portato, ma premia indiscriminatamente anche casi come questo. Da tempo segnaliamo la necessità di limitarne l’applicazione, escludendo almeno le parti pregiate della città da questa irragionevole lievitazione dei volumi edilizi, con aggravio del carico da sopportare in termini di traffico, inquinamento, carenza di servizi e imbruttimento della città. Nemmeno la Riviera è stata considerata meritevole di essere risparmiata; come già il quartiere Pineta, a Sud e gli effetti di questa dannosa legge cominciano a vedersi: sono regalie che paga tutta la città per poche, circoscritte e molto criticabili occasioni di investimento.

Italia Nostra ha segnalato l’esigenza di rivedere la disciplina che regolamenta e tutela il patrimonio storico e le aree di pregio in città: il primo provvedimento è proprio l’esclusione da esse del Decreto Sviluppo.